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La bella estate

La bella estate

di Cesare Pavese


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Descrizione

Scritto nel 1940, questo racconto, ora riproposto da solo, venne pubblicato solo nel 1949, nel volume dal titolo omonimo che comprendeva "Il diavolo sulle colline" e "Tra donne sole". È la storia di Ginia e, più in generale, della scoperta della vita da parte di un'adolescente. Dall'ambiente operaio al quale appartiene, Ginia entra in contatto con alcuni esponenti di una bohème pseudo-artistica e intellettuale: studenti, eccentrici perdigiorno e pittori dilettanti, che si incontrano nei caffè e abitano nelle soffitte. La ragazza si innamora di Guido, un pittore di origine contadina e, dopo aver vinto le resistenze interiori e i rimorsi residui, si lascia alla fine sedurre. È l'inizio della sua dolorosa maturazione come donna.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 7 recensioni)


4.0Romanzo sulla giovinezza, 27-03-2012
di M. Loi - leggi tutte le sue recensioni

«Questa storia mi è piaciuta parecchio, sebbene in alcuni tratti mi perdessi per la scrittura "insolita" per me, visto che non sono abituata a leggere i classici. Non è un libro che definirei "bello", è un libro concepito per disturbare, per mettere il lettore di fronte a una serie di situazioni sgradevoli e drammatiche presentate però quasi con distacco, come se non ci fosse motivo di stupirsi, come se fosse necessario limitarsi ad accettare la realtà delle cose. Un libro tosto, molto duro, in cui si sente forte e chiaro lo sguardo, il tono di voce di Pavese. »

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4.0Da leggere, 15-03-2012
di R. Carrara - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro molto intenso e ricco di spunti che invitano il lettore alla riflessione. Tra le pagine troviamo un insieme di emozioni, sentimenti, desideri e aspirazioni che spingono ad adorare la vita e a viverla in pieno con tutte le sue sfumature. Protagonista del primo racconto è una giovane sarta di sedici anni desiderosa di crescere e di scoprire ciò che la vita le riserva. Un giorno Ginia conosce Amelia, la quale la introduce nel mondo dell'arte e degli artisti, ma gli ostacoli non mancheranno. Un libro tutto da leggere... Lo consiglio!»

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4.0La bella estate, 26-07-2011
di M. Leccisi - leggi tutte le sue recensioni

«In puro stile Pavese, piccolo ma immenso nella sua filosofia del dolore. Un libro fatto della stessa materia del dolore; quello che si prova scoprendo le regole del vivere. L'estate è quella dell'innocenza, del fuoco che brucia pulito corpo e desiderio, e che poi si scopre sporco e contaminato.
L'amore è per Pavese ciò che conduce lontano dalla Bellezza; il tarlo amaro che si insinua nella carne. Pavese è così: tutto sangue e materia viva. E il mondo è il gigante freddo che riduce il cuore in pezzi sparsi di ghiaccio.
»

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5.0La bella estate, 04-04-2011
di P. Ferrarelli - leggi tutte le sue recensioni

«Adoro Pavese. Per me, e scusate l'esagerazione, si merita il nobel per la letteratura! Questo specifico romanzo può essere considerato punto di virata nello stile e nella personale filosofia di Pavese: cambiamento evidente nei sueccessivi romanzi della trilogia della bella estate. Stupendo testo, breve, perfetto stilisticamente. Da leggere, può essere un primo passo per conoscere uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi! Leggete i saggi, aiutano a capire la mitologia personale di Pavese che era grande studioso di mitologia! »

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2.0La bella estate, 11-02-2011
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Cupa e morbosa narrazione dell'estate e dell'inverno seguente di una sartina alla ricerca di emozioni forti e di amore. Il punto di vista femminile della storia e le continue riflessioni della protagonista rendono il racconto lento e non fluido. Pavese ha fatto di meglio.»

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4.0Tra donne sole, 05-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. La rossa - leggi tutte le sue recensioni

«La bella estate raccoglie tre romanzi brevi: La bella estate, il diavolo sulle colline e tra donne sole. Io ho letto solo il terzo. Pesante come la trippa con le cotiche ma molto profondo. Alla fine rimane l'amaro in bocca, la debolezza di una classe, quella borghese, che niente ha da dare e niente da imparare. Una classe che si trascina come un branco di morti viventi senza meta, tra feste, musica, sesso gratuito tra donne. Una classe in disfacimento che, ahimé, presagisce tragicamente la generazione dormiente in cui viviamo noi ora. »

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5.0Il valore di un racconto, 08-11-2010
di G. Turci - leggi tutte le sue recensioni

«Pavese amava la forma narrativa del racconto, e infatti "La bella estate" rientra tra i racconti magnifici dello scrittore piemontese: la storia non si trascina dietro i lacci del passato, è ricca di alllusioni, ricordi accennati ed eventi che rapidi si susseguono in una Torino post-guerra intrigante. Il bello dell'opera è il suo essere un'istantanea narrativa, ben focalizzata sulla vicenda che vuole raccontare e priva dei fronzoli estetici e moralisti di altri scrittori novecenteschi.»

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