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De profundis

De profundis

di Oscar Wilde


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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici
  • Data di Pubblicazione: marzo 2003
  • EAN: 9788804518983
  • ISBN: 8804518987
  • Pagine: 208
Detenuto per sodomia, Wilde scrisse nel 1897 questo manoscritto in forma di lettera, frutto della tragica lotta che un artista ribelle ingaggia contro le ipocrisie della società, al suo giovane amante Bosie. Wilde appare in queste pagine un uomo affascinante e contraddittorio, ormai fiaccato nell'animo, sofferente come un autentico artista romantico, un Cristo perseguitato dai filistei. Si alternano in queste pagine serietà morale e teatrale civetteria, rivendicazioni di grandezza a cupi umori penitenziali.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 6 recensioni)

5.0De profundis, 17-06-2014
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È una lettera struggente che Oscar Wilde scrisse nel momento più difficile della sua vita quando, accusato di omosessualità, venne rinchiuso in carcere.
Quello che ne emerge è il ritratto di un uomo complesso, appassionato, tormentato, cinico e romantico che, anche in circostanze estreme, non rinuncia a un po' di "civetteria" artistica.
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5.0Straziante, 14-08-2013
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Forse più bello del "Ritratto di Dorian Gray", forse mi ha colpito più nel profondo, forse perché sono lettere vere, in cui nulla è inventato, in cui il dolore è puro genuino e quindi più pesante. Straziante.
"Si assenta dalla felicità per un poco, e in quest'aspro mondo trae il suo respiro nel dolore". Sono riflessioni che assomigliano più a lezioni di vita che a un romanzo, scritte con un'intensità unica dei grandi autori. Leggendo questo libro si capisce davvero la differenza tra un caposaldo della letteratura e un romanzetto da spiaggia.
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5.0Impareggiabile, 30-05-2012
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Da inserire tra le più belle lettere di tutta la storia, questa lunga epistola è in realtà più un trattato di carattere filosofico. Immensa la conoscenza di chi lo ha scritto e fine la sua penna; Wilde riesce qui a mettere a nudo i più profondi stati dell'animo umano. Impossibile non leggerlo almeno una decina di volte.
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5.0De profundis, 14-12-2010
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La lettera più lunga mai scritta ma anche la più emozionante e carica di amore. L'amore non vede sesso, età o bellezza e Wilde con quest'opera ce lo spiega egregiamente.
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5.0Il vero Oscar, 05-09-2010
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Se volete leggere di Wilde com'era veramente, da qualcosa scritto di suo pugno, compratelo. Precisamente è una lunga lettera che scrisse, nei 2 anni in cui dovette stare al carcere di Reading, a Lord Alfred Douglas "Bosie", il ragazzo che amava. Però Bosie era un ragazzo capriccioso e lunatico, e approfittava di questo legame venutosi a creare fra di loro per farsi pagare qualsiasi spesa che il suo stile di vita lussuoso e sfrenato richiedesse; viene spiegato che molto spesso Bosie lo insultava e gli scriveva lettere con parole orribili, lo lasciava regolarmente ogni 3 mesi per poi tornare altrettando regolarmente a chiedere perdono. Oscar lo perdonava tutte le volte, però più avanti il padre di Bosie cominciò ad accusare Oscar di averlo plagiato: Bosie insisteva con Oscar affinchè lo denunciasse per diffamazione; lo stesso Wilde spiega che si trattava più che altro una guerra privata tra Bosie e suo padre, che si odiavano da sempre, quella in cui stava finendo in mezzo. Comunque lo denunciò, ma la causa gli rimbalzò addosso e lui stesso venne condannato per sodomia. Dovette scontare 2 anni al carcere di Reading, e perse la reputazione, tutti i suoi beni, il suo patrimonio già rovinato; Bosie non lo andò mai a trovare.
Nella prima parte, Wilde racconta questo, ma poi spiega che una volta uscito di lì proverà a rifarsi una vita, e che non intende per niente provare odio o desiderio di vendetta verso Bosie, perchè quei sentimenti rovinerebbero la sua stessa anima.
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5.0Povero Oscar, 26-07-2010
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Celeberrima lettera di Oscar Wilde scritta durante la detenzione nel carcere di Reading. Condannato a due anni di lavori forzati per oltraggio al pudore, l'artista irlandese scrive della vita, dell'amore e della tragedia preannunziata. Ironico e acuto nel suo attacco al giovane Lord Douglas, Wilde però sembra aver perso quella forza e quella vivacità che contraddistingue le sue divertenti e irriverenti commedie. Un'accusa alla vita e al mondo crudele e bigotto, un'epistola toccante e appassionata.
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