Dalla poesia d'amore alla poesia dell'esilio. Testo latino a fronte vol.2

Dalla poesia d'amore alla poesia dell'esilio. Testo latino a fronte vol.2

di P. Nasone Ovidio


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Descrizione

Le prime opere di Ovidio nascono in un contesto di cui non va sottovalutata l'importanza. Finite le guerre, Augusto cerca di rafforzare la pax romana attraverso la restaurazione dei valori severi dell'età repubblicana, propagando fra l'altro un ritorno all'austerità dei costumi. In questo clima, Ovidio esordisce con opere che, se non sono apertamente contrarie al programma augusteo, certo non vi aderiscono né esprimono intenti celebrativi: tra le altre gli "Amores", raffinato e ironico gioco intellettuale che si diverte a destrutturare lo stesso genere in cui si inscrive, la poesia elegiaca; le "Heroides", lettere che si immaginano scritte da eroine mitiche ai loro uomini in guerra e che compiono un'umanizzazione dei personaggi mitologici; e l'"Ars amatoria", il celeberrimo trattato sulle tecniche seduttive, in realtà un affresco della vita galante dell'epoca nonché una difesa dell'amore libero e del piacere. Ed è forse l'estraneità sostanziale della sua poesia alla politica culturale di Augusto a condannare Ovidio all'esilio a Tomi, località dell'odierna Romania. Lontano dalla vitalità di Roma, il poeta si dedica a opere in cui vibrano le nuove note della tristezza, del rimpianto, a volte dell'ira: i libri di "Tristia" che sono anche una riflessione sulla letteratura, il poemetto "Ibis" che si scaglia contro un detrattore, le "Epistulae ex Ponto" che recuperano il tema celebrativo.

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