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Musica per organi caldi

Musica per organi caldi

di Charles Bukowski

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 24
  • Traduttore: Viciani S.
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2009
  • EAN: 9788807721670
  • ISBN: 8807721678
  • Pagine: 238
  • Formato: brossura
"Musica per organi caldi" raccoglie trentasei racconti di un Bukowski familiare e nuovo al contempo. Familiare perché, dopo essersi cimentato con le strutture del romanzo, torna al passo narrativo del racconto, che gli è particolarmente congeniale, ma anche nuovo, perché in queste pagine, spregiudicate e anche feroci, crea le sintesi più felici del proprio repertorio formale e contenutistico. Se da una parte, infatti, ci troviamo di fronte ai personaggi che tradizionalmente popolano queste storie di ordinaria follia, a un'umanità sbracata e litigiosa, sfrenata e beona, dall'altra Bukowski mette a fuoco con maggiore intensità ed essenzialità le gesta dei suoi eroi, che diventano tanto più straordinari quanto più si muovono nelle dimensioni di una ostentata banalità. Della musica che accompagna le tragicommedie della vita quotidiana Bukowski sa cogliere in modo impareggiabile i sottofondi umoristici e poetici, le note patetiche e inquietanti.

Note su Charles Bukowski

Charles Bukowski nacque ad Andernach, in Germania, il 16 agosto del 1916. Era figlio di Henry Bukowski, un soldato dell'esercito americano, e di Katharina Fett, una giovane donna tedesca. Quando il padre prese congedo, si trasferì assieme alla famiglia a Los Angeles. Tuttavia Henry, non riuscendo a trovare lavoro, sfogava le sue frustrazioni picchiando e maltrattando il piccolo Charles. L'infanzia difficile di Charles fu il preludio a una intera vita caratterizzata dal disagio e dall'emarginazione, tematiche che emergono con forza nella sua produzione artistica. Fin da bambino si distinse per lo straordinario talento letterario. Nel 1938 si diplomò alla Los Angeles High School e subito dopo iniziò a lavorare come magazziniere, ma non riuscì mai ad adattarsi alle rigidità del mondo del lavoro, con i suoi orari e le sue regole. Poco dopo esordì come scrittore per la rivista Underworld e, lasciando la famiglia, iniziò il suo vagabondaggio per gli Stati Uniti, svolgendo ogni tipo di lavoro e abbandonandosi all'alcol. Nel 1955 tornò a Los Angeles per lavorare in un ufficio postale, è in questo periodo che i problemi di alcolismo dell'autore si intensificano, ricoverato per un'ulcera perforante si salvò solo grazie a delle trasfusioni di sangue. Anche la vita sentimentale fu tormentata. Dopo aver interrotto una relazione decennale con Janet Cooney Baker, si sposò con Barbara Frye, direttrice di una rivista, ma dopo due anni divorziarono. La depressione di Charles raggiunse un picco quando la sua vita fu sconvolta da due morti, quella del padre, per infarto, e quella della sua precedente compagna, Janet, per alcolismo. Nel 1964 divenne padre. Sua figlia, Marina, era il frutto della relazione che aveva instaurato con la poetessa Frances Smith. I due vissero assieme per un periodo, ma non si sposarono mai. Nel 1969, dopo anni di lavoro all'ufficio postale, si licenziò in seguito all'offerta ricevuta dall'editore della Black Sparrow Press, che gli offriva un contratto a vita per lavorare come scrittore. A distanza di un mese pubblicò "Post Office", il romanzo che lo rese celebre, un' autobiografia sulla sua vita all'ufficio postale. Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, con la quale si sposò nel 1985. Morì di leucemia il 9 marzo 1994, in California, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, "Pulp".  

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Il grande Bukowski, 16-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Vi presento Bukowski. Consigliato da un'amica, prima non avevo letto alcuna opera di questo grande autore, ne sono rimasto folgorato. Il libro è costituito da brevi racconti, con una trama che può sembrare insignificante, scarna e inconcludente. All'inizio mi ha un pò stupito, poi ho cominciato a capire il significato e le emozioni celate dietro queste brevi storie. A breve comprerò un suo romanzo!
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4.0Musica per organi caldi, 09-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Raccolta di microracconti (pensate che ce ne sono 36 per ciraca duecentotrenta pagine! ) . Ovviamente il genere è per persone che non si scandalizzino di fronte alla vita spiattellata senza tanti fronzoli e senza nascondere quello di cui "normalmente" non è bene parlare. Non ho mai letto nessun romanzo di Bukowski, ma se è vero quello che scrive "scrittore 19enne" ("Francamente penso che i migliori libri del grande Buk siano i romanzi e non i racconti") non riesco proprio ad immaginare quello che possa essere il livello dei suoi romanzi. Questi racconti arrivano diretti a tutta la persona nel suo complesso: alla testa, al cuore, alle viscere, al pene, ecc. Nei suoi racconti quello che è strepitoso non è tanto quello che viene raccontato (spesso la trama è veramente labile) ma il modo in cui viene raccontato; bene in questo Bukowski è un maestro. Certo il suo stile di vita non era certo da perbenisti e ben pensanti (ed in completa onestà, pur non rientrando in queste categorie, non è nemmeno il mio) ma era comunque vita vissuta profondamente in ogni secondo, e questo, qualunque sia il giudizio morale che se ne vuole dare, è comunque positivo. Questo libro va letto e preso per quello che è: testimonianza di vita vissuta, fantasia sfrenata, surrealismo totale, vacuità della vita, ecc ma va assolutamente letto.
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4.0Musica per organi caldi, 23-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Adoro Bukowski, anche se in piccole dosi estemporanee per evitare il rischio di ripetitivita' - e di trovarmi a scrivere (lettere, articoli, altro) cercando invano di imitarne lo stile inconfondibile... E' uno di quegli scrittori che ti danno la falsa impressione che qualsiasi cosa della tua vita, anche la piu' triviale, possa interessare a qualche lettore... mentre cio' e' vero, temo, solo se sei un signor scrittore.
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3.0musica per organi caldi, 04-08-2010
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Solito divertento, solita irriverenza, senza alcun pudore, sono solo alcuni degli appellativi che mi vengono in mente dopo la lettura di questa raccolta di piccoli racconti del caro Bukowski, quasi autobiografico in alcuni racconti dove sbronze, donne e tanta vita reale balzano prepotentemente agli occhi del lettore.
Gli organi saranno caldi, ma le storie sono sempre le stesse bollite e ribollite, e così per decine e decine di racconti. Bello, ma ripetitivo.

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5.0Uno scrittore maledettamente vero, 02-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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"Ho bisogno di sicurezza".
"E' un male comune".
Basterebbero solo queste battute iniziali per riassumere la personalità di Bukowski. Nei trentasei racconti presenti in questa raccolta ormai leggendaria, Bukowski non descrive altro che se stesso ma, a ben guardare, un pò tutti noi, esorcizzando vizi, ossessioni di ogni tipo.
Ma ciò che rende davvero unico Bukowski è la sua strafottenza verso il monolitico mondo dei valori della coscienza piccolo borghese fatto di lavoro-sicurezze-piccole libertà per sfuggire alla nevrosi quotidiana. Bukowski rifiuta tutto ciò, trasformando questo rifiuto in opere d'arte attraverso ogni singolo racconto, frase e termine senza peli sulla lingua, come il loro autore.
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