Le paludi di Hesperia

Le paludi di Hesperia

3.0

di Valerio M. Manfredi


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Descrizione

401 a.C.: spossata da trent'anni di guerra tra Atene e Sparta, la Grecia è in ginocchio. Nel momento di più profonda crisi, il comandante Clearco arruola un esercito di mercenari greci: l'armata dei "Diecimila". Quale sia la sua missione non è chiaro. Si sa che dovrà addentrarsi in territori misteriosi e ostili, nel cuore dell'impero persiano; e si sa che è al soldo del principe Ciro, fratello del Gran Re Artaserse. A raccontare la grande epopea dell'Anabasi di Senofonte - resoconto dell'incredibile marcia di quell'esercito di ritorno dall'odierno Iraq attraverso l'Armenia fino al Mar Nero - è una donna, Abira, una ragazza che abbandona il suo polveroso villaggio per seguire Xeno, il guerriero a cavallo che un giorno le è apparso con una promessa d'amore e di avventura nello sguardo. E il suo racconto grandioso mostrerà tutta la fierezza di diecimila indomiti guerrieri addestrati a superare qualsiasi prova e insieme il coraggio e la dolcezza di una donna innamorata, capace di sopportare qualunque sacrificio.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3.1 di 5 su 11 recensioni)

2.0Le paludi di hesperia, 17-04-2012
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Da grandissimo amante di Omero, questa trama non poteva fare a meno di intrigarmi, ma a mio modestissimo parere nonostante una buona idea di base, Manfredi questa volta non è riuscito a sviluppare il suo romanzo in modo da risultare coinvolgente. Troppo spezzettato, non l'ho amato forse perchè mi aspettavo un pò di più, sia perchè a storia lo permetteva, sia perchè da estimatore di Manfredi da lui mi aspetto ogni volta un capolavoro nel genere!
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2.0Le paludi di Hesperia, 05-03-2012
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L'idea di base delle Paludi di Hesperia è ottima. Valerio Massimo Manfredi prende spunto dai poemi omerici per narrare le gesta degli eroi greci sotto un'ottica meno... Eroica. Il romanzo però scorre un po' troppo lentamente e vuole narrare di tantissimi personaggi risultando così anche un po' confuso. Peccato.
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3.0Le paludi di hesperia, 16-01-2012, ritenuta utile da 7 utenti su 88
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L'idea è affascianante, brillante e anche ben sviluppata. Credo che chi ami l'epica lo dovrebbe leggere assolutamente, solo che è un romanzo, ma i personaggi non sono ben descritti, cosa in cui di solito Manfredi riesce benissimo, in questo caso invece non coinvolgono nonostante le storie straordinarie che ci vengono raccontate. Da Diomede a Enea, ma anche Ulisse e Menelao... Ben scritto ma poco intenso, peccato!
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3.0La fine delle leggende, 07-09-2011
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Manfredi, con il suo solito incedere tra lo storico e il romanzato, ci narra in questo libro del tempo in cui scomparvero i grandi eori omerici. Uno in particolare, Diomede, viene seguito nel suo peregrinare attraverso lande sconosciute, in cui la sua aurea leggendaria lo abbandona, in cui non c'è più nulla di mitico.
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4.0Affascinante, 01-09-2011
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Una storia leggendaria sulle peripezie di Diomede dopo la caduta di Toia e la fuga dala Grecia e il suo arrivo in Italia. Il libro parla del viaggio di Diomede in Italia e del confronto a distanza con Enea, sbarcato anch'esso in Italia. Da questo libro ho tratto il titolo di un mio disegno, chiamandolo appunto Hesperia (l'occidende per i greci).
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3.0Le Paludi di Hesperia, 04-08-2011
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Scritto parecchio tempo fa, negli anni '70, si lascial eggere anche da un lettore moderno, certo, anche se anche se qualcosa già si intoppa. Forse la voglia di dire tanto e di affrontare grandi temi, quando il meglio (per me) era nell'affrontare la storia dall'ottica del piccolo uomo che comunque partecipa alle cose. Qui l'idea di base è anche carina: partire dalla fine della Guerra di Troia, e seguire, in parallelo, le vicende dei principi Achei e le loro sventure nel ritorno a casa. Dalla morte di Agamennone, al rifugiarsi di Menelao in Egitto, alla lotta mortale tra il figlio ed il padre di Achille, dalle peripezie in Adriatico e nella penisola italica del buon Diomede alla catarsi di Oreste ed Elettra. Con accenni di comparsa di qualche buon troiano (Andromaca in Epiro ed anche Enea nel Lazio). Dal punto di vista storico, mi sembra un po' spinto il grande periplo di Diomede, che sembra arrivare sino al Po, risalirlo, e scendere la penisola fino ad incontrare Enea. Bella la catarsi della lotta tra i due, finalmente risolta in un reciproco riconoscimento. Mi sembrava ricordare Diomede arrivasse in Puglia e lì rimanesse. Ma in questo modo si da conto di bande di barbari che scendono dal Nord, portando le loro spade di ferro con cui tranceranno i fili dell'età del bronzo. Bella anche se di facile e scontato esito la lotta tra Oreste e Pirro. Infine, di interesse gossip-storico l'annodarsi dei fili per trovare i veri motivi dei 10 anni di guerra. Una donna? Sembra puerile. Forse poteri economici è meglio. Ed ancor meglio, poteri magici e talismani per combattere i nemici. Rimane irrisolto cosa ci sia nelle paludi del delta del Po (un po' di fanta-storia non guasta). Poco infine mi piace il modo finto - omerico di narrare la storia. Meglio come detto un basso profilo. Omero è Omero e non è Manfredi.
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3.0Poco convincente, 06-07-2011
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Mi spiace dare solo tre a Manfredi, che a me piace molto, ma obiettivamente con questo libro non riesce a convincermi del tutto. Di per se il libro è piacevole ma lo ritengo un pò sottotono. Va apprezzato lo sforzo di portare in un romanzo il post guerra di diomede, ma sono convinto che l'autore poteva fare meglio.
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1.0Le paludi di Hesperia, 04-04-2011
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Credo questo libro non possa meritarsi che il voto più basso, uno. Fulcro di questo romanzo è Diomede, uno degli ultimi eroi achei nella Guerra di Troia, il cui destino lo vede reietto nella città del suo ritorno dove è (era) Re, Argo, e costretto ad abbandonarla per intraprendere un viaggio che lo porterà in Italia.
Manfredi ha qui l'occasione per raccontarci una storia di ampio respiro facendoci rivivere le emozioni di una situazione difficile e affascinante, ma non riesce a infondere il giusto mordente, dando vita a personaggi poco incisivi e che, come tutto il resto, stentano a decollare. Fallisce laddove avrebbe dovuto incidere un bel solco netto: accendere la miccia della magia necessaria a creare la giusta atmosfera, fondamentale nell'evocazione di un periodo storico. Un leggero miglioramento si avverte nella parte finale, ma non basta ad aggiungere colore al quadro generale, che continua a rimanere sbiadito.
Non mi è piaciuto.
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4.0Alla ricerca di qualcosa che si ha già, 23-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Da quel geniaccio di Valerio MAssimo MAnfredi, ecco il racconto di ciò che attende gli Achei dopo la logorante guerra di Troia. In particolare, viene approfondita la storia di Diomede, tradito dalla moglie e privato del suo legittimo trono, costretto a vagare con i suoi compagni più fidati in cerca di una nuova terra dove creare un nuovo regno, dove tornare a vivere in pace dopo i lunghi anni di assedio. Un libro che è come il viaggio del protagonista, irto di ostacoli e di insidie, che alterna speranza e dolore, coraggio e terrore, alla ricerca di un luogo idialliaco che non esiste se non dentro noi stessi, nel dolce ricordo di un suolo natio che mai più si ricalpesterà.
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4.0Ha il fascino dell'epica, 24-09-2010
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Diomede è probabilmente un eroe omerico di cui pochi conoscono la storia dopo la guerra di Troia. Il suo destino, curiosamente, può riassumersi in una sintesi di analogie e contraddizioni con personaggi più noti, quali Ulisse, di cui era compagno d'imprese, il re Agamennone ed Enea, che come lui secondo la leggenda fondò una città in Italia. Su quest'ultimo punto in particolare poggia la fantasiosa ricostruzione di Manfredi, che rielaborando in parte le fonti letterarie antiche trasforma il viaggio dell'eroe omerico nella metafora della fine dell'epopea achea e dell'origine di un popolo pronto a ripercorrerne le orme gloriose.
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5.0Chi fine hanno fatto?, 11-08-2010
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Vi siete mai chiesti che fine abbiano fatto gli eroi che hanno conbattuto a Troia dopo la guerra?
Valerio Massimo Manfredi narra le vicende degli eroi dell'Iliade dopo la fine della guerra. Il tentativo di tornare a casa dopo dieci anni, le peripezie, gli inganni, le passioni, gli assassinii, gli amori, la famiglia.
Un romanzo davvero avvincente che dà un seguito al poema omerico.
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