Interpretazione e sovrainterpretazione

Interpretazione e sovrainterpretazione

3.0

di Umberto Eco


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Descrizione

In viaggio tra la semiosi ermetica dell'antichità e le fatiche di Gabriele Rossetti alla ricerca di un Dante massonico rosacrociano, tra le attuali pratiche di lettura post-strutturaliste e decostruzioniste fino alla riflessioni suscitate dai commenti ai suoi stessi romanzi, Eco affronta alcuni dei luoghi più problematici di una teoria del testo e dell'interpretazione: la finitezza o meno delle possibili letture, i risvolti di un pensiero del sospetto e del segreto, la differenza tra uso e interpretazione, l'apertura dei testi e la proliferazione dei contesti.

Note sull'autore

Umberto Eco è nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Ha studiato presso il liceo classico “Giovanni Plana” di Alessandria e in seguito si è iscritto alla facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, dove nel 1954 ha conseguito la laurea con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino. Durante il periodo di studi inizia ad interessarsi di cultura medievale, ambito che ha continuato a coltivare anche in seguito. Pur avendo in precedenza aderito al movimento giovanile di Azione Cattolica, durante l’università smette di credere e abbandona il movimento e la Chiesa cattolica. Nel 1956 pubblica la sua prima opera, “Il problema estetico in San Tommaso”, pubblicazione che rappresenta un’estensione della sua tesi di laurea. Negli anni Cinquanta inizia ad occuparsi di Semiotica della cultura popolare contemporanea e all’indagine critica sullo sperimentalismo artistico, studia i Mass Media e il loro influsso nella cultura di massa. Nello stesso periodo inizia a collaborare con la RAI, in un periodo in cui l’ente televisivo intendeva proporre nuove idee e volti nuovi per cercare di modernizzare i programmi proposti. La collaborazione però non dura a lungo, ma da questa esperienza Eco ha raccolto alcune idee per le sue successive opere. Dalla fine degli anni Cinquanta è stato condirettore editoriale della casa editrice Bompiani e ha iniziato a porre le basi teoriche per il movimento artistico e letterario d’avanguardia denominato Gruppo 63. Ha iniziato la sua carriera universitaria agli inizi degli anni Sessanta. Ha svolto la professione di docente in numerose università italiane, tra cui Torino, Milano, Firenze e Bologna. A Bologna, dopo essere stato direttore dell’Istituto di Comunicazione e spettacolo al DAMS, ha dato vita al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Ha inoltre tenuto lezioni in alcune prestigiose università straniere. Nell’88 ha fondato il Dipartimento di Comunicazione dell’Università di San Marino. Ha lasciato l’attività accademica nel 2007 per limiti di età. Autore di numerosi saggi, ha iniziato a dedicarsi alla narrativa negli anni Ottanta. Il suo primo romanzo si intitola “Il nome della rosa” (1980), un giallo storico che ha riscosso un incredibile successo, vincendo il premio Strega del 1981 e divenendo uno dei romanzo più celebri del secolo. Umberto Eco ha collaborato e collabora con numerose testate giornalistiche e dal 2010 è socio dell’Accademia dei Lincei.  

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Non è un testo per tutti, 26-04-2012
di D. Scotti - leggi tutte le sue recensioni
Alcuni temi interessanti. Tuttavia la perfetta naturalezza con la quale Eco riprende e valida l'esercizio dell'ermeneutica sui suoi propri saggi (è lecito supporre che preveda un futuro di amanuensi operosi chini sulle sue sacre parole) è a tratti onestamente imbarazzante. Qualcuno gli dica che l'aver scritto qualche romanzo di successo non lo ha fatto diventare in Dio, né tantomeno James Joyce.
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