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di Diego De Silva

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Celeste ha sedici anni, un corpo come molti e un segreto tutto suo. Ogni tanto, spinta da non si sa quale bisogno, scende sulla litoranea e aspetta. Quando una macchina si ferma, lei sale. Davide Heller è un avvocato penalista di successo. Vive solo in un grande appartamento, è un uomo giovane, bello, taciturno. Anche lui ha un segreto da sempre. Una mattina Davide Heller esce di casa in tenuta da jogging, con un grosso zaino sulle spalle: dentro, il cadavere di una bambina. Celeste lo segue per non mollarlo più. Di cosa è fatto l'interesse che porta Celeste a frequentare la casa di un assassino senz'altro scopo apparente che non sia quello di conoscerla, scoprirla, camminare per le sue stanze quasi visitasse il male che l'uomo ha dentro? E perché Heller permette a un'estranea che non lo denuncia, non lo ricatta, non vuole nulla, di occupare un posto nella sua vita? Che cosa spinge due esistenze doppie, ordinarie e malate, a instaurare un incomprensibile legame che le induce a cercarsi, aggredirsi e difendersi senza ragioni?

Note su Diego De Silva

Diego De Silva è nato a Napoli il 5 febbraio del 1964. Dopo aver conseguito il diploma di maturità, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza. Dopo aver conseguito la laurea, si dedica alla professione di avvocato penalista. Il suo romanzo d’esordio è stato pubblicato nel 1999 e si intitola “La donna di scorta”. Grazie a questa opera prima, Diego De Silva ha vinto il Premio del Giovedì Marisa Rusconi ed è stato finalista del Premio Montblanc. Il romanzo che gli farà decidere di abbandonare la professione di avvocato per dedicarsi completamente alla scrittura è “Certi bambini”, del 2001, finalista al Premio Campiello di Venezia dello stesso anno e dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto dai registi Andrea e Antonio Frazzi, vincitore di due David di Donatello e di altri numerosi premi nazionali ed internazionali. Successivamente Diego De Silva ha pubblicato: “Voglio guardare”, del 2002, “Da un’altra carne”, del 2004, “Non avevo capito niente” (finalista Premio Strega), del 2007, “Mia suocera beve”, del 2010, “Sono contrario alle emozioni”, del 2011, e “Mancarsi”, del 2013. Oltre a dedicarsi alla narrativa, lo scrittore napoletano scrive per il cinema e collabora con il quotidiano Il Mattino. Attualmente Diego De Silva vive tra Salerno e Roma.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.3 di 5 su 3 recensioni)

1.0Non ci siamo, 10-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
No, non mi ha preso per niente. La trama è debole (molto debole) . I personaggi principali non ce la fai a vederli, quelli secondari non si comprende nemmeno perché vengano caratterizzati. Molti sono i periodi ricercati e le metafore fuori luogo per descrivere semplici stati d'animo; pleonastiche direi, con il risultato odioso di tenerti distante dalle emozioni dei personaggi.
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3.0Voglio guardare, 12-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un libro sicuramente ben scritto. Ma non so dirvi con sincerità se mi sia piaciuto o meno. Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere qui un commento, per farlo sedimentare, per mettere in ordine le sensazioni nel mio cervello.
Questo avvocato apparentemente normale che nel suo privato adesca delle bambine conquistandone la fiducia per poi ucciderle a sangue freddo mi provoca molta rabbia; la sedicenne che si prostituisce senza reale necessità e che vive la cosa con un'indifferenza e una freddezza quasi impressionante è anche lei un personaggio ai miei occhi negativo e perdente.
Insomma De Silva è senza dubbio un ottimo scrittore, peccato abbia perso tempo con questi due personaggi che per la loro povertà d'animo non meritano l'attenzione di uno scrittore e di un pubblico. Se lo avvicinate per la prima volta, molto meglio "La donna di scorta".
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3.0Voglio guardare, 19-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Non so se mi ha gelato più il sangue l'avvocato perbenista assassino di bambine, o la giovane adolescente che si vende via per strada, e il loro strano "incontro".. Di sicuro De Silva ha uno stile che resta impresso, come un marchio a fuoco sulla pelle, ti trasporta con lui nelle viscere dell'inferno dell'animo umano..
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