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La cugina Bette

La cugina Bette

di Honoré de Balzac

4.0

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  • Editore: Garzanti Libri
  • Collana: I grandi libri
  • Traduttore: De Simone F.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2008
  • EAN: 9788811360032
  • ISBN: 881136003X
  • Pagine: XXI-438
  • Formato: brossura
La dolce Adeline Hulot è moglie del barone Hector Hulot, un incorreggibile libertino. Adeline aveva fatto venire in gioventù a Parigi la cugina Lisbeth, una donna che negli anni aveva accumulato rancore nei confronti della più agiata cugina. Bette da tempo nutriva per il conte Steinbock un cupo affetto e quando questo sposa la figlia di Adeline, riesce a gettare sia lui che il conte Hulot tra le braccia della signora Marneffe, donna avida e senza scrupoli, che distrugge pace e patrimonio delle due famiglie. Uscita di scena la signore Marneffe con una morte infamante, la stessa Bette soccomberà alla tisi, mentre la famiglia Hulot riuscirà a superare la crisi finanziaria. Adeline, vera martire, morirà e il marito sposerà la volgare e rozza cuoca Agathe.

Note su Honoré de Balzac

Honoré de Balzac è nato a Tours, in Francia, il 20 maggio del 1799. La sua era una famiglia borghese abbastanza agiata. Studiò prima a Vendôme, poi a Tours e infine a Parigi, dove si trasferì assieme alla famiglia nel quartiere di Marais. Dopo essersi iscritto all’Università alla facoltà di Giurisprudenza, iniziò a lavorare come scrivano presso uno studio notarile. A vent’anni scoprì di avere un talento innato nella scrittura e una forte vocazione letteraria. Inizia a scrivere delle opere firmandosi con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R'hoone (anagramma di Honoré) o Viellerglé. In un primo momento, i suoi lavori non furono apprezzati, tanto che Honoré si dedicò all’editoria, ma i suoi progetti imprenditoriali non ebbero un buon esito. Nel 1822 conobbe Louise-Antoinette-Laure Hinner, una donna matura che lo incoraggiò a scrivere e che gli restò accanto fino alla morte. Nel 1829 pubblica con il proprio nome “Les Chouans”, che riscosse un discreto successo. Da quel momento in poi la sua attività come scrittore divenne estremamente prolifica. Scrisse circa novanta opere in soli sedici anni. Nel febbraio del 1837, per fuggire ai creditori, si rifugia a Milano. Nel 1938 si reca in Sardegna alla ricerca di miniere d’argento, ma l’impresa è senza successo. Nel 1842 lo scrittore decise di organizzare la sua produzione letteraria ne “La commedia umana” , raggruppando 137 opere in un solo titolo. La sua idea era di descrivere in maniera esaustiva la società, cercando di racchiudere tutta la sua epoca in un’unica opera. Alcuni considerano tale opera la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità. Accanito frequentatore dei salotti alla moda e seduttore di nobildonne, il maestro del romanzo realista francese del XIX secolo era avido di ricchezza e desideroso di un’ascesa sociale. Riuscì a coronare i suoi desideri sposandosi con una contessa polacca poco prima della morte, che avvenne il 18 agosto del 1850 a Parigi a cusa di una peritonite.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0La commedia umana di Balzac, 15-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Leggere questo libro è come assistere a una grande telenovela del vizio e della depravazione. La Parigi ottocentesca descritta da Balzac è un mausoleo di personaggi sgradevoli, corrotti, maligni, doppiogiochisti, immorali, meschini... E chi più ne ha più ne metta, di aggettivi negativi per descriverli ce ne sarebbero a centinaia. Ciò nonostante è un libro che mi è piaciuto, perché tra tutti questi intrighi e personaggi abietti non c'è davvero di che annoiarsi!
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4.0Splendido affresco francesce dell'Ottocento, 29-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Il grande scrittore francese, sin dalla sua importante esperienza da giornalista, concepì il progetto di realizzare la Commedia umana con la fusione di tutti i suoi personaggi in un unico romanzo quale rappresentazione dei costumi della società moderna e fisiologia generale del destino umano. Questo progetto ha trovato il suo compimento, tra l'altro, nella Cugina Bette, che narra le vicende della baronessa Adeline Hulot d'Evry, moglie del libertino barone Hector che in gioventù aveva fatto venire dalla campagna una contadina, cugina, di nome Lisbeth Fisher, una zitella che sotto le apparenze di una donna dimessa è, invece, piena di rancore contro tutta la famiglia Hulot. Quando sembra ormai prossima a raggiungere lo scopo della vendetta, attraverso macchinazioni tese a costituire occasioni di tradimento sia del barone Hulot che del marito della figlia di Adeline, il Conte Steinbock, muore per tisi.
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