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La manomissione delle parole

La manomissione delle parole

di Gianrico Carofiglio

4.0

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Le parole servono a comunicare e raccontare storie. Ma anche a produrre trasformazioni e cambiare la realtà. Quando se ne fa un uso sciatto e inconsapevole o se ne manipolano deliberatamente i significati, l'effetto è il logoramento e la perdita di senso. Se questo accade, è necessario sottoporre le parole a una manutenzione attenta, ripristinare la loro forza originaria, renderle di nuovo aderenti alle cose. In questo libro, atipico e sorprendente, Gianrico Carofiglio riflette sulle lingue del potere e della sopraffazione, e si dedica al recupero di cinque parole chiave del lessico civile: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta, legate fra loro in un itinerario concettuale ricco di suggestioni. Il rigore dell'indagine - letteraria, politica ed etica - si combina con il gusto anarchico degli sconfinamenti e degli accostamenti inattesi: Aristotele e don Milani, Cicerone e Primo Levi, Dante e Bob Marley, fino alle pagine esemplari della nostra Costituzione. Ne derivano una lettura emozionante, una prospettiva nuova per osservare il nostro mondo. Chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario, dichiarava Rosa Luxemburg ormai un secolo fa. Ripensare il linguaggio, oggi, significa immaginare una nuova forma di vita.

Note su Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio è nato a Bari il 30 maggio del 1969. Oltre ad essere uno scrittore ricoprì anche il ruolo di magistrato e di senatore della Repubblica Italiana. Esordì nella narrativa con il libro Testimone inconsapevole (Sellerio, 2002). Nel settembre del 2005 vinse il premio Bancarella con il romanzo Il passato è una terra straniera (Rizzoli, 2004). Con la sua attività di scrittore ha venduto più di cinque milioni di libri.

I libri più venduti di Gianrico Carofiglio:


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 20 recensioni)

4.0Delizioso!, 25-11-2013
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Gianrico Carofiglio spiega, nelle pagine che compongono questo libro, il proprio amore per le parole e per la lingua italiana. L'autore prende spunto da alcune parole, importanti e insieme pesanti, come "libertà", o "giustizia", e le analizza, le smonta, le rimira e le rimonta. Tutta questa operazione non rimane nella testa dell'autore, il quale non si limita infatti a restituire al lettore il semplice risultato finale del suo studio: anzi, ogni singolo momento della sua "manomissione" viene esplicitato, dal punto di vista storico, etimologico e sociale.
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4.0La manomissione delle parole, 05-07-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Per il primo approcio con Carofiglio sono voluto partire da una sua opera più saggistica che letteraria. Ho scelto una sua opera anomala, non si tratta infatti di un racconto, ma di una serie di riflessioni sul linguaggio, la società e la politica svolte da Carofiglio in occasione del Salone del Libro di Torino nel 2009 e del Festival del Diritto di Piacenza nel 2008.
La chiarezza della prosa è esemplare e perfettamente coerente con quanto lo scrittore afferma sulla comunicazione e sul potere che deriva da un linguaggio incomprensibile. Il filo dei ragionamenti è ricco, alto, colto, raffinato e corredato da un apparato bibliografico curato in modo mirabile da Margherita Losacco.
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4.0La manomissione delle parole, 04-07-2011
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Un pamphlet a metà tra il politico e il sociologico, con una spruzzata di buonismo e perbenismo di sinistra. Sull'argomento si era già espresso e in modo definitivo, Nanni Moretti: "Le parole sono importanti. Chi parla male, pensa male e vive male". Rimane comunque una buona lettura anche per i neofiti di Carofiglio.
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3.0Parole per pensare, 07-04-2011
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Concentrarsi sulle parole, ricercandone puntigliosamente il "senso" per confrontarlo con la "funzione" (talvolta contraddittoria rispetto al suo significato) che alla stessa parola viene attribuita, è esercizio di libertà. Salvare il nostro personale vocabolario, senza lasciarsi condurre nelle banalità (soprattutto televisive), ci salverà non solo dal conformismo, ma anche dalla degradazione della nostra personale dignità. La riflessione di Carofilio, pertanto, pur non avendo scritto un saggio, può risultare utile.
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4.0Manomettere è comandare, 13-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Carofiglio ci introduce in una analisi filologica ragionata del logos, la cui neutralità la riteniamo per presupposta ma della cui funzionalità siamo tutti inconsapevolmente vittime, artatamente superando - nell'odierna società, formale e medializzata - il limite della sua portata originaria, per evidenziarci la fragilità intrinseca del concetto riferito, che diviene "flessibilizzato" ad uso improprio dai manipolatori di professione, strumento dialettico di comando. Chiarissimo l'accostamento alla "neolingua", eticamente uniformante, di orwelliana memoria (1984).
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5.0Saggio, 04-03-2011
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Proveniente dall'impianto legale.
La manomissione delle parole. La perola in sé non sarebbe malvagia, nè buona. La perola è parola, nient'altro, invece, a seconda dell'uso che se ne fa, può essere perfino arma letale. Da una parte usata per raccontare emozioni, dall'altra per infliggere l'inferno.
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3.0Parole... Parole..., 03-03-2011
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Francamente preferisco il Carofiglio dei gialli di Guerrieri. Questo saggio sul significato della parole è purtroppo penalizzato dalla brevità. Perché di parole su cui soffermarsi ce ne sono tante... La sua indagine si concentra invece su una selezione limitata di parole-chiave quali vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta... Ma ce ne sono tante altre... Parole... Parole.
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5.0La manomissione delle parole, 15-02-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Ero presente alla presentazione di questo romanzo. E' la prima volta che leggo un libro di questo autore di straordinario successo. Ho scelto una sua opera anomala, non si tratta infatti di un racconto, ma di una serie di riflessioni sul linguaggio, la società e la politica svolte da Carofiglio in occasione del Salone del Libro di Torino nel 2009 e del Festival del Diritto di Piacenza nel 2008.
La chiarezza della prosa è esemplare e perfettamente coerente con quanto lo scrittore afferma sulla comunicazione e sul potere che deriva da un linguaggio incomprensibile. Il filo dei ragionamenti è ricco, alto, colto, raffinato e corredato da un apparato bibliografico curato in modo mirabile da Margherita Losacco.
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3.0La manomissione delle parole, 12-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Carofiglio mette in mostra tutte le sue (ottime) letture. Sull'argomento si era già espresso e in modo definitivo, Nanni Moretti: "Le parole sono importanti. Chi parla male, pensa male e vive male". Rimane comunque una buona lettura anche per i neofiti di Carofiglio.
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4.0Immaginare una nuova forma di vita? Parliamone, 28-01-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Pochi libri hanno la capacità di affabulare il lettore e convincerlo di quello che dicono dalla prima pagina all'ultima, da lasciarlo addirittura senza fiato, per la sua sconvolgente autorevolezza. Spogliato qua e là di qualche marcata presa di posizione che non cambia l'indirizzo etico ed estetico del saggio, il resto è tutto un rincorrere concetti, di cui abbiamo perduto il senso, che Gianrico Carofiglio recupera e ci omaggia di una chiave di lettura più vicina a noi, al nostro tempo, alla società attuale che, sempre più, si perde nelle concatenazioni superate e fittizie della politica. Nell'economia del libro, infatti, la politica è nelle cose, negli atti, così come nei pensieri e addirittura nelle parole divenute "sconvenienti", perché - come scrive l'autore - manomesse in funzione di qualcos'altro che non è il terreno originario per cui sono state coniate. Inutile dire che qualcosa non funziona in questa società (che ricordo abbiamo costruito noi), in questa democrazia che, pure, ci siamo dati noi. Qualcosa certo non deve aver funzionato a dovere se stiamo ancora qui a sbattere la testa contro il muro, dopo aver affrontato ogni argomentazione per milioni di volte, esserci fatti propositi, aver fatto promesse (a noi stessi prima che agli altri), se poi siamo rimasti più o meno quelli che eravamo un secolo fa. Viene da domandarci a cosa sono servite tutte le guerre se ce ne sono ancora in corso? Tutti gli incontri al vertice (G8 - G10 - G20 e quelli sulla fame, sull'ecologia, sul nucleare, sul salviamo il mondo) tra le nazioni, se tutto rimane come è sempre stato, anzi peggiora di giorno in giorno? Tutto questo per pensare in grande per quanto riguarda la comunità, l'intera umanità, ma che succede se per un istante ci inoltriamo nel "labirinto" di noi stessi, noi intesi singolarmente come entità pensante e giuridicamente responsabile? Come accade nel Paradiso Perduto di Milton "siamo fregati" o ci hanno fregati? No, la verità è insita in questo saggio che non vuole essere il verbo, bensì ricondurci dentro una realtà e, oserei dire, dentro una verità scontata, antica quanto il mondo: ci siamo fregati da soli. Ovviamente l'autore non si esprime in questo modo pedestre, vola più alto, ma seguirlo non è affatto pesante, anzi vola leggero nel restituire alle parole un senso che dovremmo far nostro. "Mi è difficile definire la natura di questo libro che verrà classificato come un saggio (e in un certo senso lo è), ma tengo a dire che, per me, è soprattutto l'esito di un gioco di sconfinamenti. Un'antologia anarchica. Una ricerca di senso, anche, soprattutto attraverso le parole e le pagine di altri, da Hannah Arendt a don Milani, da Aristotile a Bob Dylan, da Goethe a Gramsci, fino alle pagine esemplari della nostra Costituzione". E ciò che egli vuole dirci è che dovremmo re-incominciare a chiamare le cose con il loro nome, ripensare il linguaggio come un gesto in prospettiva che vada verso il futuro, "immaginare una nuova forma di vita".
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1.0Ne avremmo fatto volentieri a meno, 29-12-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 12
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Sarebbe stato anche passabile, ma le continue invettive contro Berlusconi, roba trita e ritrita, lo rende assolutamente insopportabile. Delude, cosi' come nelle ultime "fatiche" letterarie; un momento difficile per un autore interessante.
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5.0Una riflessione imperdibile, 26-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Da accogliere con grande consapevolezza quest'ultima fatica di Carofiglio, che non è un saggio, né un manuale, ma un sentiero lungo il quale ci conduce per mano a scoprire quanto la potenza della parola 'manipolata' può essere letale per la nostra democrazia. Le sue sono pagine che ci svegliano, che ci richiamano altre parole lontane e che non ci permetteranno più di non accorgerci di quello che ci sta accadendo.
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