Non avevo capito niente

Non avevo capito niente

3.5

di Diego De Silva


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Descrizione

Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

Note sull'autore

Diego De Silva è nato a Napoli il 5 febbraio del 1964. Dopo aver conseguito il diploma di maturità, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza. Dopo aver conseguito la laurea, si dedica alla professione di avvocato penalista. Il suo romanzo d’esordio è stato pubblicato nel 1999 e si intitola “La donna di scorta”. Grazie a questa opera prima, Diego De Silva ha vinto il Premio del Giovedì Marisa Rusconi ed è stato finalista del Premio Montblanc. Il romanzo che gli farà decidere di abbandonare la professione di avvocato per dedicarsi completamente alla scrittura è “Certi bambini”, del 2001, finalista al Premio Campiello di Venezia dello stesso anno e dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto dai registi Andrea e Antonio Frazzi, vincitore di due David di Donatello e di altri numerosi premi nazionali ed internazionali. Successivamente Diego De Silva ha pubblicato: “Voglio guardare”, del 2002, “Da un’altra carne”, del 2004, “Non avevo capito niente” (finalista Premio Strega), del 2007, “Mia suocera beve”, del 2010, “Sono contrario alle emozioni”, del 2011, e “Mancarsi”, del 2013. Oltre a dedicarsi alla narrativa, lo scrittore napoletano scrive per il cinema e collabora con il quotidiano Il Mattino. Attualmente Diego De Silva vive tra Salerno e Roma.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 26 recensioni)

4.0Troppo divertente!, 22-05-2012
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Bello e divertente... Praticamente ho rivissuto le mie giornate tra Tribunale e Studio.
De Silva scrive come pensa, nel senso che il libro rispecchia fedelmente il succedersi dei pensieri, senza nessuna sofisticazione eo rielaborazione.
Letto in appena 5 giorni.
Il tipo di lettura per rilassarsi e non pensare a niente.
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4.0C'era poco da capire., 07-05-2012
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Diego De Silva riesce a divertire sempre. Affonta i temi importanti come l'amore, la vita e il senso delle cose con un sorriso, o meglio, una risata! Da parte il divertimento che provo mentre lo si legge, questo libro racchiude molto. L'amore che arriva quando meno te lo aspetti, riempiendo gli spazi vuoti che in passato ti sei creato da solo.
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3.0Ironico, 30-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Vincenzo Malinconico è uno dei personaggi che più mi hanno divertita durante tutta la mia vita di lettrice! Ironico, scanzonato e imbranato, riesce a divertire e allo stesso tempo far riflettere con le sue considerazioni sulla vita, sul lavoro, sulla musica e sui rapporti con le donne e l'amore in generale. "Non avevo capito niente" è un romanzo leggero e profondo, semplice e ricco, da leggere quando si ha voglia di prendersi una pausa dal caos della vita quotidiana.
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3.0Non avevo capito, 27-03-2012
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Nonostante la quarta di copertina ammicchi a Salinger e addirittura a Dostoevskij rischiando di far partire prevenuto anche il più grande ammiratore di De Silva, il libro è salvabile e godibile. C'è da dire che la storia diventa presto un minestrone dove l'autore sembra voler essere conciliante con ogni tipo di lettore, salvo poi rendere a tratti antipatica la lettura. Mi sono chiesto se i nomi dei mobili Ikea ripetuti spesso (anche se in tono critico) fossero pubblicità occulta... Chissà!
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4.0Malinconico.., 26-03-2012
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Ecco perchè ho deciso di non fare l'avvocato. Malinconico è un avvocato semi disoccupato, uomo fragile, timido, insicuro, duro con se stesso. Ma nello stesso tempo è un filosofo autodidatta che non fa altro che pensare, ideare, rimuginare. Ironico e fuori dagli schemi. Consigliato sotto l'ombrellone.
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4.0Malinconico di nome e di fatto, 10-03-2012
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Moderno, leggero ed ironico, estremamente leggibile e con alcune riflessioni sulla realtà quotidiana e sulle sue contraddizioni. Un protagonista, l'avvocato Malinconico, che suscita simpatia e coinvolge il lettore nelle proprie riflessioni e disavventure. Una vita che sembrava a pezzi (lavoro, amore, rapporto con i figli) piano piano viene ricostruita. In questo libro convivono piccole situazioni (i vicini di casa, il rapporto con i professori dei figli, la quotidianità) con un grande tema (la camorra) visto però più come "situazione" con cui si può venire a contatto che come fenomeno sociale.
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3.0Scorrevole, 29-02-2012
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Vincenzo Malinconico sa essere ironico, sagace ma anche impacciato e poco propositivo. Interessante e realista la descrizione del contesto in cui si muovono gli avvocati odierni.
Libro non troppo impegnativo che però ci offre uno spaccato interessante sulla vita di un giovane avvocato che stenta a tenere insieme i pezzi della sua vita.
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3.0Scorrevole, 28-02-2012
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Vincenzo Malinconico sa essere ironico, sagace ma anche impacciato e poco propositivo. Interessante e realista la descrizione del contesto in cui si muovono gli avvocati odierni.
Libro non troppo impegnativo che però ci offre uno spaccato interessante sulla vita di un giovane avvocato che stenta a tenere insieme i pezzi della sua vita.
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3.0Divertente, 15-02-2012
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Divertente, autoirnoico e spensierato, è il nuovo libro di DIEGO SE SILVIA, un romanzo d'alto livello comico. Interessante nello svolgimenti della trama. Il finale propone una sorta di"vittoria" metaforica che riesce a far apprezzare ancor più il protagonista, a discapito della sua carriera di avvocato.
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3.0Non avevo capito niente , 19-07-2011
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Devo dire di essere vicino più al De Silva di Certi bambini. Abbastanza simpatico il protagonista (anche se un po' sentenzioso). Abbastanza ben descritta la condizione di una fetta consistente degli avvocati di oggi. Abbastanza inutili le digressioni sulle canzoni. Insomma, niente di che: un librro "abbasatanza. Il che -se ci pensate- non è poco.
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3.0Ci conquista con lentezza, 31-05-2011
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Il libro da un punto di vista comico è perfetto: molto divertente e ricco di spunti comici e metafore particolari, il tutto proveniente dalla fantastica verve del protagonista. Il problema vero è però rappresentato dalla trama forse troppo lenta. Tutto sommato piacevole.
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3.0Non avevo capito niente, 28-03-2011
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Nonostante contenga alcune idee molto graziose, non mi ha convinto del tutto... De Silva ha un talento straordinario, profondo, originale. Riesce a scomporre e ricomporre la trama di una romanzo, è innovativo... Insomma mi piace. Dopo aver letto "La donna di scorta" però mi aspettavo qualcosa di diverso. Quello che mi ha lasciato perplesso è stata la scelta di giocare con il lettore, di fare "il piacione", di farlo contento. Entra nel presente con l'Ikea, i 4 salti in padella e il tg 5. Fa l'elenco di tutto quello che gli piace e di quello che non gli piace. Usa dei modi di dire spassosi presi dal dialetto napoletano, coccola il lettore gli fa pensare: "Oh quanto ha ragione!".
No, mi aspetto di più da lui. Oddio è anche vero che la sua scelta ha pagato, è riuscito a vendere e il libro è finito anche tra gli scaffali dell'esselunga. Ed è un successo (lo dico senza ironia).
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