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Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre

Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre

di Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Data di Pubblicazione: maggio 2008
  • EAN: 9788804576860
  • ISBN: 8804576863
  • Pagine: 338
  • Formato: brossura
Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza - aver sterminato l'intera famiglia del patriarca - Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un'altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia "Salerno" su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell'anima, qualunque abito indossi. L'escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un'indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Tango e gli altri, 05-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Intreccio stringato, in questo si sente molto l'influsso del Guccini cantautore, una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l'intera famiglia del patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornanoa proposito del massacro delle Piane, un'altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia "Salerno" su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell'anima, qualunque abito indossi. L'escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare atermine un'indagine appena iniziata. Molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. Mi piace l'atmosfera emiliana d'Appennino, le descrizioni delle città arroccate tra i monti. Degli odi e degli amori. Delle castagne e della stufa accesa. E mi piace ritrovare il carabiniere Santovito, che già in altre loro storie era presente. Al solito buono il connubio tra i due, anche se dai toni del racconto io vedo la parte di Loriano quando i carabinieri vengono alla ribalta e quella di Francesco quando invece agiscono i partigiani. Una collaborazione che imbastisce in fondo anche una storia gialla, con delle domande, dei finali e dei contro finali. Con delle risposte, cosa che in molti gialli attuali ormai non si trova più.
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4.0Tango e gli altri, 21-02-2011
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I suoi sono romanzi con l'anima, come lui solo sa fare. Il maresciallo Santovito, anzi il maresciallo maggiore Santovito per meriti di guerra, ritorna sui monti dell'appennino tosco-emiliano, per chiudere un'inchiesta che 14 anni prima, in piena guerra partigiana, aveva dovuto lasciare a metà. Ha ormai imparato ad amare quella terra fredda e a farsi rispettare da quegli uomini di poche o nulle parole. E purtuttavia anche questa volta dovrà faticare non poco per estorcere, brandello a brandello, la verità su quei fatti che nessuno ha voglia o interesse a rivangare. Giallo ben scritto con personaggi ben costruiti, e una scena finale con tutti i sospettati chiusi in un bar che è un omaggio a Poirot. Tuttavia preferisco il precedente 'Macaronì' che lasciava un sapore amaro alla fine della lettura.
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4.0Che bravi Francesco e Loriano!, 14-02-2011
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Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli si confermano una coppia formidabile nello scrivere romanzi gialli; la tecnica che hanno messo a punto dello scrivere un capitolo a testa permette di tenere alta l'attenzione del lettore anche grazie alla variazione del registro e della stesura narrativa, più descrittiva, evocativa e più attenta ai dettagli storico-paesaggistici quella del Guccini, più sintetica, più efficace, più immediata quella del Macchiavelli. Il risultato è un ottimo prodotto, che apre un altro punto di vista sul tema della Resistenza (cioè quello dell'autogiustizia interna corporis) in un tempo come questo in cui si può ormai tirar le somme su quel difficile periodo e in cui il revisionismo storico è all'ordine del giorno. Scendendo più in dettaglio all'interno del romanzo, forse c'è qualche incongruenza e qualche leggerezza lungo la storia, e forse la ricerca a tutti i costi del colpo di scena finale e la voglia di tenere il lettore fino alla fine sulle spine circa l'identificazione del colpevole, producono una leggera forzatura che fiacca un po' il romanzo, ma il prodotto, come già detto, è di altissima qualità.
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4.0Tango e gli altri, 03-10-2010
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La premiata ditta Guccini-Macchiavelli confeziona un altro bellissimo romanzo. Molti autori "best-sellers" dovrebbero imparare da loro due come si scrive un giallo come si deve...
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4.0consigliabile, 29-09-2010
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Gli autori, raccontando un periodo della nostra storia, sottolineano con risolutezza ed orgoglio, “ideali” che spesso in modo inevitabile vengono dimenticati.
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