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La casa del quarto comandamento

La casa del quarto comandamento

di Marco Salvador


  • Editore: Fernandel
  • Collana: Fernandel
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2006
  • EAN: 9788887433494
  • ISBN: 8887433496
  • Pagine: 128
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Trama del libro

Vivi in una nazione libera e democratica. Non hai commesso alcun reato, non sei pazzo però sei vittima di una grave malattia: sei vecchio. Un giorno ti strappano da casa, perdi la tua libertà e finisci in un luogo dove t'impongono regole di ogni tipo. I familiari e i vicini lo sanno, tutti lo sanno, ma per tutti è normale. Martino crede di impazzire. Medita il suicidio, ma è un uomo dal carattere forte e reagisce. Con la complicità di Oddo e di Leda comincia una battaglia contro l'istituzione che lo imprigiona. Un atto d'accusa sulla condizione degli anziani costretti in case di riposo. Non i "rimbambiti", quelli non più autosufficienti, ma persone "normali", quelli prima sfruttati dai figli e poi gettati nella discarica degli istituti.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

4 La casa del quarto comandamento, 26-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Salvador è narratore esperto e abile con le parole, dispiace che sia poco conosciuto. I piccoli dispetti quotidiani, l'attesa spasmodica della visita dei parenti la domenica, privilegio riservato a pochi che quasi si pavoneggiano con gli altri, e l'amarezza di essere, ma di non vivere sono tratteggiati con delicatezza, senza indulgere a pietismi che avrebbero straniato una narrazione diretta, senza fronzoli, non incline ad accurate descrizioni, ma comunque di rara efficacia.
Più che leggerlo l'ho divorato, più che commuovermi mi sono indignato: Salvador non poteva scrivere in modo migliore il destino della maggior parte di noi.
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5Peggio del carcere, 18-08-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di - leggi tutte le sue recensioni
C’è qualche cosa peggio del carcere, perfino di quello a vita. Sei un innocente, hai lavorato tutta la vita per crescere la famiglia, per dare ai figli un avvenire migliore del tuo. Poi diventi vecchio, magari ti muore anche la moglie, e tu ormai esisti solo ed esclusivamente perché hai un figlio. A lui dai tutti i risparmi di una vita, offri generosamente un futuro, ma quando cominciano i primi acciacchi il ringraziamento consiste nello sbatterti in un ospizio dove non esistono i giorni, tanto sono sempre uguali, e da cui sai che uscirai solo con i piedi in avanti.
In mezzo ai non autosufficienti, ai terminali, agli “andati” ti sembrerà di impazzire, poi, a poco a poco, la rassegnazione adombrerà la tua mente, riducendoti a un vegetale, a meno che non si trovi qualche cosa per cui valga ancora la pena di continuare a vivere.
Prima l’amicizia di un compagno di stanza all’inizio mal giudicato, poi il desiderio di rendersi utile agli altri che vivono con te, proteggendoli dai soprusi, dalle ruberie, e infine quello che non si pensava possibile, ma che è la molla più forte per riaffermare la propria identità, scaturisce quasi all’improvviso, un amore senile fatto di sguardi, lievi carezze e anche di un po’ di sesso.
E allora subentra la ribellione, il desiderio di tornare nel mondo dei vivi, ma tutto ha un prezzo e quello che pagheranno il generoso Martino, la delicata Leda e il vissuto Oddo chiude in modo commovente un romanzo di straordinaria bellezza.
Salvador ha una capacità di analisi psicologica non comune nel descrivere un mondo a cui non appartiene, a ricreare un’ambientazione che, vista dall’esterno, sembra impossibile, ma che risponde a verità.
I piccoli dispetti quotidiani, l’attesa spasmodica della visita dei parenti la domenica, privilegio riservato a pochi che quasi si pavoneggiano con gli altri, e l’amarezza di essere, ma di non vivere sono tratteggiati con delicatezza, senza indulgere a pietismi che avrebbero straniato una narrazione diretta, senza fronzoli, non incline ad accurate descrizioni, ma comunque di rara efficacia.
Più che leggerlo l’ho divorato, più che commuovermi mi sono indignato: Salvador non poteva scrivere in modo migliore il destino della maggior parte di noi.
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