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Fare la Scuola, fare scuola. Democrazia e pedagogia. E-book

Fare la Scuola, fare scuola. Democrazia e pedagogia. E-book

di Philippe Meirieu


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La Scuola tende oggi a porsi sempre più come un servizio consegnato agli interessi individuali, correndo così il rischio di perdere la propria legittimazione collettiva. Partendo da questa semplice constatazione, Philippe Meirieu propugna una vera e propria rinascita della Scuola che faccia di essa un'istituzione capace di contribuire alla costruzione di un'autentica democrazia.
L'autore non si limita però ad enunciare le finalità della Scuola. Fondandosi sulla sua pluriennale esperienza di insegnamento e formazione, egli costruisce un vero e proprio manuale di pedagogia praticata, in cui analizza i principi fondatori dell'istituzione Scuola (parte prima), le tensioni costitutive della professione di insegnante (parte seconda) e gli strumenti pedagogici per la pratica didattica in classe (parte terza).
Il testo è coerente con lo spirito che lo anima anche nella forma e nello stile: non segue infatti il solo registro del saggio argomentativo ma si snoda anche come un racconto, un vero "romanzo di formazione" permeato di esperienza e passione pedagogica. È il Meirieu uomo ed educatore che si staglia qui, prima ancor che il ricercatore e il professore universitario. Di qui l'estrema utilità del libro, tanto più efficace perché vicino alla realtà della scuola di oggi e al vissuto degli insegnanti.
Il volume si rivolge in primo luogo agli insegnanti in servizio e in formazione iniziale, ai quali offre spunti di lavoro, orientamenti di metodo e preziosi riferimenti al patrimonio pedagogico; ma anche ai formatori e ai consulenti, per i quali può costituire un prezioso strumento di lavoro grazie alla presenza di schede e proposte di attività con i docenti. Uno strumento agile, dunque, che può essere utilizzato in tutto o in parte a seconda delle domande e dei bisogni presenti in uno specifico contesto scolastico. Non un libro operativo tra i tanti, ma un'indispensabile summa frutto della profonda riflessione e dell'esperienza di uno dei più importanti pedagogisti francesi.

Philippe Meirieu, autore di numerosi libri tradotti in tutto il mondo, ha insegnato in quasi tutti gli ordini di scuola. Ha guidato molte ricerche sulla scuola e partecipato all'elaborazione di importanti riforme in Francia (la creazione del Consiglio nazionale dei Programmi e degli Instituts universitaires de formation de maîtres, la riforma dei Licei del 1998 e la riforma delle scuole medie del 2001). Ha operato assiduamente nella formazione iniziale e in servizio degli insegnanti. Oggi è professore emerito di Scienze dell'educazione all'Università Lumière Lyon II e vicepresidente della Regione Rhône-Alpes con delega per la formazione permanente e l'avviamento al lavoro. Il suo sito francese, www.meirieu.com, offre agli insegnanti un ricco materiale per la formazione e la riflessione sulla loro attività professionale.

Indice
Enrico Bottero, Prefazione all'edizione italiana
Pedagogia e democrazia. Prefazione alla nuova edizione
(Verso un'epistemologia dei discorsi pedagogici; "Fare la Scuola" e "fare scuola" in democrazia)
Introduzione. Tempo di bilanci
Parte I. La Scuola: principi per un'istituzione
La Scuola non è solo un servizio, è anche un'istituzione
In democrazia i principi fondanti della Scuola possono essere individuati soltanto nelle condizioni di possibilità dell'esercizio democratico
Oggi l'istituzione scolastica esiste solo se i suoi protagonisti incarnano tutti i giorni i principi che la ispirano
La missione fondante della Scuola è di trasmettere alle giovani generazioni i mezzi per garantirsi il loro futuro e quello del mondo
La trasmissione che avviene a Scuola si realizza in forma obbligatoria, progressiva ed esaustiva
La storia della Scuola e la storia della pedagogia sono la testimonianza dell'ambizione degli uomini a non escludere nessuno dal processo di trasmissione
Essendo fondata su un obiettivo di universalità, la Scuola non è uno spazio privato, ma uno spazio pubblico
Avendo un obiettivo di universalità, la Scuola è incompatibile con la ricerca di una qualsivoglia omogeneità, ideologica, sociologica, psicologica o intellettuale
Per poter costituire uno spazio pubblico orientato alla trasmissione delle conoscenze, la Scuola deve sospendere violenza e seduzione collocando al centro della propria organizzazione le esigenze di esattezza, precisione e verità
Per costruire uno spazio pubblico che ha il compito della trasmissione delle conoscenze, la Scuola deve sospendere l'obbligo di produrre e far propria l'idea secondo cui è sempre più importante comprendere che riuscire nei compiti assegnati
Poiché comprendere è più importante che riuscire nel compito, la Scuola è un luogo in cui ci si deve poter sbagliare senza correre alcun rischio
La Scuola deve essere il rimedio ai suoi stessi problemi
La Scuola è laica in quanto contribuisce a liberare tutti coloro che la frequentano da ogni forma di esproprio della mente critica
La Scuola della Repubblica, formando i cittadini di uno Stato democratico per un mondo solidale, è l'istituzione che deve coniugare integrazione, emancipazione e promozione dell'umanità
Parte II. L'insegnante: tensioni per un mestiere
Tra educabilità e libertà, tra onnipotenza dell'adulto e impotenza dell'insegnante, impegnarsi a creare le migliori condizioni affinché l'allievo mobiliti la sua libertà di apprendere
(L'educabilità è il postulato fondamentale di ogni pratica educativa; L'ossessione dell'educabilità conduce a esiti pericolosi; Per garantire la dimensione educativa dell'insegnamento è necessario affermare la libertà di imparare; Fissarsi sulla libertà di imparare può costituire un alibi per rifugiarsi nella rinuncia pedagogica; Gli educatori devono ipotizzare l'educabilità di tutti e, nello stesso tempo, rispettare la libertà di apprendimento di ciascuno)
Tra trasmissione di un sapere già definito e libera scoperta delle conoscenze, tra obbligo di imparare e rispetto dell'interesse dell'allievo, far sorgere le domande e scoprire la genesi delle conoscenze
(Nessun allievo può decidere ciò che deve imparare; I saperi imposti diventano presto un fine in sé; Ogni vero apprendimento richiede che sia messo in moto l'interesse dell'allievo; Se eretta a principio assoluto, l'attenzione all'interesse degli allievi rende molto incerti i risultati di apprendimento; I saperi scolastici posso ritrovare il loro "sapore" quando se ne ripercorre la genesi
Tra formalizzazione enciclopedica e sottomissione al desiderio di imparare, tra primato del programma e primato del progetto, proporre situazioni-problema diverse tra loro
(Per essere coerenti con i principi della Scuola, le conoscenze perseguite devono essere oggetto di una programmazione rigorosa; I tempi di realizzazione del programma sono vissuti come estranei ai tempi di apprendimento dell'allievo; Per il soggetto che impara viene sempre prima il progetto; I progetti sono in relazione alle persone e alla loro storia; L'insegnante deve proporre progetti diversi concepiti in modo che gli allievi possano farli propri e incontrare, durante il percorso, un obiettivo-ostacolo, un aiuto decisivo per realizzare l'apprendimento
Tra riferimento a ciò che l'allievo sa già fare e conflitto cognitivo con le conoscenze precedenti, tra utilizzo di ciò che si sa e scoperta di nuovi mondi, organizzare aperture e allargare il campo delle possibilità
(Ogni apprendimento parte da ciò che l'allievo sa già fare e dalle strategie che gli sono più familiari; L'adattamento sistematico a ciò che si sa già si


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