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La nausea

La nausea

di Jean-Paul Sartre

4.5

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 12 recensioni)

4.0La nausea, 30-04-2012
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Sicuramente un libro da leggere, tenendo però conto di quanto possa essere ostico. In questo romanzo di Sartre c'è un disperato bisogno di autocommiserazione, misto ad un senso di compiacimento per la propria incapacità di stare al mondo. Incredibile come l'autore riesca ad argomentare ed a rendere ricchissimo un intreccio narrativo che potrebbe venire illustrato in una manciata di pagine.
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5.0Ciò che non saprei dire, 16-02-2012
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Quel-non-so-che che nemmeno il protagonista sa spiegare, l'indefinito e indefinibile disagio che lascia smarriti, senza che una vera ragione affiori. Narrazione particolarmente introspettiva, intensa e originale. Un mistero, l'insoddisfazione del narratore, che forse è ciò che neanche noi siamo in grado di far emergere dalle nostre barriere. Un romanzo di gran livello, letteratura di classe! Un must.
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3.0La nausea, 03-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Non credo si possa fare una vera e propria recensione di questo libro se non che merita di essere letto almeno una volta nella vita, nonostante sia una lettura complessa... La nausea si riferisce a tutto ciò che sta dietro la realtà, le cose, le persone; è un punto di vista, un approccio interpretativo della vita fatto solo dell'insieme di tante esistenze fini a se stesse; sicuramente angosciante come interpretazione, consiglio quindi la lettura con una buona predisposizione d'animo.
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5.0La nausea del vivere, 25-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La vita è decadenza, noia e costrizione. Siamo condannati a vivere nonostante nessuno di noi l'abbia voluto. E' proprio verso questa gratuità della vita che Sartre prova disgusto e nausea. Un testo pericoloso perché svela alcune scomode verità che hanno il potere di ribaltare il buon senso comune e di destabilizzare chi non è pronto ad accoglierle.
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5.0La nausea, 23-07-2011
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Sospettavo che sarebbe stata una lettura difficile, ma molto appagante. Davvero interessanti il personaggio e le sue crisi (escludendo brevi momenti, a dire il vero) e ottimi gli stratagemmi narrativi, ma soprattutto ho apprezzato la capacità di mettere per iscritto in questa forma ragionamenti così pesanti e profondi. Talmente profondi che sarei ipocrita nel dare il massimo dei voti, perché non ho le basi e sento di non potere approfondire abbastanza il discorso, non tanto durante i suoi sviluppi iniziali e intermedi, quanto nella risoluzione. 55 può darlo chi sa come inserire tutto ciò nel giusto contesto e ha capito bene dove si sta andando a parare; io, avendo affrontato questa lettura da "semplice mortale" e quindi in modo più superficiale (nonostante le due passate consecutive che ho dato), voglio essere onesto.
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4.0Filosofia!, 04-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Pagine e pagine intrise di Esistenzialismo puro. Può sembrare un romanzo pesantuccio (e a tratti lo è) ma non nascondo che lo sviluppo del pensiero del personaggio (nonché di Sartre stesso) mi ha appassionato parecchio! Offre un modo nuovo di vedere la vita, l'esistenza! Consiglio vivamente la lettura!
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5.0La nausea, 02-12-2010
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In un passo di questo libro Sartre ci rivela che la vita non può essere vissuta e contemporaneamente raccontata, le due cose si escludono a vicenda; è pertanto questo un capolavoro che andrebbe letto soprattutto in questa epoca che ci insegna ad apparrire invece di vivere.
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5.0La nausea, 22-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Chi non prova quella sensazione non diventa grande. Non conosce se stesso. Non impara ad apprezzare ciò che ha. Dopo la Nausea, la liberazione. Da leggere (e capire) in classe.
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5.0La nausea, 20-11-2010
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L'apatia e la malinconia impregnano tutta la storia di questo romanzo e ci fanno conoscere la filosofia e la bravura di Sartre.
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5.0Manifesto dell' esistenzialismo, 19-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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L’intellettuale parigino Antoine Roquentin si trasferisce a Bouville, piccolo centro di provincia, per completare un libro di storia. Ma qui improvvisamente la sua percezione della realtà comincia a cambiare: gli oggetti che lo circondano gli danno un senso di nausea, il lavoro lo deprime, la vita della cittadina gli appare squallida e insensata. Prende allora ad annotare in un diario tutti i suoi stati d’animo, mentre la nausea si fa sempre più forte. Abbandonate le sue ricerche, Antoine sta per cedere definitivamente, quando si accorge che ascoltando della musica il grave malessere che lo travaglia scompare d’incanto. Si rende conto allora che forse solo “creando” per via artistica (e nel suo caso letteraria) si può riuscire a giustificare la propria esistenza di fronte a se stessi e al mondo.
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3.0Romanzo esistenzialista, 24-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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La Nausea è un romanzo senza una trama precisa centrato sulle riflessioni di Antoine Roquentin, il protagonista. Egli disprezza l'ottimismo degli abitanti di Bouville i quali, ritenendo che il mondo sia governato da Dio, non si rendono conto dell'assurdità e della gratuità dell'esistenza
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5.0e tanti saluti a cartesio, 14-08-2010
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"L'esistenza è molle e rotola e sballotta, ed io sballotto tra le case, io sono, io esisto, penso dunque sballotto, sono, l'esistenza è una caduta, non cadrà, cadrà, il dito gratta contro la bottega, l'esistenza è imperfezione".
Come durante un'immersione subacquea in cui all'inizio bisogna abituarsi al nuovo elemento ed ai diversi punti di riferimento ma poi si scoprono fondali ignoti e non si vuole più tornare in superficie, nonappena ci si abitua all'inversione del dentro e del fuori, del lungo e del breve, la lettura scorre via impetuosa tra anse, radipe, ristagni, cascate e l'inevitabile lago finale.
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