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Nel segno della pecora

Nel segno della pecora

di Haruki Murakami


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In sintesi

Sotto il segno della pecora inizia come tante altre storie: il protagonista, un pubblicitario trentenne, viene lasciato dalla moglie e vive le sue giornate immerso nella monotonia. Un giorno, però, realizza una campagna pubblicitaria che utilizza la fotografia di un gregge di pecore al pascolo, e una di queste pecore, identificabile per via di una macchia a forma di stella sulla fronte, viene riconosciuta come quella responsabile di aver preso possesso di un uomo politico molto potente, il Maestro; questi è gravemente malato e il nostro protagonista si trova obbligato a partire per ritrovare entro un mese la pecora incriminata, fotografata tempo addietro da un suo vecchio amico, il Sorcio, latitante da qualche anno. Insieme a una ragazza dalle orecchie così belle da spingerla a tenerle sempre coperte per mostrarle solo nell'intimità, il narratore inizia una caccia che lo porterà da Tokyo, dove vive l’anziano Professore delle Pecore, a Sapporo, per finire in cima alle gelide montagne a nord di Hokkaido, dove troviamo l'Uomopecora e il Sorcio.

Descrizione

In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l'interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l'incarico - ma si tratta in sostanza di un ordine - di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni. Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze. Considerato l'esordio letterario di Murakami, Nel segno della pecora" introduce molti dei temi cari all'autore: la solitudine dell'uomo, l'arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l'atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l'irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde." (Antonietta Pastore)

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 10 recensioni)


4.0Nel segno della pecora, 24-07-2011
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Pensavo che lo scrittore giapponese non potesse migliorarsi così tanto in poco tempo. E dato che ognuno ha il suo patrimonio interiore di parole, e che basta una sillaba per creare rimandi, dico che a me questo libro ha fatto tornare in mente una poesia di Emily Dickinson. Un rinvio al non cercare il senso perché, forse, il senso, dopotutto e nonostante tutto, non c'è. Neppure in un dolore perfetto. »

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4.0Fantastica, 09-07-2011
di M. Cerulli - leggi tutte le sue recensioni

«Una storia dalla trama fantastica, pura fantasia rasente l'assurdo. Per trovare una pecora un ragazzo attraversa quasi tutto il Giappone per arrivare in una zona montuosa deserta, dove incontrerà la verità. E' proprio in racconti così "strani" che Murakami riesce a trasmettere con la sua scrittura una leggerezza e una poesia convincente.»

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4.0Nel segno della pecora , 09-07-2011
di G. Brunieri - leggi tutte le sue recensioni

«Prima opera di Murakami che era sparita dagli scaffali per molto tempo. La lunga attesa fortunatamente non è stata delusa: anche questo libro è bellissimo. L'autore riesce a creare anche in questo romanzo l'atmosfera onirica e surreale tipica dei suoi romanzi. La trama è labile, appena accennata, basta un pretesto per partire (come spesso capita nelle sue opere) e poi parte la fantasia più sfrenata: il bello dei romanzi di Murakami è il modo in cui l'autore riesce a scrivere quello che succede, il modo in cui riesce a rendere plausibile anche l'inverosimile più spinto. Ecco che allora appare "normale" che una pecora (lo spirito della pecora) possa entrare in un uomo e manipolarlo secondo il suo volere ed i suoi piani; che l'"uomo pecora" appaia e scompaia dal rifugio in montagna, ma senza essere riflesso dallo specchio. Questo romanzo secondo il mio parere non è il migliore di Murakami ma è pur sempre di straordinario livello. »

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4.0Nel segno della pecora, 03-04-2011
di M. Stolti - leggi tutte le sue recensioni

«Lo lessi un po' di tempo fa, ma una rilettura non può che farmi bene. Dopo avermi prima appassionato con "L'arte di correre" e poi stregato con "Norwegian Wood", mi sono lasciata completamente avvolgere da questo romanzo considerato l'esordio letterario di Murakami.
A prescindere dal fatto che ADORO l'abilità letteraria di Murakami, il suo stile, il modo semplice ma unico in cui riesce a comporre frasi meravigliose, è proprio bella la sensazione che ci si sente addosso quando si entra nei suoi romanzi, nelle sue atmosfere!
L'abilità di questo scrittore sta nello scrivere storie irreali, anche fantastiche se vogliamo, ma che sono talmente immerse nella quotidianità che ci sembrano reali al 100 (descrizioni del risveglio, delle corse mattutine, della preparazione dei pasti, del senso di stanchezza che si sente a fine giornata, del sonno ristoratore).
Grazie alle sue descrizioni dettagliate ci sembra di conoscere personalmente la ragazza con le orecchie bellissime, dotata di poteri soprannaturali, di accompagnare in prima persona il giovane agente pubblicitario alla ricerca della pecora misteriosa, di viaggiare insieme a lui nelle montagne giapponesi avvolte dalla pace e dal mistero...
E alla fine, quando il romanzo termina, la cosa che ci risulta più difficile è uscire dalle sue atmosfere ovattate e accontentarci di una realtà così ordinaria!
»

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3.0Nel segno della pecora, 15-02-2011
di G. Remotti - leggi tutte le sue recensioni

«E' la storia della ricerca di una pecora, una pecora che è molto più di una pecora e non è affatto un animale mansueto. Sembra più un'incarnazione demoniaca, ma non voglio dirvi di più: scoprite da soli il vello ovino.
A parte l'originalità del racconto, mi è piaciuta la capacità di Murakami di rendere il Giappone e i giapponesi vicini, meno insoliti della pecora, con abitudini in cui facilmente riconoscersi. E' vero, come dice la mia Guida, che si tratta di un autore global che scrive per un pubblico global che si deve in qualche modo arruffianare, ma lo fa bene, in modo avvincente, finisci anche per credergli, per provare rispetto e timore per gli ovini. Una lettura che cattura, che strappa più di un sorriso e che lascia qualche inquietudine.
»

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4.0Nel segno della pecora, 09-12-2010
di C. Tammaro - leggi tutte le sue recensioni

«Metafora della società occidentale contemporanea geniale ed assolutamente calzante dell'assoggettamento al potere. Come nel gregge l'importante è riconoscere la pecora n. 1 e le altre le andranno tutte dietro, ecco che lo spirito della pecora sceglie di entrare nel corpo di un uomo normale che posseduto dallo spirito diventa ricchissimo, potente socialmente e politicamente. »

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5.0Sotto il segno della pecora, 11-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
di A. Berluscamafioso - leggi tutte le sue recensioni

«Avevo amato molto "Tokyo Blues", ma questo libro di Haruki Murakami porta il suo mondo a tutto un altro livello. Meno conosciuto di "Dance dance dance" è molto più bello e mistico. »

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5.0Il Maestro è un uomo potente e ricchissimo., 03-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 5
di R. Matteucci - leggi tutte le sue recensioni

«Il Maestro è un uomo potente e ricchissimo.
Nel suo biglietto da visita ha solo gli ideogrammi del suo nome e nulla più.
Ha una sua storia in associazione e partiti di destra.
Ha tutto, lo ottiene senza lesinare violenza.
Ma non fu sempre così.
All’inizio della sua vita era un nulla, poi un giorno incontrò una pecora particolare, aveva un forte potere.
Questa pecora gli trasmette le sue facoltà e da li inizia la sua potenza.
Il Maestro sta diventando vecchio e per poter sopravvivere deve ritrovare la sua pecora.
Il suo segretario è un uomo altrettanto spietato. Un uomo senza paura. Chiede una volta ed ottiene.
Deve trovare la pecora.
Un ragazzo, insieme con un amico, possiede una società pubblicitaria.
Divorziato, ha delle difficoltà relazionali, non si sente tranquillo e sereno, ha un disagio di fondo.
Ha una ragazza. E’ bellissima, la sua bellezza dipende dalle sue orecchie, la gente impazziva : (“Alcune persone agli altri tavoli si erano voltate e guardavano trasognate dalla nostra parte. Un cameriere venne a versare altro caffè nelle nostre tazze, ma gli tremava la mano.” – Pag. 38).
Sorcio, un suo vecchio amico, un giorno gli spedisce una foto da una località sconosciuta. Nella foto una pecora: la "pecora" del Maestro.
Il viaggio inizia, il ragazzo insieme alla sua ragazza dalle belle orecchie partono alla sua ricerca, una lunga indagine da Tokyo per il Giappone.
Murakami ritorna nel suo mondo.
I ragazzi giapponesi non comunicano, non sanno parlare fra di loro, sono soli, non riescono più a vivere insieme, sono senza voglia di esistere.
Ritornano i temi a lui cari: depressione, suicidio, disagio sociale.
Però questo libro è qualcosa di più.
C’è un forte sentimento umano, un urlo di speranza, una richiesta di aiuto.
Leggendo il libro li comprendiamo.
Noi ci siamo; possiamo anche noi parlare con gli spiriti, cercare la pecora, la quale non è fuori, all’aperto ma solo dentro di noi. “La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una cancrena. Io la sentivo già quando ero adolescente. Per questo ero sempre irritato. Riesci a capire cosa significhi sentire che dentro di te qualcosa sta progressivamente marcendo? Nel tuo corpo?” (Pag. 276)
Sono ragazzi deboli, vivono nelle tenebre, sono persi, confusi, paurosi, non hanno futuro.
Possono solo vivere alla giornata. Sono in attesa di qualcosa, un qualcosa possa aiutarli ad uscire da questo mondo.
Questi ragazzi sono il Giappone.
Un giorno usciranno dal loro delirio, forse ascoltando alla televisione Mishima Yukio anche lui suicida ma per il suo sogno.

»

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4.0Sotto il segno della pecora, 06-10-2010
di I. De rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Chi scopre Murakami attraverso questo romanzo probabilmente si fa un'idea di lui migliore del giusto (non è un grandissimo). Questo però è un romanzo intrigante, misterioso, con un fascino tutto suo. Una donna adorata per via delle orecchie e dei lobi in modo particolare, non è cosa comune, direi. L'uomopecora è un personaggio dell'assurdo, ma ci si scopre ad interrogarci su di lui come fosse una cosa possibile.»

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4.0Il prequel di Dance Dance Dance, 23-07-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 5
di M. Gagliardi - leggi tutte le sue recensioni

«Se avete letto Dance Dance Dance ricorderete certamente l’uomo-pecora, essere quasi mitologico che da una specie di torre di controllo muove i fili delle esistenze umane e, nel contempo, li esorta a danzare e vivere autenticamente. La misteriosa creatura trova i suoi natali ne “Il segno delle Pecora” che narra ciò che accade prima delle vicende di Dance Dance Dance. Kiki, la modella dalle splendide orecchie è ancora viva. Anche Sardina, il gatto del protagonista senza nome, è ancora vivo e le pagine che lo descrivono sono esilaranti e indimenticabili.
La trama è puro nonsenso, ma quando è Murakami a tessere l’assurdo, il bello è che ci credi! C’è una logica nella follia del racconto e, nonostante le paradossali vicissitudini, tutto risulta realistico.
Forse è la colonna sonora dietro la narrazione che fa leva su meccanismi di immedesimazione. Il sottofondo, infatti, è intessuto di una serie di riflessioni come memorie da un tempo perduto. “Nell’ultimo decennio il mondo non aveva fatto la minima evoluzione. Erano cambiati soltanto i cantanti e i titoli della canzoni. E io ero più vecchio di 10 anni”. Per poi descrivere meglio quegli anni: “Dieci anni inutili, sprecati. Ciò che possedevo non aveva alcun valore. Ciò che avevo raggiunto era privo di significato” Infine la presa di coscienza di sensazioni irremediabilmente estranee all’età adulta: “L’euforia che provavo la domenica mattina a 17 anni era un’altra cosa! Per forza. Volente o dolente avevo l’età che avevo”.
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