Illusioni perdute

Illusioni perdute

5.0

di Honoré de Balzac


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Descrizione

"Illusioni perdute" è un ciclo di tre romanzi che hanno per protagonista un giovane provinciale, ambizioso, costretto a scontrarsi con le difficoltà dell'autoaffermazione. Fragile testimone del suo tempo, senza alcuna volontà di affrontarlo veramente, ha un animo nobile incapace di dedicarsi all'arte della sopraffazione: le sue illusioni sono destinate a infrangersi contro la spietatà società parigina. Tra autobiografia e indagine sociologica, filosofia e analisi delle passioni, realismo e immaginazione visionaria, Balzac affronta un tema intimamente legato alla propria esperienza diretta, al proprio difficile rapporto con la realtà della società borghese: il tema delle "illusioni perdute", destianto ad assumere nelle opere successive toni sempre più amari.

Note sull'autore

Honoré de Balzac è nato a Tours, in Francia, il 20 maggio del 1799. La sua era una famiglia borghese abbastanza agiata. Studiò prima a Vendôme, poi a Tours e infine a Parigi, dove si trasferì assieme alla famiglia nel quartiere di Marais. Dopo essersi iscritto all’Università alla facoltà di Giurisprudenza, iniziò a lavorare come scrivano presso uno studio notarile. A vent’anni scoprì di avere un talento innato nella scrittura e una forte vocazione letteraria. Inizia a scrivere delle opere firmandosi con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R'hoone (anagramma di Honoré) o Viellerglé. In un primo momento, i suoi lavori non furono apprezzati, tanto che Honoré si dedicò all’editoria, ma i suoi progetti imprenditoriali non ebbero un buon esito. Nel 1822 conobbe Louise-Antoinette-Laure Hinner, una donna matura che lo incoraggiò a scrivere e che gli restò accanto fino alla morte. Nel 1829 pubblica con il proprio nome “Les Chouans”, che riscosse un discreto successo. Da quel momento in poi la sua attività come scrittore divenne estremamente prolifica. Scrisse circa novanta opere in soli sedici anni. Nel febbraio del 1837, per fuggire ai creditori, si rifugia a Milano. Nel 1938 si reca in Sardegna alla ricerca di miniere d’argento, ma l’impresa è senza successo. Nel 1842 lo scrittore decise di organizzare la sua produzione letteraria ne “La commedia umana” , raggruppando 137 opere in un solo titolo. La sua idea era di descrivere in maniera esaustiva la società, cercando di racchiudere tutta la sua epoca in un’unica opera. Alcuni considerano tale opera la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità. Accanito frequentatore dei salotti alla moda e seduttore di nobildonne, il maestro del romanzo realista francese del XIX secolo era avido di ricchezza e desideroso di un’ascesa sociale. Riuscì a coronare i suoi desideri sposandosi con una contessa polacca poco prima della morte, che avvenne il 18 agosto del 1850 a Parigi a cusa di una peritonite.
 

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 5 recensioni)

4.0Romanzone ottocentesco, 01-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Balzac ci racconta la storia di un ragazzo di provincia che leggendo libri comincia a sognare di abbandonare il suo paese e capisce che la vita che vuole non è quella chela sua condizione sociale può offrirgli. Attraverso la storia del giovane poeta Lucien Chardon, Balzac vuole svelare i gretti meccanismi sociali che portano al successo nell'alta società, i compromessi che vi stanno dietro, le meschinità e le brutture di una società che, da che mondo è mondo, si inchina di fronte al profitto. Meraviglioso e acutissimo il quadro sul potere della stampa, capace di creare popolarità o distruggere il malcapitato di turno in base alle convenienze del momento e in cui l'ancora ingenuo e debole Lucien Chardon non può che soccombere. Un libro che ci spiega con 150 anni di anticipo come nel mondo non ci sia posto per la cultura fine a se stessa e che gli spiriti liberi sono miserabilmente costretti a scendere sempre e comunque a compromessi per esercitare la propria ricchezza mentale. Educativo, ma anche assolutamente godibile per la scrittura magnifica.
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5.0Un libro che affascina e seduce, 01-06-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Le illususioni perdute è un libro che non delude le aspettative, ma anzi se è possibile è uno di quei rari casi in cui il lettore riceverà molto più di quanto si attendesse. Balzac è uno straordinario narratore. La sua trama non è mai scontata. I personaggi mai banali, la storia sempre avvincente. Le illusioni perdute è un libro bellissimo, la parabola di un ragazzo di provincia (Lucien Chardon) che ha in dote la bellezza ed aspirazioni artistiche (non supportate però dalla volontà) . Così con grandi speranze lascia il paese natale per recarsi a Parigi. Qui dopo un inizio difficile (fatto di grandi penurie economiche) riesce ad affermarsi nel mondo fatuo del giornalismo. Ma la gloria e il successo avranno vita breve e presto si troverà spogliato di tutto: dell'amore, dei denari, della sua stessa dignità... Torna a casa come il figliol prodigo, ma rimane deluso dall'accoglienza fredda dei suoi cari che a causa sua sono finiti in gravi difficoltà economiche. Dopo l'ennesia delusione, decide di farla finita, ma un oscuro personaggio lo leverà dal fango promettendogli ogni bene volendo in cambio "solo" la sua anima......
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5.0Molto bello, 25-03-2011
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Un libro che sicuramente è uno dei più bei capolavori della letteratura francese e non solo. Sono pagine da leggere con calma, per poter apprendere appieno il significato che Balzac vuole darci. Il linguaggio risulta a volte abbastanza scorrevole, e a volte un po' meno.
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5.0 Illusioni perdute , 22-10-2010
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Affascinante intreccio di passioni romantiche, analisi spietata della società e studio del suo cuore economico. A riflessioni “alate” sull’essenza dell’umanità («a parte l’attore, il principe e il vescovo, c’è un uomo, al tempo stesso principe e attore, un uomo investito d’un magnifico sacerdozio, il poeta, che sembra non far nulla e che tuttavia regna sull’umanità una volta che abbia saputo dipingerla») si alternano “fredde” considerazioni sulla realtà economica del tempo («Davide Séchard, in fondo alla sua stamperia, si interessava allo sviluppo della stampa periodica visto nelle sue conseguenze materiali. Egli voleva che i mezzi fossero adeguati ai risultati verso i quali tendeva il genio del secolo. Del resto, come i fatti dimostrarono in seguito, egli vedeva giusto quando cercava di fare fortuna con la fabbricazione della carta a basso prezzo. In questi ultimi quindici anni l’ufficio brevetti ha ricevuto più di cento domande relative a pretese scoperte di sostanze attinenti alla fabbricazione della carta»). “Fredde” considerazioni per modo di dire, dato che il vero protagonista di romanzi come questo è per l’appunto la società francese colta nella sua trasformazione: passioni, fortune e sventure del più grande dei personaggi.
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5.0Illusioni perdute, 21-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Ci sono quei libri che mentre li leggi sai che non ti lasceranno mai più. Le illusioni perdute per me è uno di quelli. La cultura non dovrebbe essere un compromesso.
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