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L' abusivo

L' abusivo

di Antonio Franchini

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Trama del libro

Giancarlo Siani era un giovane cronista "abusivo" che sperava di essere presto assunto. La sera del 23 settembre 1985, i killer della camorra lo uccisero dopo averlo aspettato sotto casa per ore. Che cosa aveva scoperto di così pericoloso da essere punito con la morte? Il "caso Siani" non è solo una storia giudiziaria tormentata, è "il contesto", come lo chiamò Sciascia, sul quale non si farà mai luce. È il marchio su una città intera e una generazione, raccontate da Franchini attraverso storie personali e familiari che disegnano lo sfondo di un luogo sempre sospeso tra il dramma sceneggiato e la tragedia reale, tra la violenza inscenata per burla e la spietatezza vera, assoluta

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Voto medio del prodotto:  4 (4 di 5 su 1 recensione)

4L'abusivo, 12-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
In una parola bellissimo. Emozionante. Trascinante. Colpi di scena tanti. Umanità fortissima. Avevo visto il film "Fortapasc", sulla vita e la morte del giornalista Giancarlo Siani, vittima nell'85 della Camorra, ed avevo così comprato questo libro, che costituiva una delle fonti privilegiate del lungometraggio.
Credevo di essere di fronte ad un accurato reportage giornalistico sulle vicende della provincia campana dei primi anni '80, ma mi sbagliavo.

In questo errore c'è stata tutta la mia fortuna e la bellezza di questo libro.
Franchini non fa il testimone di un tempo, non si erge a giudice di se stesso o di una generazione, non raccoglie interviste e testimonianze alla ricerca di una verità - ancorchè essa esista - ma rappresenta, senza mediazioni, senza infingimenti, senza alcun senso di superiorità tipica del "narratore" o dell'"affabultatore" la propria storia e, sullo sfondo, quella di Giancarlo Siani, il cui personaggio è solo tratteggiato di scorcio, per ellissi, facendo della sua assenza, e della sua vita tragicamente interrotta, il contraltare delle vite di tutti i personaggi del libro, compresi alcuni anziani familiari dello scrittore, aggrappati alla vita ed alla "scena" come e più di molti giovani.

Un libro che si fatica a descrivere, ma che per qualità e profondità di scrittura, oltre che per alcune gemme letterarie e di pensiero, merita un posto particolare nella nostra letteratura: forse, ed almeno per mia suggestione, la (non) risposta a "Ferito a morte" di Raffaele La Capria, cui mi piace paragonarlo.
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