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La libertà

di John Stuart Mill


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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0INTRODUZIONE AL LIBERALISMO, 26-01-2009, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo saggio, senza minima ombra di dubbio, è una delle migliori introduzioni mai scritte per imparare ad apprezzare i valori delle libertà individuali. Non è l'unica, ovviamente, ce ne sono diverse altre che si riferiscono, poi, anche agli aspetti economici che qui l'autore, saggiamente, non ha voluto approfondire. Dopo aver letto questo saggio di JSM, forse, qualcuno vorrà integrare la propria conoscenza in merito, leggendo opere altrettanto importanti dedicate sempre al tema della libertà; suggerirei autori di primissimo piano come Erasmo, Benjamin Constant, Voltaire, Montesquieu, Mandeville, Fréderic Bastiat, John Locke, Tocqueville, Kant, Lord Acton, Edmund Burke, Jeremy Benthem, Popper, L. von Mises, Hayek, Bruno Leoni, Luigi Sturzo, Luigi Einaudi, Milton Friedman, Ortega y Gasset, Jouvenel, Ayn Rand, Raymond Aron, Hannah Arendt, Soulez Lariviere, Michael Novak, Unamuno, Orwell, Albert Jay Nock, Alain Laurent, Octavio Paz, Fernand Braudel, Gertrude Himmelblau, Jean-Yves Naudet, James Buchanan, Alain Peyrefitte, Carlo Lottieri ecc. ecc. giusto per citarne alcuni che potrebbero essere molto utili a consolidare convinzioni liberali. Non dobbiamo dimenticare che il vero liberalismo - "whig" - nasce nel Regno Unito e che, dopo aver raggiunto il continente, in Francia soffre, purtroppo, una vera e propria quanto disastrosa metamorfosi, degenerando nella sanguinosa Rivoluzione Francese. Ci penserà la stessa storia a demitizzare quel drammatico evento al pari della tragica Rivoluzione Russa. Infatti, perfino un autore dichiaratamente di sinistra come Albert Camus condannerà la rivoluzione perché da essa nasce il totalitarismo, dove si reprime ogni interpretazione che non contempli i dogmi della dottrina ufficiale; qualsiasi affermazione dubbia sarà repressa, come apprenderemos ancor prima della caduta del muro di Berlino che ci rivelerà finalmente quella dura realtà.
Qualcuno accusa John Stuart Mill di aver tradito il liberalismo quando si è avvenurato a parlare di economia, indipendentemente dalle ambigue e - secondo me - sfortunate inclinazioni di JSM sulle questioni economiche, l'opera è certamente da leggere ed il suo testo dovrebbe essere obbligatorio fin dalle scuole medie in su, mentre qualche astuto seguace della sinistra tendenziosa, fino a recentemente, proponeva di inserire niente meno che il diario di Ché Guevara. Un bel coraggio...
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