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Non avevo capito niente

Non avevo capito niente

di Diego De Silva


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Descrizione

Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 9 recensioni)


3.0Non avevo capito, 27-03-2012
di S. Borroni - leggi tutte le sue recensioni

«Nonostante la quarta di copertina ammicchi a Salinger e addirittura a Dostoevskij rischiando di far partire prevenuto anche il più grande ammiratore di De Silva, il libro è salvabile e godibile. C'è da dire che la storia diventa presto un minestrone dove l'autore sembra voler essere conciliante con ogni tipo di lettore, salvo poi rendere a tratti antipatica la lettura. Mi sono chiesto se i nomi dei mobili Ikea ripetuti spesso (anche se in tono critico) fossero pubblicità occulta... Chissà!»

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3.0Scorrevole, 29-02-2012
di F. Palombo - leggi tutte le sue recensioni

«Vincenzo Malinconico sa essere ironico, sagace ma anche impacciato e poco propositivo. Interessante e realista la descrizione del contesto in cui si muovono gli avvocati odierni.
Libro non troppo impegnativo che però ci offre uno spaccato interessante sulla vita di un giovane avvocato che stenta a tenere insieme i pezzi della sua vita.
»

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3.0Ironico, 14-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di B. Amadeo - leggi tutte le sue recensioni

«Ironoco, intelligente, libro di piacevole lettura, sicuramente non impegnativo. Si legge quasi tutto in un fiato. Assolutamente consigliato. La storia risulta del tutto credibile e divertente. Nel finale grande riscatto. Bravo De Silva. Anche i miei amici ne sono rimasti folgorati!»

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3.0meglio la seconda prova, 14-11-2010
di E. Prandini - leggi tutte le sue recensioni

«L'avvocato Vincenzo Malinconico è davvero un bel personaggio. Lo conosciamo in questo romanzo, ma è nella sua seconda apparizione, in "mia suocera beve" che Da Silva concede al suo personaggio la compiutezza, la maturità, che ottimizza la verosimiglianza senza perdere niente della sua unicità. Ad ogni modo è un bel romanzo anche questo, piacevole. Divertente con intelligenza.»

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4.0Forza Antò, 14-10-2010
di F. Ferraro - leggi tutte le sue recensioni

«De Silva sembra il figlio di Lanzetta e De Luca, grandissimi scrittori napoletani.
Scrittura italiana con sprazzi di napoletano che non stonano mai.
Libro narrante le avventure di un avvocato che lavora, si diverte, diventa triste, ha paura e ricorda.
Pieno di tutto tranne che di sentalismo.
Il che a miei occhi lo fa salire di livello.
»

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4.0Da leggere, 07-10-2010
di A. Calabretta - leggi tutte le sue recensioni

«Bel romanzo, che, in chiave tragicomica, mette a nudo la strampalata vicenda professionale di un uomo nel quale in molti si riconosceranno, oltre che la sua complicata situazione familare. La linea brillante seguita dall'autore mantiene viva l'attenzione del lettore fino alla sorpresa finale. Senz'altro da leggere.»

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5.0Brillante, 27-08-2010
di A. Currò - leggi tutte le sue recensioni

«Libro di piacevole lettura, sicuramente non impegnativo. In alcuni tratti brillante e veramente spiritoso, la verità.»

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4.0che strano, 05-08-2010
di V. Angeloni - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro abbastanza strano perchè non si capisce bene cosa ci voglia raccontare, però l'ironia che traspare dalle pagine e la volgia di sapere che fine farà il protagonista me lo ha fatto apprezzare.»

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4.0Simply, 06-07-2010
di S. Bertolini - leggi tutte le sue recensioni

«Bello! mi ha fatto ridere in un momento in cui ho veramente poco da ridere. Anch'io ho avuto una serie di case arredate Ikea, ma non avevo pensato di chiamare i mobili con il loro nome, quasi fossero di famiglia.»

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