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Pifferaio magico. Danza macabra in undici quadri

Pifferaio magico. Danza macabra in undici quadri

di Michael Ende

5.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Passepartout
  • Data di Pubblicazione: 1994
  • EAN: 9788804387596
  • ISBN: 8804387599
  • Pagine: 112
Michael Ende rivisita la leggenda medievale del pifferaio magico di Hamelin. La storia del misterioso personaggio che libera la città dai topi e poi, per punirne gli abitanti ingrati, ne rapisce i bambini, diventa, tra le mani di Ende, una fiaba moderna che parla alla fantasia degli adulti oltre che dei bambini. Tra la spinta suicida di chi vuole arricchirsi a ogni costo e l'ordine universale delle cose, quale sarà il ruolo del magico pifferaio?

Note su Michael Ende

Michael Andreas Helmuth Ende è nato il 12 novembre del 1929 a Garmisch-Partenkirchen, in Germania. Suo padre possedeva un’attività artistica, ma con l’avvento del nazismo le sue opere furono confiscate. La sua infanzia fu segnata dalla morte del suo amico Willie, avvenuta nel 1937, e da scarsi rendimenti scolastici che lo spinsero sull’orlo del suicidio. Arruolato nel 1945 per difendere la Germania, disertò e si unì ad un’organizzazione antinazista. Dopo la guerra maturò l’ambizione di lavorare nell’ambiente teatrale. Scrisse alcune opere e si dedicò alla recitazione, ma i risultati furono mediocri. Nel 1953 la famiglia di Ende entra in crisi. Suo padre frequenta una donna molto giovane, mentre sua madre tenta il suicidio. Tre anni dopo si riconciliò con il padre. Alla fine degli anni Cinquanta venne assunto da una compagnia radiofonica e parallelamente iniziò a scrivere il suo primo romanzo, “Le avventure di Jim Bottone”, pubblicato nel 1960. Con esso vinse il primo premio per la letteratura per l’infanzia e consentì a Ende una stabilità economica. Nel 1964 si sposa a Roma con Ingeborg Hoffmann. Nel 1965 muore il padre. Nel 1971, trasferitosi a trasferitosi in provincia di Roma, inizia a lavorare a “Momo”, un opera di successo destinata agli adolescenti. Nel 1973 muore anche sua madre. Il successo a livello internazionale arrivò alla fine degli anni Settanta, quando fu pubblicato “La storia infinita” (1979). L’opera riscosse un enorme successo di pubblico e critico e nel 1982 firmò il contratto per la trasposizione cinematografica, la quale però non lo soddisfò a causa dei grandi cambiamenti voluti dal regista. Fece anche causa alla produzione, ma perse. Nel 1985 sua moglie morì e lui tornò in Germania. Nel 1989 si risposò in Giappone con Sat? Mariko. Morì a Stoccarda il 28 agosto del 1995.
 

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Una fiaba nera magistralmente narrata, 09-12-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
La celebre fiaba del pifferaio magico diviene qui un testo teatrale dal tono nero, in cui le ambiguità dell'animo umano si rivelano nella loro spietata durezza, svuotate da ogni ipocrita giustificazione.
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