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Ipercompendio diritto amministrativo

Ipercompendio diritto amministrativo

 


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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Edizioni Giuridiche Simone

Descrizione del libro

Gli ipercompendi, strumenti didattici di ultima generazione, costituiscono pratiche guide che, affiancate al manuale adottato, consentono di ripercorrere in forma sintetica e sistematica le linee espositive del programma. L'ipercompendio è una stimolante opportunità per sfuggire dalla monotonia di pagine tutte uguali: il colore, il neretto, le schede, le mappe concettuali permettono di ottimizzare la preparazione, "navigare" nella materia, tenere viva la curiosità di apprendere e, soprattutto, migliorare, attraverso l'ausilio della memoria visiva, la memorizzazione. L'ipercompendio presenta in appendice un glossario di particolare utilità per il ripasso finale, momento nel quale occorre concentrarsi sugli argomenti più ostici, sulle domande più "gettonate" per avere un quadro finale sintetico e completo della disciplina.
Concepire un volume a commento della quarta riforma del mercato lavoro nell’arco degli ultimi vent’anni non è più un’impresa
semplice: senza una chiave nuova, si rischia di celebrare un rito stanco, che ripropone e allo stesso tempo lascia aperte le questioni
fondamentali che i giuristi e gli altri scienziati sociali discutono da sempre.
La sensazione di trovarsi perennemente a commentare una materia precaria, mai definitiva, è acuita in considerazione sia dal clima
di scontro che ha accompagnato l’approvazione del Jobs Act, sia delle mediazioni raggiunte, che hanno interposto un cuneo tra
l’originario disegno governativo e la sua traduzione legislativa contribuendo a conferire al disegno finale un senso d’incompiuto, se
non d’incoerenza.
Trovare un paradigma capace di comprendere e descrivere il Jobs Act nel suo complesso non è infatti facile. Se esso ha certamente
l’ambizione di intervenire su tutte le istituzioni del mercato del lavoro, il risultato è poliedrico e comunque non tale da conferire alla
riforma la portata rivoluzionaria con cui fu annunciata due anni fa; il termine di paragone naturale che s’impone è semmai la Riforma
Fornero, approvata due anni prima.
La continuità e la forte rottura del Jobs Act rispetto alla legge n. 92/2012 sono altrettanto evidenti, e sono rappresentate dalla nuova
disciplina dei licenziamenti individuali: il c.d. “contratto a tutele crescenti” introdotto dal D.Lgs. n. 23/2015, divenuto il simbolo del
Jobs Act stesso e della sua sfida ai fondamenti del diritto del lavoro per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi. La sfida allo Statuto
dei Lavoratori prosegue attraverso la nuova disciplina del controllo a distanza, ma anche attraverso una serie d’interventi, sulla
disciplina delle tipologie contrattuali e delle mansioni, che hanno come obiettivo quello di adeguare le ragioni del lavoro alle ragioni
dell’economia.
Si può dire in generale che il rapporto tra fenomeni economici e diritto del lavoro sia la questione centrale di tutta la riforma, cui
hanno contribuito esperti dell’uno e dell’altro campo. Sarà anche per questo motivo che nel Jobs Act si rinvengono tracce di
sensibilità nuove, ma anche nuovi problemi interpretativi. Tra i frutti di tali sensibilità vi è senz’altro l’introduzione dell’ASDI, un
nuovo strumento di politica assistenziale.
Significativamente, la declinazione del rapporto tra economia e diritto del lavoro fallisce in una serie di campi strategici: nel tentativo
di stabilire un confine tra autonomia e subordinazione, in merito alle quali la riforma apre molti più interrogativi di quanti non ne
risolva, nonché di fissare un confine tra legge e autonomia collettiva che corrisponda a una chiara opzione di politica del diritto. Sono
analogamente oggetto di numerosi interrogativi l’impatto del Jobs Act sul quadro di regolazione delle esternalizzazioni produttive e
l’impatto del riassetto degli ammortizzatori sociali sul mercato del lavoro.
Rispetto a simili problematiche interpretative e interrogativi un lavoro di ricostruzione sistematica della riforma non rappresenta solo
un’impresa interessante, ma necessaria.
Per condurre tale ricostruzione si adotterà pertanto una prospettiva, non esclusivamente giuridica, che a partire dal dato normativo
guardi oltre l’oggi alla luce dell’esperienza passata. In questi termini assume un’importanza particolare il tema del monitoraggio e
della valutazione delle riforme del marcato del lavoro degli ultimi vent’anni.
Un altro tema cui il volume dedica ampio spazio è quello della riorganizzazione della macchina amministrativa, fronte sul quale il
Jobs Act dispiega una considerevole mole d’interventi che investono i servizi per il lavoro, l’attività ispettiva, il ruolo delle stesse
Commissioni di certificazione, del sistema di certificazione delle competenze e la semplificazione.


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