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Racconti

Racconti

di Bernard Malamud

3.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Letture Einaudi
  • Traduttore: Ripellino E.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2008
  • EAN: 9788806194734
  • ISBN: 8806194739
  • Pagine: 365
  • Formato: brossura
Scrivere racconti non è affatto un brutto modo di trascorrere la propria solitudine disse Bernard Malamud poco prima di morire. E il meglio del suo lungo e solitario lavorio è rappresentato in questa scelta di ventidue racconti composti dal 1940 al 1985 e provenienti dalle sue celebri raccolte. Immigrati che raggiunta New York con ingenue speranze soffrono di un disadattamento più grave della stessa povertà; piccoli bottegai che vivono di illusioni puntualmente sconfitte; casalinghe che sognano vite romanzesche; artisti falliti che inseguono la felicità in un'America quanto mai indifferente. Tutti i protagonisti di queste short stories di Bernard Malamud sono sempre inventori di sogni quotidiani.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

2.0Racconti, 25-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' arduo darne un voto complessivo, perchè alcuni racconti sono gemme altri meno belli. Avevo grandi aspettative su " la dama del lago" che avevo visto citato da molti, e per questo la delusione è stata grande.
Il racconto è ambientato in Italia e la descrizione del paese e degli abitanti è quanto di più convenzionale e piatto si possa immaginare. Si va in vacanza con la fisarmonica, cantando "tristi canzoni veneziane " o "allegre canzoni napoletane", e via di questo passo.
Il finale poi usa in maniera pretestuosa la questione dell'olocausto per giustificare un piccolo colpo di scena fiacchissimo e peraltro assolutamente privo di logica
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5.0Racconti, 20-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Sapevo che malamud era bravo, ma non pensavo fosse così coinvolgente.
Racconti pieni di malinconia, di pietas per la miseria della vita, di fascinazione per la sua imprevidibilità.
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4.0Tutti i racconti, 29-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro raccoglie racconti scritti nell’arco di ventidue anni. Quando vedi, anzi quando leggi una cosa così ti sembra di stare davanti a quei brandi di muro dove nel corso del tempo i genitori appoggiano di volta in volta i bambini per fargli un segnetto a matita sobre la cabeza. Mano a mano vedi la crescita di ‘sti benedetti figliuoli. Poi uno dopo anni va lì presso il muro e si guarda –presumibilmente soddisfatto, o magari commosso- l’istogramma dell’indice tendenziale della figliolanza. Ora, dal momento che per uno scrittore i lavori che ha scritto sono anche un po’ come figli suoi (mi sovvengo in ciò di quando Kafka propose al suo lettore Kurt Wolff di raccogliere, se non sbaglio, La Metamorfosi, Il Fuochista e La Condanna sotto il titolo di Die Söhne), eccoci qua ora con la summa di Malamud davanti alla nidiata tutta e contemporaneamente a quel muro irto di segnetti a matita. E dunque ci si accorge che questi figli non solo hanno un bell’incarnato, ma anche che hanno in corso d’opera, e qua torna in gioco l’istogramma, quasi soltanto l’atto di crescere pagina dopo pagina, venendo dal primo racconto del 1940 in qui, in tutto il loro arco temporale. splendido
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