Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente

Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente

di François Jullien


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Descrizione

Per un occidentale l'efficacia è la capacità di ottenere i risultati previsti seguendo la via più breve. Figlia del razionalismo greco e della scienza moderna, la cultura occidentale lega il concetto di efficacia all'azione decisa, frutto di un'attenta pianificazione che prima appronta un buon modello teorico, e quindi lo applica con lineare determinazione. I cinesi, al contrario, definiscono efficace un'azione indiretta, lenta, che attende gli sviluppi della situazione e si limita a esaminare lo stato dei fatti per comprendere quale sia la loro propensione. L'efficacia di un'azione deriva dunque dalla capacità discreta di far leva sulle cose per consentirne una spontanea maturazione. Questa concezione dell'agire, tanto diversa da quella occidentale, si esprime anche nel modo con cui i cinesi affrontano gli affari, danno seguito ai contratti, rispettano gli impegni: un divario enorme che interviene nelle relazioni economiche tra Oriente e Occidente, complicandole e inducendo reciproci malintesi. In queste pagine François Jullien sviluppa una riflessione sulle profonde differenze che separano e attraggono Oriente e Occidente, ricorrendo a una esemplificazione che attinge alle sorgenti dell'immaginario delle due culture, fino ad abbracciare la storia più recente.

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4.0Tra i greci e l'Oriente, 12-03-2012
di G. Rederti - leggi tutte le sue recensioni

Due diversi approcci nell'affrontare un problema. Quello occidentale, modellato sul pensiero filosofico greco, e quello cinese, che invece trova compiutezza negli scritti di Sun Tzu. L'abilità di Juillen consiste nella sua capacità di esporre in termini semplici i concetti (la prospettiva è filosofica) , servendosi di una sterminata cultura personale senza diventare astruso o incomprensibilmente barocco nei suoi ragionamenti.
Attraverso una rassegna dei concetti chiave legati all'"efficacia", l'autore riesce a fornire una panoramica completa della differenza fra la cultura occidentale e quella cinese e ci aiuta a capire perché Occidente e Cina sono mondi così lontani e differenti.


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5.0Incredibile e sorprendente, 22-07-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di G. Ghisu - leggi tutte le sue recensioni

Jullien è non solo un ottimo sinologo ma anche un grande comunicatore. Grazie a esempi efficaci e chiarissimi mette al confronto il significato del concetto di "efficacia" per l'Occidente e per la Cina evidenziando in tal modo l'originalità e la radicale differenza del modo cinese di affrontare gli ostacoli. Davvero sorprendente e illuminante, si legge d'un fiato ed è comprensibilissimo da chiunque.

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5.0DUE STRATEGIE, 06-02-2009, ritenuta utile da 5 utenti su 5
di T. Pascoli - leggi tutte le sue recensioni

La straordinaria crescita economica cinese, è ormai da parecchio tempo avviata ad assumere un ruolo di primissimo piano, accanto alla superpotenza americana. Questo saggio rende molto attuale l'analisi dei diversi modelli strategici che caratterizzano le distinte inclinazioni filosofiche nella gestione della realtà rivolta all'avvenire, soprattutto sotto il profilo economico.
Questo stimolante saggio, dunque, breve quanto eloquente, con linguaggio scorrevole e chiaro, in cui l'autore propone paragoni fra due diverse concezioni di affrontare la realtà e di concretizzare le proprie aspirazioni, costituisce certamente un utile contributo alla comprensione dell'attuale fenomeno economico cinese. Inoltre, si legge anche in sole poche ore. Da una parte osserviamo il modello europeo, guidato dall'ideale, in cui si predilige la pianificazione di un progetto da eseguire e portare avanti con determinazione nel modo più efficace e breve, con la forza e risolutezza di, magari, anticipare i tempi e addirittura l'evoluzione. Questo metodo equivale alla tattica militare di Clausewitz che nella STRATEGIA DI GUERRA è guidata da un modello organizzativo preciso, mediante un progetto teorico preparato da realizzare senza indugi ed indipendentemente da ciò che potrà riservare l'avvenire; in questo caso si dà credito alla teoria. Dall'altro lato abbiamo, invece, il modello cinese che non è legato a rigidi schemi e segue la falsa riga dell'ARTE DELLA GUERRA di Sun Tzu che mezzo millennio prima dell'era volgare, per la realizzazione di una precisa finalità di poter tirar vantaggio dalle nuove circostanze che sono sempre mutevoli ed imprevidibili, raccomandava equilibrio e pazienza. Qui ci troviamo dinanzi ad un metodo non teorico, ma certamente più pragmatico. Questa arte presenta, pure una certa analogia con le idee di Machiavelli in cui la buona strategia non si fissa sull'obiettivo dettato dall'ideologia, ma osserva le opportunità, le occasioni che si presentano con il passar del tempo, senza fretta, perché tutto è comunque trasformazione. Infatti, è inutile voler a priori forzare una situazione se i tempi non sono ancora maturi. E' ben più saggio temporeggiare, attendere pazientemente ed agire in virtù di quei cambiamenti che nel trattempo intervengono, cercando di sfruttare circostanze favorevoli strada facendo, quando - almeno in apparenza - il grado di rischio tenderà a diminuire.
L'autore mette in evidenza, dunque, come noi Europei siamo piuttosto inclinati alle teorie, mentre i Cinesi, al cotrario, mirano - come si direbbe - al sodo, concretamente ai risultati pratici. Noi, nella lotta contro le circostanze, siamo guidati dalle ipotesi, dall'epica, eroicamente, e sovente siamo anche disposti a pagare con sacrifici; loro, in contrasto, preferiscono adattarsi agli eventi nella misura in cui si presentano, proprio per trarre massimo vantaggio in modo pragmatico dalle più recenti opportunità che non potevano essere previste, perché ogni contesto tende a cambiare ed è necessario saper affrontare con flessibilità la nuova realtà, non lasciandosi condizionare dalla teoria troppo incerta.
Chi conosce i Cinesi sa come e con quale versatilità e tempestività sanno adeguarsi alle nuove condizioni dettate dal volubile mercato. Se gli imprenditori nostrani vorranno mantenersi sulla cresta dell'onda del progresso, senza perdere molte posizioni, dovranno adeguarsi ai tempi.
La Cina ha dominato per millenni le tecniche; ha sempre preceduto l'Europa; poi, credendo di non aver bisogno degli altri, ha perso il ritmo, isolandosi. Oggi è tornata per assumere un ruolo di guida, spostanto l'epicentro economico del mondo verso l'Oceano Pacifico insieme al Giappone ed al gigante americano.


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