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Storie della guerra di Spagna. La quinta colonna

Storie della guerra di Spagna. La quinta colonna

di Ernest Hemingway

3.0

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Impegnativo, 27-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Una serie di brevi battute dialogate che portano direttamente sul campo da guerra e sui suoi retroscena dove H. Impegnato a girare dei documentari. La guerra viene rappresentata come una condizione obbligata che vede interagire uomini di diversa etnia ed usanze linguistiche accomunati dallo stesso tragico destino. Un'esperienza che bipassa l'individualità e le differenze rendendo tutti semplicemente "uomini". Così, dalla trincea che sorprende l'uomo indifeso, spaurito ed allo strenuo delle forze, si passa al microcosmo del bar di Chicote in cui ci si ritrova per "allietare" gli animi affogando la paura nel gin e tonic, nelle donne di compagnia o nel gioco d'azzardo sia pure per condividere gli orrori della giornata e quelli che ancora hanno a succedere. C'è la consapevolezza di un domani incerto, per questo i vizi della sala di Chicote debbono intendersi come il momento di massimo godimento permesso ai soldati, in mancanza di alternativa allo struggimento interiore. Si comprende il rancore che quegli uomini provano non già per il sacrificio della loro esistenza ma per i torti subiti in guerra. Nel bar questa aggressività si gioca sull'insulto, sull'attività di spionaggio, nello sproloquio politico. Colpisce la paura della morte e la vergogna nel rivelare le proprie debolezze. Sorprende la volontà dei soldati e la loro richiesta di ascoltare aneddoti atroci: questi uomini sembrano essere anestetizzati alla crudeltà. Questo bisogno di ascoltare vicende tanto tremende da sembrare irrealistiche, in realtà, è proporzionale al timore di incorrervi; con la mente è più facile anticiparle per predisporvisi. H. Descrive alcuni traumi da guerra, le nevrosi, come ronzii continuamente percepiti. In mezzo a questo scenario voyeristico H. Gira il suo film arrivando ad un passo dalla morte pur di catturare l'attimo della guerra. Emerge la guerra come una dimensione quasi scissa dalla realtà e che per tale ragione atterrisce ma affascina.
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