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Storie di ordinaria follia. Erezioni, eiaculazioni, esibizioni

Storie di ordinaria follia. Erezioni, eiaculazioni, esibizioni

di Charles Bukowski

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 37
  • Traduttore: Paolini P. F.
  • Data di Pubblicazione: marzo 2009
  • EAN: 9788807808166
  • ISBN: 8807808161
  • Pagine: 344
La biografia di Bukowski include due tentativi di lavorare come impiegato, dimissioni dal "posto fisso" a cinquant'anni suonati, "per non uscire di senno del tutto" e vari divorzi. Questi scarsi elementi ricorrono con insistenza nella narrativa di Bukowski, più un romanzo a disordinate puntate che non racconti a sé, dove si alternano e si mischiano a personaggi ed eventi di fantasia. "Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo", ha scritto Beniamino Placido su "La Repubblica", aggiungendo: "in questa scrittura molto "letteraria", ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni, le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco. Lui, Charles Bukowski, "forse un genio, forse un barbone". "Charles Bukowski, detto gambe d'elefante, il fallito", perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta". Un pazzo innamorato beffardo, tenero, cinico, i cui racconti scaturiscono da esperienze dure, pagate tutte di persona, senza comodi alibi sociali e senza falsi pudori.

Note su Charles Bukowski

Charles Bukowski nacque ad Andernach, in Germania, il 16 agosto del 1916. Era figlio di Henry Bukowski, un soldato dell'esercito americano, e di Katharina Fett, una giovane donna tedesca. Quando il padre prese congedo, si trasferì assieme alla famiglia a Los Angeles. Tuttavia Henry, non riuscendo a trovare lavoro, sfogava le sue frustrazioni picchiando e maltrattando il piccolo Charles. L'infanzia difficile di Charles fu il preludio a una intera vita caratterizzata dal disagio e dall'emarginazione, tematiche che emergono con forza nella sua produzione artistica. Fin da bambino si distinse per lo straordinario talento letterario. Nel 1938 si diplomò alla Los Angeles High School e subito dopo iniziò a lavorare come magazziniere, ma non riuscì mai ad adattarsi alle rigidità del mondo del lavoro, con i suoi orari e le sue regole. Poco dopo esordì come scrittore per la rivista Underworld e, lasciando la famiglia, iniziò il suo vagabondaggio per gli Stati Uniti, svolgendo ogni tipo di lavoro e abbandonandosi all'alcol. Nel 1955 tornò a Los Angeles per lavorare in un ufficio postale, è in questo periodo che i problemi di alcolismo dell'autore si intensificano, ricoverato per un'ulcera perforante si salvò solo grazie a delle trasfusioni di sangue. Anche la vita sentimentale fu tormentata. Dopo aver interrotto una relazione decennale con Janet Cooney Baker, si sposò con Barbara Frye, direttrice di una rivista, ma dopo due anni divorziarono. La depressione di Charles raggiunse un picco quando la sua vita fu sconvolta da due morti, quella del padre, per infarto, e quella della sua precedente compagna, Janet, per alcolismo. Nel 1964 divenne padre. Sua figlia, Marina, era il frutto della relazione che aveva instaurato con la poetessa Frances Smith. I due vissero assieme per un periodo, ma non si sposarono mai. Nel 1969, dopo anni di lavoro all'ufficio postale, si licenziò in seguito all'offerta ricevuta dall'editore della Black Sparrow Press, che gli offriva un contratto a vita per lavorare come scrittore. A distanza di un mese pubblicò "Post Office", il romanzo che lo rese celebre, un' autobiografia sulla sua vita all'ufficio postale. Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, con la quale si sposò nel 1985. Morì di leucemia il 9 marzo 1994, in California, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, "Pulp".  

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 23 recensioni)

3.0Racconti ripugnanti, 22-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
I racconti contenuti in questo volume possono piacere o meno, qualcuno potrebbe considerarli (talvolta a ragione) banali, ma un punto fermo c'è: il fatto che non ti lascino indifferente. Anche la persona più impermeabile alle emozioni non può non provare disgusto alla lettura di taluni passi del libro. In parte autobiografico, unico elemento che indiscutibilmente è degno di nota è l'emergere di una parte della personalità di Bukowski, considerato da alcuni un folle, da altri un genio, ma che ha in ogni caso trovato un suo posto nella letterature della seconda metà del XX secolo.
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2.0SConsigliato, 07-05-2012
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Non mi ha affatto convinto. Consigliatomi più e più volte questo Bukowski proprio non mi intriga. Non è il genere che fa per me. La sua scrittore è un misto di ironia e volgarità gratuita che proprio non mi spinge a continuare e tuttavia mi ha anche destato qualche motivo di abbandono. Non è affatto per me!
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2.0Nulla d'eccezionale, 02-05-2012
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Non l'ho trovato affatto brillante come moltissimi miei coetanei mi hanno descritto in precedenza. Forse è uno scrittore per ragazzi e il suo stile fresco e immediato ne è sicuramente testimone, ma l'ho trovato fin troppo volgare e scontroso, un vero incitamento alla droga e alla violenza. Un genere che personalmente non mi ha emozionato affatto!
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2.0Non il mio genere, 01-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Dopo averne sentito sperticare lodi in lungo e in largo su Bukowski, ho deciso di leggerne qualcosa.
Nonostante non fossi impreparato su quello che mi aspettava, sugli argomenti trattati, sullo stile adoperato, mi sono trovato lo stesso spaesato, confuso dopo qualche pagina.
Per me un'accozzaglia di volgarità. Non fa per me
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4.0Consigliato, 18-04-2012
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Uno scrittore abbastanza estroverso e immediato per i giovani lettori che presenta tematiche quotidiane e attuali con un linguaggio da subito incalzante e dal tono scorrevole. Questo libro è abbastanza fluido e immediato ma credo che alcuni risvolti della trama avrebbero necessitato di maggiore rivistazione.
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5.0Storie di ordinaria follia, 15-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Per chi non lo conoscesse e si accostasse per la prima volta a Charles Bukowski non c'è niente di meglio che questo "Storie di ordinaria follia": un insieme di racconti all'interno dei quali è condensata tutta l'essenza di Bukowski, le sbronze, i cavalli, il sesso, le donne, la scrittura, una intera vita.
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3.0Storie di ordinaria follia, 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho apprezzato molto alcune arguzie di Bukoswski, anche quelle più volgarti, lo prendo un po' come il Mordecai Richter di qualche tempo fa. Ho fatto bene a far passare il tempo, a leggerlo ora, che non mi "abbindola" con gli specchietti lucenti, ma da cui rimangono elementi di riflessione sul mondo americano fuor di ogni tempo: un mondo che poteva essere ma che realmente non è. Già tenta di colpire il suo pubblico dal titolo, che in inglese suona "Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness". Viene pubblicato per la prima volta interamente nel 1972. I vari racconti erano stati pubblicati su diverse pubblicazioni, tra le quali una rivista underground di Los Angeles, Open City. La raccolta è composta da 42 racconti, che descrivono vari aspetti della vita dell'autore, alle prese con le scommesse sulle corse dei cavalli, con il sesso, con le donne, con l'alcol e con altri aspetti della sua disordinata vita di cinquantenne senza un lavoro fisso.
"signori, arriva il momento nella vita di ogni uomo, in cui questi deve scegliere fra resistere o scappare. Io scelgo di resistere."
"spesso lo stato della cucina rifletto lo stato della mente (di un uomo)"
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5.0Storie di ordinaria follia., 20-07-2011
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Rabdomatici racconti di una realtà schiacciante. Ruota sulla follia a cui porta la miseria terrena e spirituale della periferia americana, i personaggi sembrano illuminati dalla luce del pittore americano Edward Hopper, unici sono i dialoghi di Charles Bukowski ritmati da una schietta prosa. Un libro graffiante.
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4.0Storie di ordinaria follia., 18-05-2011
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Sempre più cinico il nostro caro Bukowski, dinamite anarchica sempre pronta all'uso. Un tentativo riuscito di vincere le bassezze della vita, gli scontri con la realtà tramite l'ingegno della scrittura. Molti si sarebbero ubriacati e basta. Bukowski si espone in prima linea al fuoco della società e si lascia scalfire solo in superficie, mantenendosi costante sui suoi principi che prevedono l'assenza di principi. Stoico.
Mi ha divertito.
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5.0Bellissimo, 15-04-2011
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E' il primo che leggo di Bukowski e non sarà l'ultimo.
Sensazioni Forti...
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4.0Storie di ordinaria follia, 04-04-2011
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Non giudicatemi male, ma l'ho preso per il titolo. Crudo, ironico, sporco, sottile, onesto, coraggioso, anti-perbenista, fantasioso, sgrammaticato, Uomo. Un tentativo riuscito di vincere le bassezze della vita, gli scontri con la realtà tramite l'ingegno della scrittura. Molti si sarebbero ubriacati e basta. Bukowski si espone in prima linea al fuoco della società e si lascia scalfire solo in superficie, mantenendosi costante sui suoi principi che prevedono l'assenza di principi. Stoico.
Mi ha divertito.
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5.0Il nome del mio blog, 30-03-2011
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Altro libro autobiografico! Io dico di sì e lo consiglio a tutti coloro che riescono ad andare oltre e a non scandalizzarsi per "qualche" frase forte, a tutti quelli che hanno la pazienza di riflettere su tematiche affrontate apparentemente con leggerezza.
Avevo dato questo titolo al mio blog!
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