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Lo specchio delle falene

Lo specchio delle falene

di Tahar Ben Jelloun


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Volterrani E.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788806137380
  • ISBN: 8806137387
  • Pagine: 275
Tahar Ben Jelloun ha scritto con questo romanzo una storia magica, simbolica e misteriosa, segnata da dense ombre e da luci abbaglianti. L'intreccio ruota attorno a cinque uomini, una città e una donna. La donna è Zina, veemente, appassionata, creatura dagli occhi di fuoco e di cenere. La città è Tangeri, specchio molteplice dell'altra faccia del Mediterraneo, capace ancora di affabulare e di raccontarsi. I cinque uomini sono maschere di una colpa oscura e vittime, poi, di una vendetta inesorabile e sottile. Ma come si può raccontare una leggenda, una diceria che è di tutti e di nessuno, un pettegolezzo sussurrato di bocca in bocca, che rieccheggia ogni volta diverso in tutti gli angoli del Paese, nelle piazze e nei mercati?

Note su Tahar ben Jelloun

Tahar ben Jelloun è nato il 1° dicembre del 1944 a Fes, in Marocco, all’epoca sotto il governo francese. Dopo aver trascorso la sua adolescenza a Tangeri, si è formato scolasticamente a Rabat. Qui iniziò a manifestare la sua passione per la scrittura, che si concretizzò nel 1971, con la pubblicazione del suo primo libro, una raccolta di poesie intitolato “Hommes sous linceul de silence”. Per un periodo si è dedicato all’insegnamento della filosofia ma poi, in seguito all’arabizzazione dell’insegnamento, dovette rinunciare, non essendo abilitato all’attività pedagogica in lingua araba. Nel 1971 si trasferisce quindi a Parigi, dove studia psichiatria e, dopo tre anni, ottiene un dottorato il psichiatria sociale, consegnando una tesi sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati, successivamente pubblicata con il titolo “L’estrema solitudine. L’esperienza in qualità di psicoterapeuta, emerge anche in altre successive opere dell’autore, tra cui “La reclusione solitaria”, del 1976. Il suo primo romanzo, invece, è intitolato “Hoerrauda”, ed è stato pubblicato nel 1973. Le sue opere sono scritte in lingua francese e spesso trattano i problemi dell’immigrazione e dell’integrazione e del razzismo. E’ ad oggi uno degli autori stranieri più conosciuti in Francia. Vive tutt’ora a Parigi, collabora con il quotidiane Le Monde ed è padre di quattro figli.