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Dopo il fumo. «Sono il n. A 5384 di Auschwitz Birkenau»

Dopo il fumo. «Sono il n. A 5384 di Auschwitz Birkenau»

di Liana Millu


  • Editore: Morcelliana
  • Collana: Il pellicano rosso
  • A cura di: P. Stefani
  • Data di Pubblicazione: settembre 1999
  • EAN: 9788837217457
  • ISBN: 8837217455
  • Pagine: 96

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5Io sono Birkenau., 07-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Si dice che il sopravvissuto al campo di sterminio non ne esce piu' ed e' vero. Sono passati cinquanta anni eppure, quando bollisco le patate, le divoro in modo famelico, mi ricordo della mia kapo, mi ricordo della fame. Le rape non sono quelle di Birkenau, ma hanno lo stesso odore, sono disgustose e nauseabonde. Sono tornata dopo molti anni in visita a Birkenau, ho cercato la mia baracca, l'ho trovata, mi ricordai gli appelli, la piccola porta d'entrata, le botte e gli spintoni per entrarvi, ero li', immobile ad aspettare ordini, io ero ancora in Lager. Due mesi di Auschwitz ed ero gia' brutale e cinica, pronta a menar botte ed insulti per una inezia, o contro le poverette appena arrivate che non conoscevano ancora il Lager. Auschwitz e' violenza, si manifesta in ogni cosa, in ogni momento della giornata e io sono diventata quella brutale violenza. Il sangue, la morte, erano la mia esistenza, ed era la morte che desideravo, mi avrebbe liberato dalla stanchezza, dalla bruttezza di Auschwitz. Durante il mio ritorno in patria sono solo vestita di stracci, non ho soldi, vengo fermata, non ho pagato il biglietto. Inutili le mie proteste, nessuno e' interessato ai Lager, devo andarmene. Gli ospedali? Il personale e' inorridito e disgustato da queste figure imbruttite dal Lager, nessuno vuole sapere dei Lager. I famigliari? Io sono tornata, sono stata fortunata, ma per qualcuno questo e' un male, un insulto, io non ho piu' nessuno ed ero io che dovevo morire in Birkenau, al posto di altre che avevano figli, mariti e genitori, loro erano meritevoli io no. La memoria pian piano si affievolisce, ma il mio nome A5384 non lo dimentichero' mai.
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