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L' altra casa
L' altra casa(2004 - brossura)
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L' altra casa

L' altra casa

di Henry James


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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici
  • Traduttore: Lombardo A.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2010
  • EAN: 9788804598596
  • ISBN: 880459859X
  • Pagine: XLVII-261
  • Formato: brossura

Descrizione del libro

La trama de "L'altra casa" risale al 1893, quando James era strenuamente impegnato nel tentativo di realizzarsi come drammaturgo. Tre anni dopo questo romanzo di morte e violenza - che porta evidenti tracce della sua primigenia ispirazione drammatica - vide la luce a puntate su "The Illustrated London News" e fu quindi pubblicato in volume. Sul letto di morte Julia strappa al marito, Tony Bream, una promessa: la loro Effie non dovrà mai soffrire le angherie di una matrigna e quindi egli non potrà risposarsi, almeno fino a che la figlia sarà viva. Questa assurda promessa segna le vicende dei protagonisti del romanzo, due uomini e due donne, e l'intersecarsi dei loro legami affettivi. Intorno alla silenziosa figura della bambina, James mette a fuoco le passioni inespresse, l'ordito dei sentimenti, i sotterranei conflitti dell'animo dei suoi personaggi. Narrazione serrata e avvincente di una tragedia basata sul denaro, la gelosia, l'ossessione amorosa, "L'altra casa" si rivela una costruzione perfetta e spietata e svela, ancora una volta, il male annidato sotto una superficie rassicurante. Traduzione e introduzione di Agostino Lombardo.

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Voto medio del prodotto:  3 (3 di 5 su 1 recensione)

3L'altra casa, 07-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Sì, c'è qualche spunto molto interessante, ma nel complesso non decolla. Un romanzo di impianto molto teatrale, tra il giallo e il saggio sociologico: un'ambientazione ristretta, quasi chiusa; pochi personaggi; salti temporali finalizzati al dramma; dialoghi che sono più "botta e risposta" funzionali al climax. James dipana così questa sua ennesima indagine dell'animo umano. Perchè anche in questa sua opera, come nelle sue altre maggiori, quello che conta non è l'azione, ma il suo risvolto psicologico, come se ogni accadimento, per quanto drammatico - come in questo caso in cui ben due persone perdono la vita - fosse solo un'occasione per scandagliare il perbenismo borghese, il sordido animo umano in giacca e cravatta.
Il tutto in modo misurato, elegante, talvolta un po' verboso, dilungandosi a tratteggiare, come un artista col carboncino, le ombre più sottili, mentre l'azione, come una palla su un piano inclinato, scivola da sola verso il baratro.
Di questo stile del detto e non detto, dei giri di parola che lasciano spazio all'intuizione, più che alla vista, James è il maestro assoluto. Fatto sta che, in questa opera forse più che in altre, il suo gioco tende talvolta a diventare un po' pesante, sfiorando l'inverosimile e l'irritante. E' per questo che non raggiunge, secondo me, l'emozione definitiva, e si ferma ad un livello buono, ineccepibile, ma freddo.
Quello che resta è, ancora una volta, un ritratto amaro e disincantato di ogni possibile idea di società.
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