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Questa è l'acqua

Questa è l'acqua

di David F. Wallace


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Descrizione

I sei racconti di "Questa è l'acqua", scritti tra il 1984 e il 2005, offrono uno sguardo di insieme sulla straordinaria avventura artistica di Wallace, e una summa delle sue tematiche e dei diversi stili con cui le ha affrontate ed esaltate. La depressione, vivisezionata nelle sue spietate dinamiche nel doloroso e commovente "Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta"; la ricerca di una nuova maturità ed equilibrio nel discorso tenuto davanti agli studenti del Kenyon College, che dà il titolo alla raccolta; il sentimento amoroso in tutte le sue possibili declinazioni, tra goffaggine, tenerezza, crudeltà, nelle due novelle "Solomon Silverfish" e "Ordine e fluttuazione a Northampton"; l'adolescenza come stagione della vita in cui ricerca d'identità e perversione finiscono per coesistere, in "Altra matematica"; le nuove complessità del mondo globale e il crollo di ogni logica binaria, nel piccolo gioiello "Crollo del '69". Il volume - in prima edizione mondiale per Einaudi - è corredato da una nota di Don DeLillo su quello che è considerato tra i più importanti scrittori americani dell'ultima generazione, e da una postfazione del curatore Luca Briasco.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 7 recensioni)


3.0Questa è l'acqua, 25-09-2011
di A. Finelli - leggi tutte le sue recensioni

«Raccolta eterogenea messa insieme secondo un criterio non dei più nobili: fare più quattrini possibile sfruttando l'onda lunga del suicidio dell'autore. Quando si dice l'amore per la cultura. A parte il fastidio provocato da questa idea, però, il libro si legge con piacere e anche se non tutti i pezzi sono all'altezza di opere più famose, in ciascuno di essi si può trovare qualcosa delle brillanti doti di scrittura del nostro eroe.
Il biglietto, essenzialmente, lo si compra per vedere (leggere) con malcelato voyeurismo de Il pianeta Trillafon e per ascoltare, vestiti con toga e cappello, il discorso di Questa è l'acqua. Tutte cose che si possono trovare anche altrove, nella produzione di DFW. Poi, per strada, si raccolgono altre piccole pietre preziose.
So long.
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5.0Questa è la vita!, 25-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Si, lo ammetto, sono di parte. Ma che ci posso fare che Wallace mi ha ridato voglia di leggere. Questi sei racconti pur esendo molto diversi tra loro, considerando che sono stati scritti nell'arco di un ventennio. Tuttavia alcuni di loro, pur essendo stati scritti in gioventù, danno un'idea delle potenzialità dello scrittore. "Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta" fa dolorosamente capire le motivazioni del suo successivo suicidi; il discorso tenuto davanti agli studenti del Kenyon College sarebbe da leggere a tutti gli studenti; l'amore di "Solomon Silverfish" è commovente e tenero. Insomma, come sempre, da leggere e rileggere.»

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5.0Questa è l'acqua, 28-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di T. Roia - leggi tutte le sue recensioni

«Veramente una piacevole sorpresa, non me l'aspettavo! Uno scrittore particolare, con uno stile particolare, in alcuni punti può risultare ostico. Non ho capito e apprezzato tutti i racconti. Ma il primo, quello sull'amore tra una donna malata di cancro e suo marito, quello sulla depressione, e il discorso pronunciato per i laureandi... Non ho parole per spiegare quanto siano meravigliosi. Una persona che è in grado di dice quelle cose, di scrivere in quel modo, non può essere altro che un genio. Non può non essere letto non importa se non si capisce tutto, o tutto subito. Chi è in grado di descrivere come l'amore possa andare oltre la malattia, oltre il corpo devastato, perché non è pietà, ma amore per la persona, nella sua essenza vera, nella sua forza più grande, merita tutti gli elogi possibili. Chi è in grado di dire a dei giovani come davvero ognuno di noi può impostare la propria vita da uomo libero, ma consapevole della libertà degli altri, e cambiare o aiutare un giovane, merita l'immortalità. Punto. »

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4.0Le prime e le ultime, 02-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Gerboni - leggi tutte le sue recensioni

«Quando un paio di anni fa, moriva David Foster Wallace, la notizia mi colpì profondamente, anche se non avevo mai letto nessuno dei suoi libri. Questa piccola raccolta di brevi racconti e del discorso che dà titolo al libro, che tenne al cospetto di giovani laureandi in scienze umanistiche, uscita postuma, forse non è pari alle sue opere più famose ( non avendole lette non posso giudicare) , però dà l'idea di una certa capacità di sfogliare le trame del reale in modo originale, intenso, funambolico fino a schiuderlo in leggere, armoniose epifanie.»

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2.0Troppo faticoso.., 25-11-2010
di M. Zanni - leggi tutte le sue recensioni

«Presa dall'euforia con cui i critici definiscono Wallace un talento ho provato a leggere questo libro, e sinceramente ho capito che non sono di quelli che vede questo talento, di sicuro un libro scritto bene e con una storia sofferta, cruda e complicata, ma non fa per me un libro che trascina la sofferenza del quotidiano e che calca sui punti più psicologici, per chi vuole affrontare un libro crudo e tosto o vuole vivere la vera sofferenza è il libro giusto ma per con non ha lo stomaco e la testa pronta oppure sta affrontando nella sua vita delle sofferenze gravi non lo consiglio.»

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5.0Questa è l'acqua, 10-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Oreste - leggi tutte le sue recensioni

«è la prima volta che leggo wallace. è uno scrittore particolare, con uno stile particolare, in alcuni punti può risultare ostico. Non ho capito e apprezzato tutti i racconti. Ma il primo, quello sull'amore tra una donna malata di cancro e suo marito, quello sulla depressione, e il discorso pronunciato per i laureandi...non ho parole per spiegare quanto siano meravigliosi. Una persona che è in grado di dice quelle cose, di scrivere in quel modo, non può essere altro che un genio. Non può non essere letto non importa se non si capisce tutto, o tutto subito. Chi è in grado di descrivere come l'amore possa andare oltre la malattia, oltre il corpo devastato, perché non è pietà, ma amore per la persona, nella sua essenza vera, nella sua forza più grande, merita tutti gli elogi possibili. Chi è in grado di dire a dei giovani come davvero ognuno di noi può impostare la propria vita da uomo libero, ma consapevole della libertà degli altri, e cambiare o aiutare un giovane, merita l'immortalità. Punto. »

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4.0Questa è l'acqua, 31-07-2010
di A. Farina - leggi tutte le sue recensioni

«Inizio a leggerti ed è come se, camminando per strada in maniera distratta, fossi andata a urtare una persona e quella persona avesse ricondotto la mia attenzione sul fatto che non sono la sola. M’immergo nell’acqua e sono senza peso. All’inizio mi sento un “pesce fuor d’acqua”, poi meglio.“Questa è l’acqua” è un discorso che dovrebbe essere proposto come un esempio di presenza umana. Va letto e riletto, meditato, divulgato, proposto nelle scuole e in tutte quelle strutture che abbiano lo spazio per accogliere brillante trasparenza di pensiero. Wallace parla della libertà che si acquisisce quando s’impara a pensare. E questa libertà “richiede attenzione,consapevolezza, disciplina, impegno e capacità di tenere davvero agli altri…..l’alternativa è : essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.” In ogni racconto mi sono sentita come se fossi stata accolta in un circolo virtuoso. Solomon Silverfish e Sophie, il nonno e Joseph, il pianeta Trillafon e la Cosa Brutta, il Crollo che crolla, fluttuazioni a Northhampton, Questa è l’acqua. Tutti i racconti si cementano con un pensiero di libertà, di essere dentro a un pensiero immenso e, in questa libertà senza peso, trovo qualcosa che mi fa sentire in comunanza con l’amore senza condizioni di Solomon e Sophie, in quello fra il nonno e Joseph. Il trillo della Cosa Brutta. Solo chi tocca con mano può trasmettere a chi non sa, a chi non vede, a chi non vuole vedere, un’idea di come dovrebbe essere la Cosa Brutta. Nelle fluttuazioni a Northampton ecco Dingle con il suo “smodato amore omuncoloide”... e ho anche sorriso e riso molto.
Questa è l’acqua.

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