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Vineland

Vineland

di Thomas Pynchon

4.0

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Vineland è un'immaginaria cittadina della California. Qui, nel 1984, vive Zoyd Wheeler, un hippy degli anni Sessanta, che una volta all'anno si butta attraverso una vetrina... Frenesi, sua moglie, bellissima ex attrice underground, scompare nel nulla... Prairie, sua figlia, è un'adolescente eccentrica e sexy... Intorno a loro un universo improbabile ma reale in cui si muovono figli dei fiori (violenti e no) e agenti dell'FBI (sempre violenti e stupidi), rockers e metallari, matti (veri e presunti) e intellettuali, guru e tv, politica e nostalgia... Una grottesca e paradossale epopea degli anni della contestazione: il romanzo-denuncia di un autore e di una generazione.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 6 recensioni)

3.0Vineland, 19-07-2011
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Lo sappiamo noi lettori: nonè un'autore dei più facili dal eggere e capire fino in fondo. Il libro é farraginoso in alcune parti ma sostanzialmente funziona per il tono pi scanzonato rispetto ad as. All"Arcobaleno" anche se il divertimento di Pynchon é tutto intellettuale, di cervello e non di pancia, senza sentimento.
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4.0Vineland , 09-07-2011
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Romanzo molto divertente seppur molto ingarbugliato. La narrazione passa continuamente e liberamente dall'attualità (siamo nel 1984) al racconto di cose passate, e come al solito per i libri di Pynchon, è richiesta un po' di attenzione per non perdersi, ma comunque questo libro è un po' più semplice di altri di Pynchon. I personaggi sono estremamente caratterizzati e sono assolutamente funzionali alla storia: storia che è una satira dell'America reaganiana, delle sue lotte alle droghe, alle sue manovre economiche di tagli alla spesa pubblica, ecc... Spassosissma ad esempio è la breve parte in cui vengono introdotte le sorelle Harleyte "un circolo di motociclisti che per motivi fiscali si erano trasformati in un gruppo di suore". I libri di Pynchon sono così: un vulcanica ed inesauribile inventiva che porta sulla scena tantissimi personaggi uno più pazzo dell'altro. Consiglio la lettura di questo libro a tutti
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5.0Un romanzo da "studiare", 25-04-2011
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Una cosa è certa: i romanzi di Thomas Pynchon non sono prodotti fast food, perciò vanno letti ALMENO un'altra volta dopo la prima. Solo così è possibile apprezzare a pieno un capolavoro come Vineland. Dico "capolavoro" perchè a mio parere dovrebbe entrare nelle scuole un libro del genere, dato che il 90% delle persone non è nemmeno a conoscenza di quella cosa che viene denominata POST MODERNO (anche se non credo nel post moderno). La prima critica fatta dai caproni è sempre la stessa: la storia è barocca... Troppo visionaria ecc.
Ma storia è l'ultima cosa che deve interessare a un lettore di Pynchon! Sono i frammenti la parte migliore del romanzo, da cui poter estrapolare significati che vanno decisamente oltre i tecnicismi. Molte sono le allegorie e i riferimenti alla politica reaganiana (quindi dovrebbe un tantino interessare anche a noi italiani degli anni 2000, immaginate perché). Questo è un romanzo che parla del lato VERO della comunicazione: parla di noi, della vita e della vita immaginata, insomma... Di tutto.
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5.0Vineland, 02-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Questo libro mi ha fatto sudare sette camicie. Come altre volte con libri che mi sono piaciuti molto ho sentito verso questa storia una specie di empatia, come fosse una persona.
La storia è insieme semplice e contorta e richiede un certo sforzo per seguirla, ma se no si legge altro...
L'empatia è scattata perchè parla di voglia di rivoluzionare il mondo e tradimento, tra le altre cose, di adattarsi alla realtà o disperatamente cercare di non farlo.
Vineland parla di esperienze, e se non ne hai fatte di simili in vita tua non lo capirai, se guardavi da un altra parte allora continua a farlo adesso.
Geniale!
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3.0involuto., 10-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Forse il libro meno bello di pynchon, nonostante l'ambientazione storica( anni 60 - droghe -beat generation) si prestasse al suo stile, irridente e canzonatorio. No lo ho apprezzato al meglio. Forse occorrerebbe una seconda lettura.
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5.0Magnifico, uno dei migliori., 31-07-2010
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Inestricabile come solo il post-moderno ha saputo dare alla storia, in letteratura e non solo, un nodo fortissimo, che sfida e si sfida nel mescolare le carte in gioco e a confondere il reale con la finzione, la finzione con il reale. Gira su sè stesso, come nell'agitazione prima della tempesta, quasi sembra per il piacere di farlo, in un continuo flashback, tra situazioni paradossali, grottesche, volutamente lascive, ma che si riprendono, come una Harley Davidson che si impenna nell'orizzontalità di una strada assolata, in una pienezza di vita, umorismo, freschezza e dolce malinconia del presente già proteso al passato, che ricorda tanto quel senso di spazio, di Kerouac, delle sette di sera in Giugno.

Straordinario.

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