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Viaggio al termine della notte

Viaggio al termine della notte

di Louis-Ferdinand Céline


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Descrizione

L'anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l'ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell'Africa coloniale, la New York della "folla solitaria", le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del nostro secolo: è in realtà un'opera potentemente comica, in cui lo spettacolo dell'abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell'incubo.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 8 recensioni)


5.0Meraviglioso, 11-05-2012
di L. Capraro - leggi tutte le sue recensioni

«Ho iniziato il viggio con molta titubanza e scetticismo all'inizio. L'idea di una scrittura non troppo semplice e intuitiva mi ha scoraggiato e ho anche faticato ad andare avanti durante le prime pagine. Ma poi sono stato letteralmente catturato dalla vicenda. L'opera di Celine segna il suo lettore!»

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3.0Piacevole, 16-04-2012
di A. Paolella - leggi tutte le sue recensioni

«Viaggio al termine della notte è sicuramente una autentica pietra militare del genere autobiografico, specialmente per il nome di una penna così promettente e scoinvolgente quale Celine si è mostrato d'essere a suo tempo, per via della rivoluzione linguistica espressiva a cui bisogna abituarsi per poter comprendere a fondo l'opera di questo scrittore.»

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5.0L'opera più significativa dello scrittore, 23-02-2012
di L. Capraro - leggi tutte le sue recensioni

«Con "Viaggio al termine della notte", Corbaccio Editori rievoca l'opera più significativa dello scrittore Celine. Lo scrittore è già noto per uno stile abbastanza asciutto ma essenziale, con rimandi ad un linguaggio rivoluzionario per il tempo in cui la vicenda è ambientata. Con stile, eleganza e colpi di scena, Viaggio al termine della notte riesce perfettamente ad integrarsi tra le opere più significative dello scrittore.»

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4.0Viaggio al termine della notte, 25-09-2011
di A. Finelli - leggi tutte le sue recensioni

«Non è caso che il nostro Celine sia un caso più unico che raro nella storia della letteratura. Ci sono alcuni scrittori che sembrano avere un organo preposto alla scrittura, una funzione semivolontaria come il respiro. E naturali come un respiro sembrano i loro libri, per quanto uno razionalmente si possa immaginare dietro montagne di fatica. Ecco, a me questo viaggio al termine della notte, come alcune cose di Hrabal e Bernhard, tanto per dire, mi sembra composto in una instabile battuta in levare di cui tutto il resto è conseguenza. »

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5.0La notte, 15-09-2011
di G. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Viaggio al termine della notte è un libro con cui bisogna fare i conti. Lo stile nuovo e decisamente innovativo in cui è stato redatto dal geniale Céline è infatti il primo degli ostacoli da superare nella lettura. L'altro è sicuramente la storia, se così si può chiamarla, perchè non è altro che una vita, o una tranche di essa, ad essere raccontata e vissuta.»

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5.0Capolavoro di sempre, 09-08-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Ho iniziato a leggerlo con molta diffidenza ma, la stessa sera mi sono ricreduto: un capolavoro assoluto, fuori dal tempo e dallo spazio. Un'elegia sugli orrori della guerra e, insieme, un viaggio insieme a Bardamu nella notte, la notte della storia, dei sentimenti, degli affetti, la vita, insomma. Assolutamente moderno e originale.»

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4.0Viaggio al termine della notte, 27-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni

«E' considerato da molti lettori uno dei vertici dellal etteratura novecentesca. Non c'è nel Viaggio di Céline quel compiacimento e quel gusto del cinismo, quell'ostentazione della mancanza di ideali elevata a nuovo, unico e vero ideale che è la cifra ideale dell'uomo novecentesco - e di noi del ventunesimo. Il Viaggio scava nella notte senza perder tempo in piagnistei e rimpianti: quel che è morto è morto. Ma non c'è nemmeno traccia di superomismi, non si gonfiano i muscoli, il funerale degli ideali viene celebrato senza pompa.
Insomma: se è vero che non c'è più l'800 degli ideali, se è vero che il mondo è cambiato, e che Céline ci sbatte davanti senza pietà l'orrore ed il non senso di questo nuovo mondo, è vero anche che lui, Céline, non ne è mica contento.
Prova a guardare bene fra le pieghe del testo, non lasciarti incantare da quel continuo ribadire che tutto è marciume destinato ai vermi.
E vedrai che la volta che incontra, nella figura di un povero cristo, "tanta tenerezza da rifare il mondo intero", il Céline non riesce a fare a meno di prenderne nota. E di dircelo, di raccontarcelo. Di segnarcelo addirittura col dito. E mentre ce lo dice, si vede che è commosso. Tanto da far cadere - l'unica volta in tutto il Viaggio - le sue difese, e ammettere che "non sarebbe poi tanto male se ci fosse qualcosa per distinguere i buoni dai cattivi". Come dire: come sarebbe bello se ci fosse un Assoluto. In Céline, quel che vi è di più vicino a una preghiera.
Questo pensiero da Ottocento Céline lo tira fuori in un momento di debolezza, a un quarto del suo libro, e nelle pagine restanti le uscite di 'sto tipo te le scordi, ne troverai di simili ma sempre caute e dette a bassa voce.
Ma quella frase mette tutto il Viaggio in una luce che nessuna ostentazione di anarchia e nichilismo può cancellare.
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5.0Cult book, 20-07-2011
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni

«Fondamentale opera di Celine, francese, pubblicato nel 1932, rappresenta un capolavoro senza tempo.
Bardamu, il protagonista, è un giovane volontario, impegnato dapprima nel primo conflitto mondiale diventa medico nel decennio successivo. Disincantato, ironico, grottesco rappresenta un buon esempio di 'anti-romanzo'.
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