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La città dei ladri
La città dei ladri(2011 - brossura)
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La città dei ladri

La città dei ladri

di David Benioff


  • Editore: BEAT
  • Collana: BEAT. Bestseller
  • Traduttore: Rossari M.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2016
  • EAN: 9788865593899
  • ISBN: 886559389X
  • Pagine: 281
  • Formato: rilegato
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Trama del libro

È l'inverno del 1941 a Leningrado. La città è sotto l'assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame. Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, e Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, la fame, tuttavia, è ben poca cosa rispetto a quello che li aspetta. Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare. Reati gravissimi in tempo di guerra, per i quali la pena prevista è una sola: la fucilazione. Dopo qualche giorno trascorso in un cupo carcere sulla Neva, i due si ritrovano al cospetto di un colonnello dal collo taurino e le stelle ben in vista sulle mostrine. Il colonnello dapprima li squadra, poi li invita a seguirlo fino ai margini del fiume. Sulla Neva ghiacciata una ragazza, capelli corvini legati in uno chignon morbido, pattina esibendosi in piroette strette e veloci. È sua figlia e sta per sposarsi. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e... un solo problema: la torta nuziale. Ci sono lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell'Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri...

Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 3 recensioni)

4Meraviglioso, 27-02-2012
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Una storia di amicizia nella Leningrado assediata dai Tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale, che parla di guerra, di assedio, di fame e di morti e riesce comunque a essere divertente. La città dei ladri ha qualcosa di un fuoco pirotecnico, una brillantezza di trovate che smorzano la drammaticità degli eventi e una coppia di personaggi che si fanno amare dalla prima all'ultima pagina.
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3La città dei ladri, 06-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Un libro da non consigliare se non volete perdere la fiducia di qualcuno... In vero mi aspettavo di più da questa storia, che nel suo nascere e svilupparsi è abbastanza semplice. Poca è perciò la sorpresa quando si arriva alla fine, poiché già a metà si intuisce dove la storia stessa ci condurrà. Ciò nonostante il mio voto è per le quattro stelle perchè, per un motivo che non saprei spiegare, questa storia ha spostato la mia attenzione su un fatto ovvio ma che pure mi sfuggiva completamente: la seconda guerra mondiale c'è stata anche in Russia. Anche lì ci sono stati assedi e bombardamenti ed anche lì la gente ha patito la fame. Anche lì c'è stato un movimento partigiano di sollevazione contro lo straniero occupante. Ecco. Tutto ciò mi sfuggiva, non so perchè, forse perché automaticamente si pongono i russi tra i vincitori e quindi al di là di una sofferenza. Behinoff invece richiama fortemente tutto ciò, collocando la storia in una Leningrado invernale strettamente sotto assedio, dove tutto scarseggia a tal punto che non è difficile imbattersi in fenomeni di cannibalismo. I protagonisti che lasciano la città che in qualche maniera da loro sicurezza, per compiere una missione futile ma a cui non possono sottrarsi, scopriranno che fuori di lì esistono villaggi distrutti e gente deportata dalla forza di occupazione a lavorare in fabbrica ed in miniera, che esiste, dicevo, un movimento di liberazione partigiana che combatte tra mille difficoltà. Insomma la storia richiama alla mente immagini che certamente siamo abituati, almeno io, a collocare altrove: in Italia, in Spagna, in Francia, ed io credo che sia l'aspetto più importante della storia.
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5Bellissimo, 15-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un libro di straordinaria bellezza, ti travolge dalle prime pagine con uno stile di scrittura così fluido che le pagine scorrono senza che te accorgi. Grande la capacità dello scrittore di raccontare con ironia anche cose terribili, senza lasciarti un senso di angoscia. Lo consiglio è molto, molto bello.
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