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Sogni di Bunker Hill

Sogni di Bunker Hill

di John Fante

3.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi. Stile libero
  • Traduttore: Durante F.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2004
  • EAN: 9788806168063
  • ISBN: 8806168061
  • Pagine: XXI-158
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Un romanzo sul cinema, sulla Hollywood degli anni Trenta e Quaranta. Il romanzo estremo dello sdradicamento sotto le luci della Mecca del cinema. "In Fante - sosteneva Pier Vittorio Tondelli - c'è una visione dell'America, non tanto come terra promessa, come poteva apparire al padre abruzzese, ma da conquistare, come era nelle capacità di un individuo nato nel Nuovo Mondo, immigrato di seconda generazione. Fante ha seguito questo percorso di sogno lasciando Denver per approdare nella mitica terra della California. Di fronte a questo estremo, sarcastico, irriverente, indecente blasfemo, ironico romanzo si ha la certezza di essere di fronte a un grande narratore in cui una vita spesa a scrivere racconti produce l'ultimo, accecante, compatto frutto".

Note su John Fante

John Fante è nato a Denver, in Colorado, l’8 aprile del 1909. Figlio di un immigrato italiano proveniente dalla provincia di Chieti e di una donna nata a Chicago da genitori di origini italiane, John Fante, dopo il diploma, comincia a svolgere lavori precari. Nel 1930 l povertà e le incomprensioni con la famiglia lo spingono a trasferirsi a Los Angeles. Si iscrive all’Università ma non è costante nello studio. L’esperienza tuttavia lo avvicina alla scrittura. Dimostra subito talento, tanto che i primi racconti vengono pubblicati e viene assunto da alcune riviste. Durante gli anni Trenta, anche a Hollywood notano il suo talento, e John Fante inizia a lavorare come sceneggiatore, lavoro che lui non apprezza ma che gli consente la sicurezza economica. Il suo primo romanzo è del 1934 e si intitola “La strada per Los Angeles”, con protagonista Arturo Bandini, personaggio che sarà al centro di una serie di successo, tra cui figura il romanzo dai tratti autobiografici “Chiedi alla polvere”, del 1939, forse l’opera più conosciuta di John Fante. Nel 1937 sposa Joyce Smart, dalla quale avrà 4 bambini. Durante la guerra smette di scrivere, per poi riprendere nel 1952, quando pubblica “Una vita piena”. Nel 1977 si ammala di diabete. Nel 1978 Fante incontra Charles Bukowski, il quale stima moltissimo il lavoro dello scrittore italo-americano e gli chiede di ristampare “Chiedi alla polvere”, inserendo una sua prefazione. Bukowski, per spingere la sua casa editrice a ripubblicare le opere di Fante, arrivò a minacciare di non consegnare loro altre sue opere. Intanto la malattia di Fante si aggrava, diventa cieco e gli vengono amputate le gambe. L’ultimo romanzo, che Fante detta alla moglie, è “Sogni di Bunker Hill”, del 1982, opera che chiude la saga del suo alter ego Arturo Bandini. E’ morto a Los Angeles l’8 maggio del 1983. Successivamente, numerose opere di John Fante sono state trasposte per il cinema, tra cui anche “Chiedi alla polvere”, in un film del 2006 prodotto da Tom Cruise e con l’interpretazione di Colin Farrell, Salma Hayek e Donald Sutherland.
 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 5 recensioni)

3.0Il solito Fante, 27-04-2012, ritenuta utile da 47 utenti su 91
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Anche se non ho potuto sottrarmi a certe suggestioni di quest'ultimo libro di Fante, il bilancio finale purtroppo è, per me, di ripetitività. Queste continue variazioni su Arturo Bandini, questa insistenza su certi atteggiamenti, l'instancabile riproposta della stessa famiglia, mi impediscono di approvare totalmente quanto ho letto.
Mi sembra che Fante avesse già detto tutto con CHIEDI ALLA POLVERE, e che avesse aggiunto qualcosa con LA CONFRATERNITA DELL'UVA. Resta però da dire che in SOGNI DI BUNKER HILL si accostano più da vicino le personalità culturali o semplicemente famose dell'America della grande Holliwood, e non c'è da dubitare che Fante volesse dire ancora qualche altra delle sue verità. Sotto questo profilo, il libro merita molto rispetto.
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4.0I sogni di Bunker Hill, 04-08-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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E’ l’ultimo romanzo di J. Fante dove ritroviamo Arturo Bandini che sogna il successo a Los Angeles ma deve arrangiarsi per sopravvivere nella città che è la Mecca del cinema. Prova a scrivere sceneggiature per guadagnare facilmente dei soldi ma nei confronti del cinema ha un atteggiamento snob: non ama il cinema, non ci crede, non ne vuole fare parte se non per vantarsene come nell’episodio grottesco e amaro a Boulder dove viene invitato a una festa da parte di un gruppo di suoi coetanei che lo aveva sempre emarginato.
Bandini vuole scrivere ma non a costo di scrivere orribili sceneggiature e il suo insuccesso come sceneggiatore lo esalta; lo rende felice il non vedere il suo nome tra i titoli dell’orribile film “Sin city” la cui sceneggiatura doveva scrivere in coppia con Velda van der Zee, pittoresco personaggio che millanta conoscenze di star hollywoodiane suscitando il suo ironico disprezzo. Un libro ricco di personaggi strani (su tutti il Duca di Sardegna), ma anche molto umani come la Signora Brownell ed è molto triste la descrizione della serata per festeggiare che si trasforma in un colossale fallimento con la presa di consapevolezza della vecchiaia.
Un bel libro con un Bandini sempre pigro e mammone ma più spavaldo e sfrontato rispetto a “Chiedi alla polvere”.
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4.0sogni di ragazzi, 15-07-2010
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Arturo Bandini un giovane ventenne che si trasferisce a Los Angeles per coronare il suo sogno di diventare scrittore ma le sue sceneggiature non sono il massimo. Ha delle buone opportunità, circondato da gente valida disposta ad aiutarlo ma non riesce a cogliere nessuna delle occasioni che gli si presentano, rimanendo così nel più totale anonimato e in tutta la sua solitudine. Secondo me con un pizzico di maturità e intelligenza in più avrebbe potuto approfittare delle varie occasioni che gli si sono presentate per poter lasciare anche lui un segno nel cinema di quei tempi! Libro molto scorrevole e dalla semplice lettura!
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2.0bisognava pur cominciare da qualche parte, 07-11-2009
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l'ho letto pensando di scrivere una sceneggiatura. l'ho vissuto in prima persona. ho amato la citazione della poesia di Yeats. ma non ho un bellissimo ricordo del libro.
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2.0bisognava pur cominciare da qualche parte, 07-11-2009
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l'ho letto pensando di scrivere una sceneggiatura. l'ho vissuto in prima persona. ho amato la citazione della poesia di Yeats. ma non ho un bellissimo ricordo del libro.
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