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Bestiario d'Italia. 1994-2004

Bestiario d'Italia. 1994-2004

di Giampaolo Pansa


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  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Collana: Saggi
  • Data di Pubblicazione: marzo 2004
  • EAN: 9788820036621
  • ISBN: 8820036622
  • Pagine: XXVI-402
  • Formato: brossura
Il "Bestiario" è la rubrica tenuta da Giampaolo Pansa sull'Espresso. Questo volume raccoglie, in ordine cronologico, il meglio dei suoi interventi apparsi tra il 1994 e gli inizi del 2004. Lucido e disincantato, polemico e graffiante è un libro che fotografa l'Italia e i suoi protagonisti in un periodo che si è rivelato cruciale per le sue sorti e per il suo futuro. Il lettore troverà gli eventi e le figure dominanti di un decennio che ha cambiato il volto della nostra vita politica. Dalla discesa in campo di Siivio Berlusconi alla sua prima effimera vittoria, dal quinquennio dominato dall'Ulivo di Romano Prodi sino al nuovo successo berlusconiano e alla travagliata fase d'avvio del governo di centrodestra.

Note su Giampaolo Pansa

Giampaolo Pansa è uno dei più noti giornalisti e saggisti italiani. È nato a Casale Monferrato nel 1935 e ha studiato presso l’Università degli Studi di Torino, dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi dedicata alla guerra partigiana in Piemonte, pubblicata nel 1967 dall’editore Laterza in un volume intitolato “Guerra partigiana tra Genova e il Po. La Resistenza in provincia di Alessandria”. Subito dopo la laurea ha iniziato a lavorare per il quotidiano torinese “La Stampa”, dando l’avvio alla sua lunga e prestigiosa carriera giornalistica, che prosegue tuttora. Ha scritto, negli anni, per i quotidiani “Il Giorno”, “Il Messaggero di Roma”, “Il Corriere della Sera” e “La Repubblica” e per i settimanali “L’Espresso” e “Panorama”, occupandosi di alcune delle vicende più scottanti e tragiche della storia recente del nostro paese, dalla strage di Piazza Fontana allo scandalo Lockheed. Attualmente scrive per il quotidiano “Libero”, in cui cura la rubrica “Bestiario”. Accanto al lavoro come giornalista, Pansa ha scritto anche numerosi romanzi e saggi, in gran parte dedicati alla storia della Resistenza italiana. A partire dai primi anni 2000 la sua attività saggistica si è concentrata soprattutto sul racconto dei crimini compiuti dai partigiani durante il periodo della guerra civile e nei mesi immediatamente successivi alla conclusione della seconda guerra mondiale. A questo tema sono dedicati svariati saggi – tra cui “Il sangue dei vinti”, “Sconosciuto 1945”, “La grande bugia”, “I gendarmi della memoria” – che sono stati oggetto di polemiche anche molto aspre, poiché accusati di farsi portavoce di una visione revisionista e storicamente poco attendibile. L’autore ha sempre respinto con forza accuse di questo tipo, dichiarando che il suo unico intento è quello di raccontare una parte poco nota della storia d’Italia.

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