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Bambini nel tempo

Bambini nel tempo

di Ian McEwan

3.5

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Stephen Lewis, autore di fortunati libri per bambini, padre e marito felice, un giorno si reca al supermercato con sua figlia Kate, e mentre è intento a svuotare il carrello alla cassa si accorge di aver perso la bambina. Rapita? Uccisa? Fuggita? Ogni cosa intorno a lui da quel momento sembra precipitare. Il vuoto doloroso che lascia la sparizione di Kate dà il via a una serie di azioni e reazioni che porteranno Stephen a rivedere tutta la sua vita. Le sue tante certezze incrollabili si mostreranno deboli; abitudini e atteggiamenti mai messi in discussione riveleranno il loro lato più fastidioso. Senza mai perdere di vista il suo protagonista, McEwan racconta il viaggio di un uomo messo di fronte all'inaccettabile, facendoci percepire la precarietà e la fragilità in cui viviamo, e nello stesso tempo restituendoci la nostra umana e indistruttibile speranza.

Note su Ian McEwan

Ian McEwan è nato ad Aldershot il 21 giugno del 1948. Ha esordito nella narrativa nel 1975, con la raccolta di racconti brevi intitolata “Primo amore, ultimi riti”. Nella sua attività di scrittore ha pubblicato anche un’altra raccolta di racconti, “In between the sheets”, del 1978. Per quanto riguarda i romanzi Ian McEwan ha esordito nel 1978 con il romanzo dal titolo “Il giardino di cemento”. A questo romanzo ne sono seguiti altri nove. Per i toni e le atmosfere che caratterizzano quasi tutte le sue opere, Ian McEwan è stato soprannominato Ian Macabre. Molti suoi romanzi sono stati trasposti in film. Nella sua carriera, lo scrittore ha ricevuto numerosi premi letterari. Ian McEwan si è anche dedicato alla sceneggiatura e alla narrativa per bambini.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 15 recensioni)

2.0Bello ma..., 15-05-2012
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Direi davvero che vale la pena acquistarlo, poichè ci fa scoprire un frammento della realtà che molto spesso non teniamo in conto (ovvero il fatto che in noi c'è sempre un bambino celato) e che ispira inevitabilmente il fluire della nostra vita. D'altro canto devo ammettere che non lo rileggerei perchè la scrittura è spesso monotona e noiosa (forse per dare la sensazione della dilatazione temporale) , "purtroppo" a me piacciono i romanzi scorrevoli!
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5.0Grande, 02-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho amato moltissimo questo libro, eppure molti degli amici a cui l'ho consigliato non l'hanno apprezzato allo stesso modo. Mi sono accorta ad esempio che non va letto in momenti di fragilità, è troppo duro e contiene l'embrione dei dolori più grandi che si possano vivere (inizia con la "perdita" della figlia di tre anni al supermercato) . Si perde una figlia, si perde la persona che si ama, si rischia di perdere l'identità... Ma è un libro pieno di intelligenza e si chiude con la celebrazione della forza dirompente e guaritrice della vita.
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4.0Bambini nel tempo, 06-03-2012
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C'è qualcosa di torbido nella scrittura di Mcewan, un particolare, o una famiglia, che lasciano al lettore strane sensazioni. La lucidità con cui il dramma della scomparsa della figlia viene analizzato è esemplare. La fragilità e la frattura della coppia di genitori è mostrata con delicatezza e insieme con crudezza. Non è un libro facile, ma è bello.
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4.0Intenso, 04-09-2011
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Un dramma familiare, tormenta e spezza le sorti di una giovane famiglia, che si ritrova, dopo la scomparsa-rapimento-perdita della figlioletta a non riuscire più ad andare avanti, ad amarsi, a guardarsi negli occhi.
La giovane coppia, ormai scomposta e decontestualizzata dal ruolo di famiglia, avendo perso l'anello che li univa come tali, si divide, si separa facendosi trascinare dalla propria esistenza e scomparendo nell'intimità del proprio dolore.
Nonostante tutto, però, non mancherà la maturità giusta per saper ricominciare a vivere.
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4.0Bambini nel tempo, 09-04-2011
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Mi è piaciuto, un libro bel scritto, di facile lettura, che ti trasporta nel mondo dei sentimenti, dall'amore all'amicizia. Lo consiglio a tutti. Una storia di un'intensità commovente, nella quale il protagonista intraprende un percorso interiore insolito, che non lascia indifferente il lettore. Tanta è la semplicità e la dolcezza che emanano queste pagine, che pur partendo da una tragedia infinita, sanno dare il senso della belleza dell'esistenza. Un romanzo di formazione "in senso inverso".
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2.0Bambini nel tempo, 03-04-2011
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Mah, alla fine si è rivelato una mezza delusione. Ho trovato questo libro particolarmente noioso. Le sensazioni descritte sono una serie di luoghi comuni infilati uno dietro l'altro (dolore-alcol; dolore-solitudine; vita mondana-bambincheèinnoi...). Si apre un po' con i ricordi dei genitori; capisco l'intenzione di fare immedesimare il lettore, ma purtroppo a mio avviso non c'è uno scavo abbastanza profondo nè una tecnica abbastanza curata per farmi davvero sprofondare nel dramma di Stephen. Peccato, Cani neri mi era piaciuto.
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4.0Bambini nel tempo, 31-03-2011
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Devo ammettere che questo autore oramai ha smesso di stupirmi. Sono spesso critico con le case editrici e i traduttori, che spesso compiono scelte quantomeno bizzarre nel tradurre i titoli originali. Qua invece devo complimentarmi, perché credo che la versione italiana, specialmente alla luce dello svolgimento della narrazione, sia migliore dell'originale "The child in time", che esprime solo parte della poetica dell'opera. Come in altri suoi romanzi, anche qui McEwan adotta lo schema di partire da un fatto drammatico che funge da miccia scatenante per lo sviluppo del racconto. In questo caso si tratta della scomparsa della piccola figlia del protagonista, che la perde di vista mentre è in coda al supermercato. Da qui partono duecento pagine che ci raccontano la vita, le sue dinamiche, il tempo e la sua elasticità, l'infanzia, la società (e qui McEwan non risparmi frecciate alla società inglese dell'era Thatcher), le trasformazioni che tutti noi operiamo o subiamo, i differenti modi di affrontare (o lasciarsi trasportare) le difficoltà. Sempre con una spietata lucidità e una gran tecnica narrativa. E anche il lieto fine (ma è poi così lieto?) è funzionale all'economia del narrato.
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5.0Il male esiste , 12-02-2011
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McEwan ha dato qui prova di grande talento nel trattare una vicenda straziante. Scritto in maniera magistrale (a differenza delle ultime prove), riesce a trasmetterci tutta la disperazione di questo povero papà; non si può non immedesimarsi nella storia narrata, non si può non dire: "E se succedesse a me?", non si può non pensare che il male fa parte delle nostre vite e può annientarci all'improvviso. Il finale però è una speranza, è una fiducia nonostante tutto nel domani.
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4.0Bambini nel tempo, 05-11-2010
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Attorno al rapimento di una bimba di tre anni si snoda il tormentato percorso dei due genitori per superare il trauma della perditae ritrovare la voglia di vivere.
Interessante il ruolo del tempo,nella vicenda, che sembra uscire dal suo abituale percorso lineare offrendoci altre possibili interpretazioni.
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3.0Angoscia nel tempo, 12-10-2010
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La storia inizia in un modo angosciante: la scomparsa di una bambina di tre anni, probabilmente rapita. Attorno a questo evento si snoda il tormentato percorso dei due genitori per superare il trauma della perdita e ritrovare la voglia di vivere.
McEwan è capace di suscitare alcune delle angosce più profonde quali: la perdita, l'abbandono e poi il senso di colpa.
Me lo immaginavo diverso, però mi è piaciuto.
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2.0potenzialità inespresse, 13-09-2010
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McEwan è geniale, non c'è dubbio, e la sua capacità di intrecciare sapientemente le fila del racconto emerge anche in questo caso. Peccato che spesso si perda in digressioni che io ho trovato noiose, probabilmente non l'ho compreso del tutto...
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3.0lento, 21-08-2010
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McEwan è geniale, non c'è dubbio, e la sua capacità di intrecciare sapientemente le fila del racconto emerge anche in questo caso. Peccato che spesso si perda in digressioni che io ho trovato noiose, probabilmente non l'ho compreso del tutto...
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