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Nessuno si salva da solo

Nessuno si salva da solo

di Margaret Mazzantini

3.0

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Il nuovo libro di Margaret Mazzantini (edito da Mondadori) porta sulla copertina un titolo dalle idee molto chiare: “Nessuno si salva da solo”.
Nessuno si salva da solo. Da soli ci si può solo perdere. Ma anche in coppia. Anche se ci può essere e sembra che ci sia tutto ciò che basta, e invece non basta. È tutto qui. Il perché non basta, è il perché definitivo che non ha ancora una risposta definitiva, ma che ha comunque bisogno non di una risposta comoda e banale, che sarebbe fin troppo facile argomentare sul divano di casa o sul bancone del bar, sempre sottocasa, ma di una risposta che sia il più onesta possibile. Una risposta che ci ha rincorso e ci rincorre lungo tutta la durata (si spera ovviamente cospicua) del romanzo delle nostre vite, e non solo in questo di Margaret Mazzantini.
La storia di Delia e Gaetano è la comunissima storia di una coppia che lo era, e ora non lo è più. Entrambi tra i trenta e i quarant’anni, due figli maschi, Cosmo e Nico, dai nomi strani e belli come quelli dei genitori. Una casa comprata assieme in cui ora ci abita solo la madre Delia con i figli. Mentre il padre Gaetano se ne è andato a vivere in un residence, qualunque. Come capita spesso di questi tempi.
Nessuno dei due ha capito il perché è successo tutto. Nessuno dei due ha ancora trovato la pace. E una soluzione alle loro vite, che non sia dolorosa e piena di rancori e ferite e armi da sfoderare come parole da non pronunciare mai che vengono urlate sottovoce, senza guardarsi in faccia, senza guardarsi dentro. Solo per farsi male. Ovvero senza accorgersi di farsi male, ancora di più, inutilmente, a pungere le piaghe dei ricordi, e a confondere le immagini con i sensi.
Una cena in un ristorante all’aperto può contribuire a riaprire gli stomaci stretti dalla rabbia e dal digiuno di felicità tranquilla. L’appetito per una pace esistenziale e un affetto amorevole arriva a ondate, alternato alla voglia ubriaca di trasgressioni scolate in bicchieri altrui che nessuno capisce da dove arrivi, anche se tutti ne riconoscono (a volte solo in privato) l’esistenza. Ma il tempo non può non contare. E se ne è passato troppo poco, il conto della cena sarà irrimediabilmente più salato di quello che si sarebbe voluto o immaginato.
Come fare allora, per incontrarsi ancora, senza ferirsi il cuore? Forse serviranno anni. Forse le lauree dei figli. Forse quando le schiene saranno curve il dolore per l’amore perduto sarà passato. Oppure semplicemente non saremo più in grado di sentirlo. Quasi…

Note su Mazzantini Margaret

Margaret Mazzantini è nata a Dublino il 27 ottobre 1961. Entrambi i suoi genitori si dedicano all'arte, suo padre Carlo è scrittore, mentre sua madre, Anne Donnelly, fa la pittrice. Da bambina, assieme ai genitori, Margaret viaggia molto, le principali mete dei suoi spostamenti sono la Spagna, il Marocco e l'Irlanda. Poi la famiglia di Margaret si stabilisce a Tivoli, nei pressi della villa dell'imperatore Adriano. All'inizio degli anni '80 Margaret si diploma presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. Nel suo esordio a teatro interpreta Ifigenia, nell'omonima opera di Goethe. Nell'87 sposa il regista Sergio Castellitto, che ha conosciuto sul palcoscenico durante la recita de "Le tre sorelle" di Cechov. I due hanno quattro figli: Anna, Pietro, Maria e Cesare. E' proprio il marito a spingerla verso la scrittura, regalandole un quaderno, su cui Margaret inizia a sperimentare le gioie e le fatiche dello scrivere, ad esplorare il mondo della letteratura , seguendo le orme del padre scrittore. Il suo primo romanzo viene pubblicato nel 1994 e si intitola "Il catino di zinco". Il libro è subito un successo, si impone su pubblico e critica e si aggiudica il Premio Campiello di Venezia. Nel 1999 scrive "Manola" e nel 2001 pubblica "Non ti muovere", con cui vince numerosi premi, tra cui il premio Strega e il premio internazionale Zepter. Dal romanzo, il marito Sergio ne trae un film omonimo, nel 2004. A questo successo seguono "Zorro. Un eremita sul marciapiede" (2002), "Venuto al mondo" (2008), "Nessuno si salva da solo" (2011) e "Mare al mattino" (2011). Vive e lavora a Roma assieme a Sergio Castellitto e ai quattro figli.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 87 recensioni)

3.0Un addio per cena, 15-04-2015
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Ho amato la Mazzantini fin dal primo libro che ho letto, "Venuto al mondo": ha un modo di scrivere malinconico e vero, che ti entra proprio dentro. Questo libro è un po' diverso dagli altri che ho letto: parla di una storia d'amore che sta per finire. Delia e Gaetano, infatti, si sono lasciati dopo parecchi anni di matrimonio, e si ritrovano per una cena che in pratica occupa l'intera durata del libro. I due personaggi sono ancora giovani e sono molto tentati dal fare la pace e dal capire cosa hanno sbagliato nel loro rapporto. Non riescono, però, a dirsi cosa provano l'uno per l'altra, dando per scontato che l'altro lo sappia. Un libro che rispecchia la storia di moltissime coppie, da leggere!
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3.0Una cena per dirsi addio, 03-03-2015
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Una storia particolare, raccontata tutta in una cena tra due ex. Delia e Gaetano erano appunto una coppia, e ora sono in procinto di lasciarsi, ma si trovano a cena insieme per cercare di capire dov'è che hanno sbagliato, quand'è che si sono allontanati l'uno dall'altra. I due protagonisti non sono del tutto usciti da questa relazione, infatti la rabbia e la passione la fanno da padrone. Forse potevano fare di più per salvare il loro rapporto: a volte basta solo dire cose mai dette, sono sufficienti piccoli gesti. La Mazzantini è, come sempre, molto brava!
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3.0Ci si ritrova la mano della Mazzantini, 04-04-2014
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Il libro rispecchia a pieno lo stile dell'autrice, che ha un'indiscussa bravura nel tratteggiare le storie d'amore. Forse non è il suo libro migliore, ma è comunque un buon romanzo. Breve, intenso, è uno stralcio di vita, come un'occhiata di sfuggita a quegli amori che sembrano tanto grandi e improvvisamente finiscono senza permettere di capire il come, il dove, il quando, e soprattutto il perché. Molti lettori si potrebbero identificare nei due protagonisti, prima tanto vicini e poi due estranei anche se messi nello stesso tavolo del ristorante.
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3.0Discreto, 13-05-2013
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Romanzo cupo e poco dinamico, la trama scorre comunque facilmente, ma la storia è priva di colpi di scena e variazioni che facciano sussultare un pò il lettore. Avevo letto "Venuto al mondo", che è davvero un autentico capolavoro, questo libro invece è un racconto discreto che però non rimarrà fra i miei romanzi preferiti.
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3.0Piacevole, 19-05-2012
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Non è sicuramente il meglio che la Mazzantini abbia scritto. Comunque è un testo piacevole e profondo, ricco di una scrittura intensa e struggente, capace di appassionare il lettore fin da subito; con un ritmo lento, solenne e incalzante. I personaggi sono descritti con una minuzia notevole e appaiono carismatici e ben inseriti nel contesto principale. Sicuramente un valida scelta!
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3.0Piacevole, 18-05-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 7
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Un testo piacevole e profondo, capace di entusiasmare il lettore, con una lettura motivante e piena di tensione narrativa. I personaggi hanno una caratterizzazione forte, per cui sono dinamici e conferiscono al racconto un tocco di realismo e di immediatezza descrittiva. La trama è poco innovativa ma nel complesso godibile.
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3.0Passabile, 16-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non posso dire di non averlo gradito, ma sicuramente mi aspettavo molto di più dalla Mazzantini. La lettura è scorrevole, la trama piacevole, ma siamo molto, molto lontani dal linguaggio aulico e raffinato che ha caratterizzato i romanzi precedenti. Ho trovato piuttosto banale anche la trama, che non ha nulla dei colpi di scena e degli intrecci di "Non ti muovere" o "Venuto al mondo". Insomma, la vicenda della separazione di Delia e Gaetano risulta troppo piatta per un'autrice del genere. Del resto ci ha abituati a racconti straordinari, sia dal punto di vista della trama, che dello stile. Si salva, comunque, per poche punte di comicità che emergono dai dialoghi e che rendono il testo un po' meno cupo.
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3.0Piacevole, 14-05-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 6
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Ultimo libro della scrittrice di NON TI MUOVERE. E' un testo profondo e toccante. La Mazzantini non smentisce con questo nuovo romanzo uno stile fermo e essenziale, risultando così immediato e gradevole per via della fluidità nel ritmo. La trama è toccante, piena di personaggi forti e carismatici. Sicuramente una valida proposta letteraria che mi sento di consigliare!
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3.0Piacevole, 14-05-2012
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Questo libro è stato oggetto di discussione per via del fatto che smentisce una scrittrice così in voga come la Mazzantini, mentre per molti altri è in pieno stile, capace di essere un seguito valido per la composizione della scrittrice. A mio avviso è a metà. Un testo sì piacevole ma poco profondo e dinamico.
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3.0Piacevole, 12-05-2012
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Non è certamente l'opera più significativa di questa scrittrice che personalmente io adoro, tuttavia posso dire che si tratta di un buon romanzo, decisamente profondo e toccante, capace dunque di scavare dentro il lettore. Tuttavia la storia non mi ha aprticolarmente colpito. E poco stimolante ma comunque merita attenzione.
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3.0Chi può salvarci da noi stessi?, 20-04-2012
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Gaetano e Delia sono giovani, hanno due bambini e stanno vivendo la fine del loro amore... Sono molto arrabbiati con la vita, frustrati per come è andato a finire il loro matrimonio e non sanno cosa dirsi, se non sputarsi addosso tutto il dolore che provano. Un libro molto triste e, a mio parere, descrive l'amore in un modo un pò superficiale.
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1.0Nessuno si salva da solo, 19-04-2012, ritenuta utile da 7 utenti su 48
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Che angoscia questo libro! Sono riuscita a finirlo per miracolo! Non ve lo consiglio, è leggibile non dico di no, ma la storia è patetica, due egoisti di prima categoria che non hanno salvato neanche un briciolo di amore dentro di loro. No io non l'ho apprezzato, sarà colpa mia, ma veramente potete farne a meno!
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