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Le vergini suicide

Le vergini suicide

di Jeffrey Eugenides


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Descrizione

Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta. Il libro segna l'esordio folgorante di uno scrittore poco più che trentenne, ma già padrone di uno stile e di un universo letterario affatto personali.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 9 recensioni)


4.0Le vergini suicide, 05-07-2011
di M. Giarrati - leggi tutte le sue recensioni

«Ha stimolato nel mio animo di lettore sensazioni molto contrastanti. Non posso dire che sia un libro "bello", sebbene le doti di scrittore dell'autore siano ineccepibili, la cosa che mi ha colpito maggiormente è il linguaggio, di chi narra di 5 vite stroncate prematuramente con lo stesso cinismo, la stessa superficialità di chi racconta il mondo con impietoso sguardo.
L'ammantato amore che nasconde il peggio dell'umano, usare vite altrui per dare senso alla propria. Implacabile autore.
»

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4.0Le vergni suicide, 17-04-2011
di A. Marini - leggi tutte le sue recensioni

«Romanzo particolare. Un po' lento, ma decisamente ben scritto. Strano leggere un romanzo in cui non puoi entrare dentro la testa delle vere protagoniste! Bello però essere tra i pensieri del narratore, che si perde in ricordi e congetture portate avanti con un linguaggio sapientemente curato.»

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5.0Cinque stelle, 12-03-2011
di C. Uccello - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro incredibilmente bello, sporco in alcuni passi ma anche autenticamente puro, delicato e fragile, sofferto e quotidiano. Un capolavoro della letteratura contemporanea. Peccato che l'autore, Jeffrey Eugenides, abbia pubblicato solo pochi lavori. Da avere.»

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3.0Le vergini suicide, 09-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Seloprendi - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro mi ha fatto arrabbiare, anche parecchio. L'ho letto a piccole dosi, mentre mi montava sempre di più la carogna. Non posso dire che sia un libro "bello", sebbene le doti di scrittore dell'autore siano ineccepibili, la cosa che mi ha colpito maggiormente è il linguaggio, di chi narra di 5 vite stroncate prematuramente con lo stesso cinismo, la stessa superficialità di chi racconta il mondo con impietoso sguardo.
L'ammantato amore che nasconde il peggio dell'umano, usare vite altrui per dare senso alla propria. Implacabile autore.
»

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3.0Le vergini suicide, 03-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Esposito - leggi tutte le sue recensioni

«Appena finito il libro (ma anche durante la lettura) ho odiato i signori Lisbon. Per educazione, convinzioni, scelte e ignoranza sono loro gli artefici della tragedia qui descritta. Una madre rigida e autoritaria, un padre inutile e debole. Questo cocktail riesce a portare al suicido cinque adolescenti. Cecilia apre la via, per prima, quasi inspiegabile il suo gesto. E poi a distanza di circa un anno, seguono le sorelle Lux, Mary, Bonnie e Therese.
La voce narrante è quella di un ragazzo (o dei ragazzi) che hanno contatti con le sorelle Lisbon, che frequentano la loro scuola, che sognano pensando a loro, che costruiscono la loro vita, in base a indizi, voci, informazioni rubate qua e là, perché, soprattutto dopo il suicidio di Cecilia (la più piccola), le sorelle Lisbon fanno una vita da recluse, allontanate da tutto e da tutti, dai genitori. La loro casa si fa fatiscente, le ragazze si comportano in modo strano, la gente parla e sparla. Eugenides con il suo stile quasi cronistico, pone a volte l’accento su aspetti marginali, tecnici e descrittivi di avvenimenti che altrimenti sarebbero tremendi. Tutta la narrazione ci prende per mano, ci mostra aspetti della vita da adolescente, ci fa riflettere e sorridere. E alla fine approda al momento clou, quello in cui le quattro giovani organizzano il loro addio collettivo a una vita piena di rinunce, di tristezza e di felicità intravista. Un libro che potrebbe essere molto triste, ma la narrazione di Eugenides lo rende meno deprimente, pur lasciano il lettore con un amaro in bocca che a stento scomparirà.
»

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5.0Molto bello, 21-10-2010
di F. Gaglio - leggi tutte le sue recensioni

«E' uno dei miei romanzi preferiti, bello anche il film. Molto malinconico e allo stesso tempo dolce. Non si puo' non provare tenerezza e compassione per queste povere vittime inconsapevoli...»

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5.0Le vergini suicide, 06-10-2010
di I. De rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Strana la storia: quattro sorelle adolescenti che si suicidano una alla volta. Strana l'impostazione del racconto: l'io narrante è un "noi", gli amici-ammiratori delle suicide. Un noi narrante partecipe, stupefatto e sconvolto, eppure lucido e sobrio. La cosa migliore del romanzo è propria questa scelta qui.
Inquietante, com'è inevitabile dato il soggetto, ma senza effetti speciali, senza la pornografia dei buoni sentimenti e senza neppure la pretesa di dare risposte complicate. Molto resta non detto, molto mistero resta a lavorare nella testa del lettore, alla fine. I libri che producono domande e dubbi, per me, sono i migliori. E questo è della categoria.
»

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5.0Rasoi e crocifissi., 06-07-2010
di O. Soncini - leggi tutte le sue recensioni

«Una storia torbita, delicata e trasparente insime.
Cinque figure dall'aspetto angelico, lunghi capelli biondi e occhi chiari, con un'educazione (nei tentativi della madre, almeno) da educante e spiriti bollenti e dolci sotto le catene del perbenismo.
Sono le sorelle Lisbon: ognuna con una propria personalità e, viste da vicino, meno uguali anche nell'aspetto di quanto si possa ammirare da lontano.
Sicuramente le due figure più "forti" sono la piccola Cecilia e la più grande, futura ribelle, Lux. Due mondi opposti di vivere la sofferenza e la solitudine, ma unite, come le altre sorelle, da un destino triste e tragico.
Romanzo "sporco", sbiadito sotto la luce cuocente del sole di mezzogiorno di una pallida cittadina americana, profumato del sudore e del sangue delle ragazze.
Meravigliosa anche la trasposizione cinematografica.
»

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5.0Ogni sua parola e' sublime.., 06-07-2010
di P. Giulia - leggi tutte le sue recensioni

«Uno scrittore che si puo' definire semplicemente un genio. Mi e' piaciuto, l'unico dispiacere e' il fatto che fosse troppo breve.. malinconico e soave, in ogni sua espressione. Attendo altri suoi romanzi, con ansia..»

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