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La lingua perduta delle gru. Con Segnalibro

La lingua perduta delle gru. Con Segnalibro

di David Leavitt


  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar 451
  • Traduttore: Vezzoli D.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2017
  • EAN: 9788804685272
  • ISBN: 8804685271
  • Pagine: 332
  • Formato: prodotto in più parti di diverso formato
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Trama del libro

«I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia» pensa Philip Benjamin, il protagonista di questo romanzo nel momento in cui, a venticinque anni, si appresta a rivelare alla famiglia la propria omosessualità. Eppure per Rose e Owen, piccoli intellettuali nella sfavillante New York degli anni ottanta, la scoperta delle inclinazioni amorose del figlio apre una crepa dapprima sottile, poi sempre più profonda e insanabile, nel delicato equilibrio affettivo familiare, costringendoli a fare i conti con la propria più intima natura, le proprie scelte, le proprie responsabilità. Ma in questo paesaggio familiare desolato, in questo sfacelo di relazioni personali, Philip, e non solo lui, saprà individuare la strada per la costruzione di una vita sentimentale flessibile, realistica, libera, ma saldamente ancorata all'autenticità e alla sincerità. Postfazione di Fernanda Pivano.

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Voto medio del prodotto:  4 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

4La lingua perduta delle gru, 06-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Narrazione corta, ma qunata intensità e passione ci mette l'autore! Qui, come in Uguali amori, però, la debolezza della struttura è compensata dal proposito forte di dare rappresentazione artistica al nuovo tipo di vita che nell'età post-Stonewall e post-AIDS le comunità gay americana stava cercando di costruirsi. Come Leavitt stesso specificherà in un successivo saggio, si trattava di superare non solo la rappresentazione vittimistica, ma anche quella superomistica, che confinava la narrazione dell'amore gay ad un seducente ma parziale ed ingannevole peana alla giovinezza perfetta e dionisiaca.
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3Discreto, 24-03-2011
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Leavitt non è a suo agio con il romanzo, è il racconto la sua forma più congeniale. Tuttavia questo romanzo riesce a colpire il lettore laddove i successivi non arrivano proprio. La storia è piuttosto credibile, anche se la psicologia dei personaggi lascia un pò a desiderare, ma Leavitt non è narratore introspettivo quanto piuttosto un testimone di un'epoca di passaggio, gli anni '80, in cui il mondo si è trovato ad affrontare uno dei peggiori drammi della storia umana: l'AIDS. Non un gran libro, ma nemmeno da buttare.
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5La lingua perduta delle gru, 05-10-2010
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Leavitt è massimo artista nelle narrazioni di breve respiro: i suoi romanzi, anche quelli migliori (e La lingua perduta delle gru è tra questi) tendono a risolversi in polittici, dove le varie sequenze appaiono scollegate e ricevono luce autonoma. Qui, come in Uguali amori, però, la debolezza della struttura è compensata dal proposito forte di dare rappresentazione artistica al nuovo tipo di vita che nell'età post-Stonewall e post-AIDS le comunità gay americana stava cercando di costruirsi. Come Leavitt stesso specificherà in un successivo saggio, si trattava di superare non solo la rappresentazione vittimistica, ma anche quella superomistica, che confinava la narrazione dell'amore gay ad un seducente ma parziale ed ingannevole peana alla giovinezza perfetta e dionisiaca.
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5Dolcissimo :), 07-07-2010
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Leavitt in quest'opera sembra ci racconti una favola: è tenerissimo, e il personaggio di Philip così dolce che non può non entrarvi nel cuore.. Io l'ho adorato, e spesso mi è venuta voglia di abbracciarlo e dirgli che andava tutto bene.. Che carino!!
Certe volte Leavitt si lascia un po' andare a descrizioni inutili, ma nonostante questo, ne vale la pena, decisamente!:)
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