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Le follie libertine della Reggenza. Orge, bagordi e dissolutezze a Parigi e Versailles

Le follie libertine della Reggenza. Orge, bagordi e dissolutezze a Parigi e Versailles

di Claudio Guidi


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Descrizione del libro

Nel quarto volume dedicato al Settecento francese, dopo "Il secolo bello", "Maledetta rivoluzione" e "La fabbrica dell'ateismo", l'autore porta alla ribalta, con una quantità impressionante di materiale ancora inedito, una lunga galleria di personaggi affascinanti, descrivendone tutti gli stravizi e le dissolutezze di ogni tipo che ne hanno caratterizzato l'esistenza. Con la pratica costante di un libertinaggio sfrenato e debordante, che vede giganteggiare il reggente Philippe II d'Orléans, ad essere ugualmente presentate per la prima volta al lettore italiano sono le numerose figure femminili che lo hanno attorniato e accompagnato in una deboscia spesso scatenata. In mezzo a questo caravanserraglio della depravazione emerge la titanica figura della madre del reggente e cognata di Luigi XIV, la virtuosissima e caustica principessa Palatina, Liselotte von der Pfalz, che nelle sessantamila lettere da lei scritte svela nel corso di mezzo secolo tutti i retroscena meno decorosi, più spesso ridicoli, divertenti e anche inconfessabili della corte di Versailles, con un linguaggio a volte così scatologico da superare quello ritenuto fino ad allora inarrivabile di Rabelais, che viene presentato per la prima volta nella sua cruda integralità. Nel volume non manca nemmeno la descrizione accurata delle barbare pulizie etniche compiute dal Re Sole nel Palatinato, patria della sua umanamente e intellettualmente tanto superiore cognata. In una Reggenza scombussolata dai dissesti finanziari prodotti da John Law, che fanno spesso e brutalmente rovesciare come un guanto non pochi rapporti sociali, in mezzo a principesse e altre nobildonne con una rivendicata vocazione al meretricio si aggira anche il giovane Voltaire, entusiasta frequentatore di un elegante bordello, la cui audacia intellettuale e i ripetuti sberleffi verso una nobiltà meschina e arrogante, oltre ad assicurargli un paio di soggiorni alla Bastiglia, gli regalano anche parecchie e solenni bastonature.