Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna

Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna

di Enrico Deaglio


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In sintesi

A Paolo Borsellino, spazzato via venti anni fa da un’autobomba sotto casa di sua madre, in via D’Amelio a Palermo, piaceva citare dal Giulio Cesare di Shakespeare la frase secondo cui “è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. È un paradosso terribile che questi venti anni abbiano condannato proprio lui a morire molte volte, ucciso in innumerevoli versioni da colpevoli sempre diversi: “È stato Scarantino. No Spatuzza. È stato Riina; no, i fratelli Graviano. La polizia ha imbeccato Scarantino per proteggere i veri colpevoli. È come piazza Fontana. È stato lo Stato, lo Stato Mafia, la Mafia Stato; il Doppio Stato. È stato Berlusconi, o perlomeno Dell’Utri. Sono stati i servizi. Deviati. No, quelli ufficiali. Sono stati Ciancimino e Provenzano. Sono stati gli industriali del Nord. È stato il ministro Mancino. Sono stati i Carabinieri. È stato il signor Carlo (ma chi è il signor Carlo?). È stato tradito da chi gli stava vicino. La sua morte era necessaria alla trattativa. Anzi, era l’essenza della trattativa. (A proposito – cos’è che stavano trattando?) È stato un volontario, lucido sacrificio di Borsellino che si è offerto come vittima per salvare la sua famiglia. È stata la prova della potenza infinita di Cosa Nostra a cui nessuno può sfuggire. È stato il Fato, del quale era in balia. È stata Palermo, un’intera città che lo ha espulso. Sono stati gli italiani: questo gregge meschino, impaurito, egoista e senza memoria”. Il fatto è che l’omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, simile in questo al rapimento Moro, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)


5.0Bellissimo, 15-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 8
di R. Fazio - leggi tutte le sue recensioni

Bellissimo racconto su Paolo Borsellino, spazzato via venti anni fa da un'autobomba sotto casa di sua madre, in via D'Amelio a Palermo. Avendo letto molto su di lui mi ha colpito una frase che spesso citava secondo cui "è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola".

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5.0Un ottimo libro, 04-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 15
di C. Sorbello - leggi tutte le sue recensioni

Pagine che fanno riflettere, sulla morte, di un grand'uomo, che ha avuto il coraggio di lottare. Paolo Borsellino, era veramente un uomo giusto, che ha pagato con la vita. Questo libro illustra le varie versioni ed ipotesi della morte di Borsellino, che ha sconvolto la storia del paese. Consiglio veramente a tutti di leggerlo

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4.0Bellissimo!, 03-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 4
di A. Musacchi - leggi tutte le sue recensioni

Un eccellente e commovente ritratto di uno dei più grandi uomini del Novecento, divenuto famoso più per la sua morte che per il suo operato in vita. I motivi della sua morte restano ancora, a distanza di vent'anni, un mistero che pare nessuno sembri in grado di svelare. Leggendo queste pagine, che riportano le varie teorie sulla sua morte, forse arriverete voi ad una conclusione. Senz'altro non potrete non provare un minimo di vergogna e di soggezione di fronte all'enorme coraggio che questo personaggio ha dimostrato in vita!

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