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A ovest di Roma

A ovest di Roma

di John Fante

4.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi. Stile libero
  • Traduttore: Osti A.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2008
  • EAN: 9788806171414
  • ISBN: 8806171410
  • Pagine: XVI-214
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Cinico impietoso grottesco struggente autoritratto di un John Fante alle soglie della maturità. Quattro figli scansafatiche dediti alla marjuana e alla musica di Frank Zappa, una moglie annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi di ispirazione sembra destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche, quando una sorpresa, un vero dono dal cielo, si unisce alla sgangherata famiglia: un gigantesco cane testardo, ottuso e frocio, il cui nome è un'iscrizione sepolcrale: STUPIDO. Con lui il tran tran di Molise scivola verso una allegra tenerissima catastrofe.

Note su John Fante

John Fante è nato a Denver, in Colorado, l’8 aprile del 1909. Figlio di un immigrato italiano proveniente dalla provincia di Chieti e di una donna nata a Chicago da genitori di origini italiane, John Fante, dopo il diploma, comincia a svolgere lavori precari. Nel 1930 l povertà e le incomprensioni con la famiglia lo spingono a trasferirsi a Los Angeles. Si iscrive all’Università ma non è costante nello studio. L’esperienza tuttavia lo avvicina alla scrittura. Dimostra subito talento, tanto che i primi racconti vengono pubblicati e viene assunto da alcune riviste. Durante gli anni Trenta, anche a Hollywood notano il suo talento, e John Fante inizia a lavorare come sceneggiatore, lavoro che lui non apprezza ma che gli consente la sicurezza economica. Il suo primo romanzo è del 1934 e si intitola “La strada per Los Angeles”, con protagonista Arturo Bandini, personaggio che sarà al centro di una serie di successo, tra cui figura il romanzo dai tratti autobiografici “Chiedi alla polvere”, del 1939, forse l’opera più conosciuta di John Fante. Nel 1937 sposa Joyce Smart, dalla quale avrà 4 bambini. Durante la guerra smette di scrivere, per poi riprendere nel 1952, quando pubblica “Una vita piena”. Nel 1977 si ammala di diabete. Nel 1978 Fante incontra Charles Bukowski, il quale stima moltissimo il lavoro dello scrittore italo-americano e gli chiede di ristampare “Chiedi alla polvere”, inserendo una sua prefazione. Bukowski, per spingere la sua casa editrice a ripubblicare le opere di Fante, arrivò a minacciare di non consegnare loro altre sue opere. Intanto la malattia di Fante si aggrava, diventa cieco e gli vengono amputate le gambe. L’ultimo romanzo, che Fante detta alla moglie, è “Sogni di Bunker Hill”, del 1982, opera che chiude la saga del suo alter ego Arturo Bandini. E’ morto a Los Angeles l’8 maggio del 1983. Successivamente, numerose opere di John Fante sono state trasposte per il cinema, tra cui anche “Chiedi alla polvere”, in un film del 2006 prodotto da Tom Cruise e con l’interpretazione di Colin Farrell, Salma Hayek e Donald Sutherland.
 

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Un Fante è per sempre, 12-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Parla di un signore che vuol liberarsi dei figli che continuano a tormentarlo sconvolgendogli l'esistenza, e aspira a godersi il resto della vita con la sua bella compagna, viaggiando magari in Italia. Poi scopre un grosso cane e ci si affeziona. Poi i figli se ne vanno e lui resta solo con la moglie e il cane. E piange. Scritta così sembra una storiella piuttosto senza nerbo. Ma i grandi scrittori si vedono da questo. In poche pagine il protagonista del romanzo ci fa morire dal ridere, ci fa pensare, ci frastorna e arriva anche a commuoverci.
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5.0Fante non delude mai, 12-09-2011
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Non mi stancherò mai di leggere le pagine di J. Fante. Ogni volta i suoi romanzi finiscono troppo presto. L'empatia che si crea coi suoi personaggi, la nostalgia che si percepisce dalle loro parole... Ogni suo libro è carico di emozioni contrastanti ma ben definite.
La storia di H. Molise e della sua famiglia; le debolezze, i pregi, i desideri dei personaggi, il loro rapporto e le loro avventure/sventure, la loro incapacità a cambiare, i desideri irrealizzabili ma tanto agognati. E poi l'arrivo di un cane che aiuterà ognuno a scoprire la propria essenza.
E infine una scrittura ironica, asciutta, geniale. E' impressionante come ogni volta mi catturi, mi faccia ridere e dopo qualche istante solo sorridere con un pò d'amarezza...
E un finale che da solo fa meritare il libro d'esser letto
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5.0A ovest di Roma, 29-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un romanzo realista leggero, facile, profondo e intuitivo. Una storia di una famiglia con i suoi problemi e le sue certezze, una mescolanza di soddisfazioni e frustrazioni che rendono questo libro avvincente e toccante nello stesso momento. Il protagonista, un padre di famiglia, cerca in tutti i modi di arrivare a fine mese con lo stipendio, e questo lo costringe ad adottare alcuni atteggiamenti piuttsto che altri. Un cane arriverà in quella scombinata famiglia a creare ancora più confusione o forse a riportare l'ordine.
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4.0Delizioso , 24-03-2011
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Un cagnone buffo, pasticcione e con tendenze "particolari" porta una ventata di ottimismo e allegria nella vita di Henry Molise che vive un momento di delusione professionale e familiare.
Primo romanzo letto di John Fante e l'ho trovato molto delizioso.
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4.0A ovest di Roma, 04-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Ironico, tenero, malinconico, cinico, struggente.
Fante riesce a trasmettere attraverso la pagina scritta le emozioni, i conflitti e le contraddizioni del vivere quotidiano.
Gli affetti familiari, le piccole gioie e le frustrazioni, il desiderio di fuga e il radicamento irrinunciabile alle abitudini e alle proprie cose: nei suoi libri si trova questo ed altro ancora.
Il tutto narrato in una prosa vivace e variegata, che non finisce mai di deliziare e stupire.

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