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Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate

Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate

di Ryszard Kapuscinski

3.0

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Ras Tafari (1892-1975), ultimo imperatore d'Etiopia dal 1930 con il nome di Hailé Selassié I, viene deposto da un colpo di stato il 12 settembre 1974. Kapuscinski si reca ad Addis Abeba per capire cosa fosse davvero la monarchia assoluta del Negus, il Re dei Re, e perché sia caduta. Riesce a incontrare i rappresentanti dell'entourage imperiale e ne raccoglie i racconti, acuti, commossi, involontariamente umoristici. Intervista gli uomini che stavano a Palazzo o avevano avuto il diritto di accedervi, con la funzione di servitori, cortigiani, funzionari, spie, camerieri di ogni sorta, ma anche testimoni acuti e smaliziati di intrighi, lotte di potere e abiezioni. Ne esce un ritratto insolito del Negus, educato a Cambridge ma deciso a conservare il rituale di bacio al piede e genuflessione, promotore di riforme economiche, morali e sociali che però di fatto preservano l'arcaica sostanza del suo impero, preda di deliri di grandezza e progresso per cui sperpera denaro in un paese che muore di fame. Un vecchio rabbioso, onnipotente e superbo, ma anche terrorizzato dall'idea delle congiure, che si circonda di ministri inetti, in una società gerarchica, primitiva e corrotta. Un ritratto insolito del Negus. Una ricostruzione a più voci della vita di corte, dell'arte di governo e di una società, a metà tra l'analisi storica, il reportage e l'opera narrativa. Uno sguardo ironico e stupefatto sull'universo grottesco di ogni dispotismo.

Note su Ryszard Kapu?ci?ski

Ryszard Kapu?ci?ski nacque a Pinsk, in Polonia (oggi città appartenente alla Bielorussia), il 4 marzo del 1932. Dopo aver compiuto gli studi a Varsavia, ha iniziato a svolgere la professione di corrispondente estero per conto dell’agenzia di stampa polacca Pap, lavoro che manterrà fino al 1981. In questo periodo viaggia molto a causa del lavoro. Svolge incarichi per conto dell’agenzia di stampa polacca presso numerosi paesi dell’Africa, dall’Iran e dall’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Contemporaneamente al suo impegno in ambito giornalistico, Ryszard Kapu?ci?ski si è dedicato alla scrittura, proponendo numerosi volumi, il primo dei quali fu “Giungla polacca”, pubblicato nel 1962. Ryszard Kapu?ci?ski ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo impengo nel campo della scrittura e del giornalismo. Nel 2003 gli è stato conferito il Premio Principe delle Asturie nella categoria Comunicazione ed Umanità. Nel 2006 ha ricevuto dall’Università di Udine una laurea honoris causa in traduzione e mediazione culturale. La sua ultima apparizione pubblica fu in Italia, quando nell’ottobre del 2006 fu ospite del Centro per la Pace del comune di Bolzano. Tornato a Varsavia, Ryszard Kapu?ci?ski è morto il 23 gennaio 2007.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Il Negus, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Premetto subito che assegno la sufficenza solo perchè stimo l'autore, ma l'impressione che si ricava dalla lettura di questo saggio su Hailè Selassiè è globalmente confusionaria, e di stelle ne meriterebbe solo due. Probabilmente a causa della scelta di far raccontare a vari testimoni (anonimi) avvenimenti e curiosità sul Negus, la figura ne esce fuori frammentata e mancante di una organicità che consenta anche a chi non conosce la storia recente dell'Etiopia di comprendere cosa succede e chi sono gli attori sul palcoscenico.
Sicuramente le testimonianze che Kapu347; ci324; ski raccoglie sono di grande valore e raccontano particolari inquietanti, interessanti, sconcertanti, quasi sempre non noti anche a chi già conosce la storia di Hailè Selassiè e del suo regno, anche per i frequenti punti di contatto con la storia "coloniale" italiana. Ne risulta un ritratto di un despota quasi medioevale, sicuramente arricchitosi alle spalle di un popolo già povero in partenza ed ulteriormente depauperato da ruberie, ingiustizie, sperequazioni. Una nazione messa in ginocchio dal malgoverno, dal nepotismo, dall'ignoranza e da una gestione quantomeno folle, da un imperatore "discendente del re Salomone" che veniva visto quasi come un dio, un infallibile, una guida illuminata nonostante i risultati del suo governo fossero tutt'altro che ineccepibili.
Uno dei tanti scandalosi esempi di pessima gestione e dispotismo di cui ormai riusciamo anche quasi a non stupirci più, consegnato alla storia più del folklore che della politica, una caricatura di sovrano che a tratti sconfina nel macchiettistico, come nel racconto del servitore addetto a piazzare molto rapidamente il cuscino sotto i piedi del sovrano assiso sul trono, per non far notare che penzolavano nel vuoto come quelli di un bambino, data l'enorme differenza di statura tra Selassiè e il suo predecessore Menelik.
Nel complesso, però, un libro che lascia una sensazione di delusione, di incompletezza, di imprecisione. Peccato.
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