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Il declino dell'Occidente

Il declino dell'Occidente

di Hanif Kureishi


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  • Editore: Bompiani
  • Collana: Narrativa straniera
  • Traduttori: Silvestri A., Cotroneo I.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2010
  • EAN: 9788845264535
  • ISBN: 884526453X
  • Pagine: 122
  • Formato: brossura

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Trama del libro

Mariti e mogli chiamati da incontri o avvenimenti inattesi a fare i conti con la propria vita. Persone di mezza età che si vedono protagoniste, con un po' di nostalgia, di una vita lontana da quella sognata negli anni 70. Artisti che vengono a patti con i propri bisogni, ma non per questo smettono di sognare. Hanif Kureishi ci regala storie e personaggi fra i più riusciti del suo mondo narrativo - penetrandone le attese, le delusioni e le felicità restituendoci, come solo lui sa fare, umori, tremori e incanti della vita quotidiana, in tutte le sue contraddizioni, fra "matrimoni e decapitazioni", come recita il titolo di una delle storie incluse nel volume.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3Il Declino dell'Occidente, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Il suo primo romanzo "Ho qualcosa da dirti" mi lasciò l'amaro in bocca, adesso decido di dargli una seconda chance con questa raccolta di racconti. La superficialità che avevo rintracciato in Nell'intimità, la visione maschilista, di parte e piuttosto stereotipata non la si ritrova qui. Forse perché sono passati diversi anni tra le due opere, forse perché è un altro, e completamente diverso, il fil rouge che unisce tutti i titoli qui contenuti. Non più il dissolversi di un rapporto di coppia, ma il dissolversi di tutta una civiltà, quella occidentale, e di tutta una generazione, quella degli ultra cinquantenni (Kureishi è nato nel 1954) che hanno tentato di cambiare la società e che non solo hanno fallito miseramente nel loro intento, ma che per giunta si sono trovati ad un certo punto della loro esistenza dall'altra parte della "barricata", quella capitalista, scoprendo di aver fallito anche con essa.
Si tratta di storie tristi, o forse ancor più giusto sarebbe dire disincantate, di legami d'amore e d'amicizia che il tempo ha snaturato, scolorito e reso ridicoli, tanto da far chiedere ai protagonisti cosa diavolo li accomunasse a quelle persone, ormai lontane migliaia d'anni luce da loro. Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di ritrovarsi a dar voce a questi pensieri.
Tutta la vita passata, la gioventù trascorsa a disegnare la propria esistenza in modo alternativo e di rottura degli schemi, sembra parlare un'altra lingua. La società, quella occidentale del benessere, del capitalismo sfrenato, della casa lussuosa, degli agi e dei figli viziati, dei matrimoni in cui ci si dice poco ma che vanno avanti per inerzia e convenzione più che per convinzione, è una società tarlata fin nelle sue radici ma che continuerà a cercare di tirare avanti fino al collasso totale. Questo vede come dargli torto? - Kureishi, quando implicitamente riconosce che le trasgressioni d'antan adesso sono non solo rientrate nei ranghi di una più comoda adesione alle regole sociali, ma hanno perfino rinnegato la loro stessa esistenza.
Otto sono i racconti qui collazionati, tre sono piccolissimi bozzetti che mettono a nudo causticamente e aspramente altrettante nevrosi del nostro mondo. Ma Maggie, Una storia terribile, Philip e il racconto che dà il titolo al libro sono quelli più esemplificativi di ciò che Kureishi vuole dirci. In un mondo minato da una malattia che lo divora, anche vari personaggi devono fare i conti con il disfacimento del loro fisico e a volte anche con una morte prematura. Le certezze sono state distrutte, gli anni '70 e il loro sogno di sinistra non ci sono più, forse quel sogno non si è mai davvero avverato, nemmeno per un momento; è rimasta soltanto un'autocritica impietosa e lucida di una generazione, messa a confronto con i bisogni e gli interrogativi dei giovani di oggi, completamente diversi.
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4Il Declino dell'Occidente, 31-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Solo per lettori esigenti e con molto tempo a disposizione. Raccolta di racconti che, tranne due eccezioni, ha un filo conduttore evidenziato anche sebbene parzialmente dal titolo della raccolta. Il declino dell'Occidente è accompagnato dal declino e dalla fine di sogni, speranze, illusioni accumulatesi negli ultimi tre decenni dello scorso secolo: dai movimenti giovanili alle speranze suscitate dall'ascesa di Tony Blair, dal consumismo edonistico e sconsiderato degli anni '80 al tracrollo dell'economia. Alcuni racconti funzionano meglio (specialmente "Maggie" e "Phillips", sicuramente i due più articolati) ma il livello è sempre più che accettabile, corretto da uno stile secco e preciso che però si concede molti spunti ironici.
Molto ben riusciti i due episodi che vanno fuori tema, specialmente "Matrimoni e decapitazioni", inquietante gioiellino dark che ricorda un racconto di Poe ma riscritto da Borges o da Cortzar o da Bolao.
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