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Critica della ragion pratica. Testo originale a fronte

Critica della ragion pratica. Testo originale a fronte

di Immanuel Kant


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Descrizione

Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di Karl Vorländer. Traduzione di Francesco Capra, revisione di Eugenio Garin, introduzione di Sergio Landucci, glossario a cura di Vittorio Mathieu.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)


3.0I pilastri dell'etica kantiana, 20-03-2012
di A. Chiolo - leggi tutte le sue recensioni

Seconda delle tre critiche kantiane, in essa l'autore si propone di rintracciare le coordinate di una morale che possa essere definita come universale; tale prioritaria esigenza da parte del filosofo di Koenigsberg lo spinge a porre come "ratio essendi" della legge morale un "postulato", indimostrabile ed inconoscibile da un punto di vista gnoseologico, che è la libertà. Elemento fondativo della morale e dell'intera impalcatura etica kantiana, il concetto di libertà, inconoscibile gnoseologicamente, si presta ad essere però vissuto dall'individuo che ha, proprio attraverso l'attuazione della legge morale, la possibbiilità di conoscere "eticamente" tale concetto. La visione offerta da kant è senz'altro interessante, così come interessante è la forma che il filosofo attribuisce a questa legge, dura e "doverosa" da seguire: imperativo categorico, formalismo e rigorismo sono i termini entro cui si muove una legge, difficile da seguire e che proprio a causa della natura dell'individuo, può essere talune volte non realizzata. La consapevolezza di tutto questo porta Kant a formulare il concetto di "sommo bene", in cui coincide l'adeguamento totale della volontà alla legge, ma che non è perseguibile nella vita reale. E' a tal proposito che il filosofo introduce altri due postulati collocandoli all'interno di un mondo ultra terreno che diviene la vera regione del compimento in toto della moralità. La critica della ragion pratica è senz'altro un'opera interessante anche se l'orizzonte kantiano rimane sempre relegato e "legato" ai limiti della stessa ragione; è per questo che tale opera dovrebbe porsi come incipit per un processo che se ha l'obiettivo di rintracciare una morale che possa essere universalmente definita deve avere il coraggio di spingersi oltre o forse più in profondità rispetto alla stessa ragione senza mai ovviamente negarla.

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5.0Attualità dell'etica kantiana, 01-02-2012
di M. Perelli - leggi tutte le sue recensioni

Attualissima opera del grande filosofo, benchè scritta circa 250 anni fa, la C. D. R. P. Fonda apriori la legge morale, che è imperativa e categorica e perciò universale, scolpita nei cuori degli uomini fin dalla nascita.
Anche qui troviamo una sorta di 'rivoluzione copernicana' , perchè il bene non ha realtà ontologica, non esiste di per sè, il bene è ciò che la legge morale comanda, e l'uomo è al tempo stesso suddito e legislatore morale.
Esclusa dalla prima critica, la metafisica campeggia nella seconda come postulato della morale, è così che la libertà, l'immortalità dell'anima e Dio stesso, quale sommo bene, sono possibili.
Altro interessante, attualissimo tema è che è la morale a condurre a dio, non viceversa.
Quindi non è da Dio che la morale deriva, ma viceversa, ancora una 'rivoluzione copernicana' .
Il tema del rapporto tra la religione naturale che scaturisce dalla semplice ragione dovrà poi confromtarsi con le religioni rivelate, di cui il cristianesimo verrà ritenuta la religione naturale più vicina a quella naturale, per la centralità dell'uomo, che l'imperativo categorico vuole debba essere 'considerato sempre un fine e mai un mezzo' .
Grande opera, tutta da godere, nonostante qualche difficoltà per chi non è abituato ai linguaggi complessi della filosofia tedesca.


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4.0La ragione applicata nella morale pratica, 25-07-2011
di G. Turci - leggi tutte le sue recensioni

Dopo la titanica "Critica della ragion pura", Kant produsse appunto la "Critica della ragion pratica" dove, applicando concetti reperibili nella ragion pura, cerca di trovare un sistema morale universale e condivisibile naturalmente da ogni uomo. Tale sistema si basa sull'elemento caratteristico del pensiero kantiano: l'imperativo categorico.

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5.0grande opera di morale, 01-11-2010
di R. Maci - leggi tutte le sue recensioni

Opera impegnativa di un grande filosofo che tratta della morale usando parole specifiche ma chiare. è una delle opere più significative di Kant dalla quale hanno preso spunto altri grandi filosofi contemporanei...un pilastro nella morale moderna....

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