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Il processo

Il processo

di Franz Kafka

4.0

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È una delle opere maggiori di Kafka, dominata dall'angoscia di un uomo, Josef K., accusato per una colpa che non conosce da un'autorità ignota, e la cui sorte è sospesa in un'assoluta mancanza di certezza. La tranquilla vita di Josef è sconvolta dal processo e non riesce a pensare ad altro. Ma la sua vera colpa forse è proprio quella di non aver vissuto fino in fondo la vita e di essersi lasciato andare alla mediocrità di tutti i giorni senza realizzare se stesso.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 26 recensioni)

3.0Un classico di Kafka, 27-10-2014
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Romanzo scritto da Franz Kafka, pubblicato per la prima volta nel 1925. Il romanzo ha come protagonista un impiegato di nome Josep che lavora in un'istituzione bancaria e che vive una sfortunata esperienza: viene infatti arrestato, accusato e alla fine incriminato, anche se i reali motivi dell'arresto non gli vengono mai comunicati. Lo stile è quello tipico di Kafka, e rende la storia molto angosciosa. I personaggi che vengono descritti sono tanti, circa una quarantina, e da questo romanzo è stato tratto anche un film, uscito negli anni Sessanta, diretto da Orson Welles e con Anthony Perkins. Buon libro, voto 3 stelle!
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5.0Sotto processo, 08-05-2012
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Kafka si è sentito sotto processo per tutta la vita. Il suo unico sfogo, l'unica cosa che lo soddisfava realmente era lo scrivere. Incessantemente. E la sua mente non poteva che partorire queste pagine. Ne"Il processo"un uomo viene processato senza saperne il motivo. Da ogni pagina trasuda un'atmosfera di ansia, angoscia, claustrofobia ed oppressione che non ha eguali nel panorama mondiale letterario di tutti i tempi. Da leggere. Imprescindibile.
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5.0Il processo, 07-05-2012
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Romanzo in cui viene utilizzato uno stile teso ai rendere tutta la narrazione angosciosa e alienante (a cominciare dai personaggi descritti sempre parzialmente) . La trama è volutamente contraddittoria: ogni riferimento viene messo in dubbio, e chi legge si trova in una condizione fortemente irreale.
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3.0Non ai suoi livelli, 05-05-2012
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Non siamo ai livelli de "La metamorfosi" secondo me, anche se il libro è pregno di significato e a tratti geniale. La cosa che angoscia è il surrealismo delle situazioni, lo stesso protagonista K. Finisce per arrendersi all'evidente "fatalità" delle vicende che gli capitano, perchè è l'unico approccio possibile. Non imperdibile, però.
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1.0Che angoscia!, 23-03-2012
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Non me ne vogliano i "letterati" e gli amanti di Kafka, ma a me questo libro ha fatto veramente schifo! Un'angoscia indescrivibile mi ha accompagnata dalla prima all'ultima pagina del racconto. Situazioni assurde, personaggi assurdi... Un libro assurdo! (e angoscioso) Capisco che la particolarità di Kafka sta proprio in questo, ma non fa per me!
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4.0Una spirale in cui ci si perde, 28-02-2012
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Un libro allucinante e confuso in cui si nota che manca la stesura finale dell'opera che infatti è incompleta. Nella lettura di questo testo si avverte un senso di soffocamento e claustrofobia che pian piano cresce, soprattutto perchè molte parti non si capiscono e non si possono nemmeno capire perchè lo stesso protagonista non può, vittima come è di meccanismi anonimi e inafferrabili. Nonostante le difficoltà di quest'opera essa merita di essere letta proprio per i temi che tocca e per la riflessione che induce.
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5.0Indispensabile, 22-01-2012, ritenuta utile da 48 utenti su 53
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Considero questo romanzo indispensabile, irrinunciabile. Non è tanto un apprezzamento artistico, quanto piuttosto una sintonia, come sentir parlare una voce di verità. Eppure, nulla potrebbe essere più assurdo di questo romanzo, che scava nel senso di colpa insito in ciascuno di noi e nel dominio che questo senso di colpa può acquisire su di noi.
IL PROCESSO ha una sua compiutezza, nonostante vi siano alcuni capitoli incompiuti che ne costituiscono l'appendice. Ma anche questo, come gli altri romanzi di Kafka, non ebbe in realtà una stesura definitiva dall'autore. Penso che non ci si debba far troppo condizionare da questi problemi, le vicende di Joseph K. Coinvolgono profondamente, anche se poi sarebbe imbarazzante ricostruire con minuzia quanto è avvenuto. Io conosco l'edizione Adelphi, l'ho apprezzata per i suoi pregi, dei quali non ultimo è il fatto che non mi ha soffocato con troppe interpretazioni. Dimensione impagabile, in un testo così fantastico e simbolico.
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4.0Il processo, 23-07-2011
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Manifesto della letteratura kafkiana, incubo claustrofobico da cui is fa fatica a uscire. Corridoi lunghi e stretti, caldo soffocante, finestre che non si aprono, personaggi insistenti e altri guidati come marionette, tetti bassi, discorsi assurdi, sproloqui giuridici incomprensibili, la "giustizia" che lavora nel buio. Josef K. Si da tanto da fare ma in realtà è legato e bendato. Non provate neanche a immaginarvi di essere nei suoi panni, se volete uscirne interi.
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5.0Processati senza colpa alcuna, 23-05-2011
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Fermatevi! Siete arrivati al cospetto del Capolavoro! Un uomo innocente e' accusato e subisce un processo insensato. Alla fine scopre che la propria colpa e' solo quella di essere innocente. Sottomesso, accetta la propria, inevitabile, condanna. Clamorosamente attuale, in quanto senza tempo!
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3.0Se non fosse di Kafka, ne direi male, 22-02-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Quando lessi "Il processo", anni fa, da giovane studente di giurisprudenza (una matricola o poco più) avevo aspettative enormi. Conoscevo poco Kafka e me ne vergognavo, per me era una di quelle figure che, per sentito dire, andavano conosciute a fondo, quasi che più che semplici scrittori fossero delle guide spirituali, dei profeti della letteratura. All'idea che un tale genio avesse tentato l'incrocio tra la letteratura e la filosofia del diritto mi sentivo a dir poco eccitato, e pensavo tra me e me "Deve essere una bomba questo libro, per forza, non può non esserlo!". Ebbene, rimasi in attesa del "botto" dalla prima parola, fino... All'ultima. Niente "botto". Arrivai alla fine, e per temperare la delusione, mi convinsi che - essendo questo un romanzo non finito - anche il "botto" fosse rimasto non scritto, nascosto nella penna del grande genio. Riguardo a Kafka, tutti parlano di grandi concetti, si riempiono la bocca di paroloni, lanciandosi in fumose speculazioni, del tipo "Eh beh, Kafka mostra di sapere bene che noi viviamo in un era di simboli, lui conosceva meglio di tutti gli altri il valore e l'importanza dei simboli...", poi uno va a leggersi "Il processo", e ci trova per l'appunto pochi stimoli, poche considerazioni che superino la soglia della superficialità e nessuna riflessione capace di mettere sotto scacco la logica giuridica. Meglio leggerlo, anziché no. Il fatto, però è che, se il medesimo romanzo lo avessi scritto io, non credo avrebbe avuto la stessa fortuna. Se ci sono dentro idee geniali, o io sono assuefatto al genio, oppure dormivo, e non le ho viste passare. Deludente. Il pazzo sono io di sicuro ma, se non fosse un'opera di Kafka, suggerirei di farne tranquillamente a meno, direi che non è certo indispensabile leggerlo, mettiamola così.
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5.0Un latente senso di colpa, 13-02-2011
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Il protagonista Joseph K. un giorno viene arrestato ma nessuno gli sa spiegare il capo d'accusa.
Metafora del senso di colpa, un tribunale continua a perseguitare Joseph che non riesce a capirne la ragione.
L'incubo si protrae a lungo e dopo innumerevoli vicissitudini K. Viene inspiegabilmente portato via da due signori che eseguono la sua condanna a morte.
Romanzo dove ancora una volta Kafka esprime tutta la sua genialità.
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4.0Inquietante , 05-12-2010
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Josep K. Sotto processo, ma non sa per cosa. Cos'ha commesso, qual è il suo reato? Dove, come e quando si svolgerà il processo? Riuscirà a disticarsi tra corridoi di palazzi, avvocati malati che lo ricevono a letto, pittori stravaganti?
Chi lo processa e perché?
Inquietante, angosciante, claustrofobico.
Fino al finale scioccante, terribile.
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