Morte a credito

Morte a credito

4.0

di Louis-Ferdinand Céline


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Descrizione

"Morte a credito", pubblicato nel 1936, è il secondo romanzo di Céline, che nelle sue pagine ritorna alla propria infanzia e adolescenza. Cresciuto in un'atmosfera soffocante e carica d'odio, illuminata solo dalle presenze della nonna Caroline e dello zio Eduard, il giovane Ferdinand racconta le proprie esperienze familiari, turistiche, scolastiche, erotiche e di lavoro.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Un grande lavoro ma...., 20-01-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 5
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Un grande lavoro ma un gradino sotto a "Viaggio al termine della notte".
E' stato sicuramente più facile apprezzarne il testo perchè dopo due letture di "Viaggio" mi sono abituato al suo stile di scrittura, però non è riuscito a suscitare in me le stesse emozioni e sensazioni suscitate con il suo primo romanzo.
Si tratta comunque di un grande libro.
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4.0Morte a credito, 08-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Occorre abituarsi allo stile smozzicato di Celine, ma una volta preso il ritmo il libro fila via che è un piacere, la storia è in gran parte autobiografica e riporta esperienze vissute realmente dall'autore in una Francia dei primi del 900 dove gli scintillanti Passage parigini erano ancora vicoli puzzolenti e scuri, dove una piccola borghesia quasi proletaria lottava per sopravvivere affrontando ritmi di lavoro massacranti. Viene messo in risalto il conflitto con la famiglia, specialmente col padre, che il giovane Celine ha vissuto realmente.
Tutti i personaggi sono espressi in modo caricaturale, a volte grottesco, e la personalità di questi viene espressa mediante il loro intercalare, i loro commenti, ricordi, esclamazioni, imprecazioni, lamenti.
La miseria, una miseria nera, la rovina sempre dietro l'angolo sono lo sfondo permanente del libro, ma le descrizioni degli eventi e dei personaggi, rivelano anche l'aspetto ridicolo della vita fino a offrire scene che non esiterei a definire comiche.
Credo che del merito vada riconosciuto anche al traduttore (nella mia edizione si tratta di Caproni) perché tradurre Celine non deve essere stato facile.
Unica pecca, almeno nella mia edizione, sono i paragrafi censurati per la volgarità o per le descrizioni raccapriccianti: non interrompono la continuità del racconto ma avrei preferito che il libro fosse completo.
Il mio giudizio complessivo: al termine avrei voluto che il libro continuasse.
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4.0Morte a credito, 30-09-2010
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Meno potente e incisivo del suo primo lavoro, si perde molto nella traduzione italiana che non rende in modo appropriato lo stile unico del suo autore.
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