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Gli illusi

Gli illusi

di Zoë Heller


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  • Editore: Bompiani
  • Collana: Narrativa straniera
  • Traduttore: Silvestri A.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2009
  • EAN: 9788845263095
  • ISBN: 8845263096
  • Pagine: 412
  • Formato: brossura

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Trama del libro

Inghilterra, anni sessanta: la giovane Audrey conosce a una festa Joel Litvinoff, avvocato americano senza dubbio bello, dai grandi ideali, che si batte senza compromessi per i diritti civili. È amore a prima vista, cui segue un matrimonio felice, dei figli, e, per Joe, una sfavillante carriera. Quarantanni dopo, alla vigilia di un importante processo, Joel avverte un malore, si accascia e entra in coma. Audrey è ora sola, il punto di riferimento per lei e per la sua famiglia non può aiutarla, e deve confrontarsi, forse per la prima volta, con i dilemmi e i dubbi suoi e dei suoi figli. Insomma, deve aprire gli occhi sul mondo che la circonda. Sua figlia Rosa, una volta irriverente rivoluzionaria, è in preda a un insensato fanatismo religioso ebreo orotodosso; la secondogenita Karla, impegnata nel sociale, tutta casa e lavoro, vive - chi lo avrebbe mai sospettato? - una relazione extraconiugale con un giornalista d'assalto; il suo figlio adottivo Lenny è alle prese con le illusioni maligne della giovinezza e non pare avere tempo di ascoltarla. Infine, Audrey, in questo terremoto della sua maturità, viene a scoprire i segreti e le bugie del suo rapporto con Joel, e la verità sul suo matrimonio.

Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

4Gli illusi, 06-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Arsenale di sogni, di follie, di amicizie e di inimizie si affollano fin dalle prime pagine. Che maledizione avere genitori liberali, un padre leader socialista dei diseredati, una madre algida vestale del sacro furore.
Ai figli non resta altro che passare la vita a Cuba per riscoprire infine la rigida morale degli ebrei ortodossi o ingrassare ed accoppiarsi con un noioso sindacalista per concedersi al dunque ad un focoso giornalaio egiziano o ancora drogarsi con l'improbabile fidanzata Tanya.
Intanto il grande vecchio riposa all'ospedale, ignaro della rottura del quarantennale vincolo matrimoniale.
Un libro abbastanza superfluo, che si scalda nelle ultime pagine.
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3Gli illusi, 14-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Parlerò di questo elegante libro stata una goduria leggerlo. Che maledizione avere genitori liberali, un padre leader socialista dei diseredati, una madre algida vestale del sacro furore.
Ai figli non resta altro che passare la vita a Cuba per riscoprire infine la rigida morale degli ebrei ortodossi o ingrassare ed accoppiarsi con un noioso sindacalista per concedersi al dunque ad un focoso giornalaio egiziano o ancora drogarsi con l'improbabile fidanzata Tanya.
Intanto il grande vecchio riposa all'ospedale, ignaro della rottura del quarantennale vincolo matrimoniale.
Un libro abbastanza superfluo, che si scalda nelle ultime pagine.
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4la crisi della fede, 24-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Credere ad ogni costo, questo è il motto della famiglia Litvinoff, e nessuno dei suoi componenti è disposto a transigere sulle proprie convinzioni. Il patriarca Joel ha passato una vita come avvocato di sinistra, oramai la protesta è il suo mestiere, mentre sua moglie Audrey, atea convinta e fanatica sostenitrice del socialismo scientifico, non riesce a staccarsi dal suo ruolo di moglie del grande uomo, e proprio la malattia e la morte del marito la porteranno a confrontarsi con il fallimento di tutta la sua vita. Rose, la figlia maggiore, passa dalla fede nel marxismo all’ortodossia ebraica, dato che non riesce a vivere senza uno schema mentale che le dia sicurezza e le indichi come vivere la sua vita. L’altra figlia Karla invece è ironicamente priva della benché
minima fiducia in sè stessa e cerca nell’amore quell’appoggio che le manca. Il figlio adottivo è una mina vagante, rifiutato dal padre che vede in lui solo un esperimento fallito e iperprotetto dalla madre che solo per lui riesce a provare quei sentimenti materni che le sue stesse figlie non lel hanno mai inspirato.
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