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Il ladro e i cani

Il ladro e i cani

di Nagib Mahfuz

3.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 6
  • Traduttore: Colombo V.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2007
  • EAN: 9788807811968
  • ISBN: 8807811960
  • Pagine: 142
Nell'itinerario narrativo di Nagib Mahfuz, "Il ladro e i cani" segna l'affrancamento da alcune proposizioni del realismo e la ricerca di uno stile in cui confluiscano quotidianità e trascendenza, come segni esemplari del mondo concreto e del mondo fantastico. Nelle vicende di un ladro che, attraverso la vendetta, insegue un'improbabile giustizia per il tradimento degli ideali giovanili, si celebra infatti la rappresentazione allegorica di una concezione tragicamente catartica dell'esistenza. Le pagine del romanzo si affollano allora di personaggi identificanti le trascorse esperienze del protagonista e il rispecchiamento di questi in una mutevole realtà che sempre lo relega in quella dimensione dove verità e menzogna coincidono annullando sia i miti del passato sia le speranze nel futuro. Il saggio, il poliziotto, l'amico importante, la prostituta, l'oste, la moglie, il rivale e la figlia che lo rifiuta, costituiscono per Sadi Mahran un travagliato presente ossessivamente segnato dall'imperativo della rivalsa: un mondo fitto di viuzze, palmizi, taverne, periferie desolate, contrafforti sabbiosi e cimiteri prospicienti il deserto, in cui solamente il ricordo può guidarlo, dopo un cammino scandito da morti innocenti, all'appuntamento con il proprio destino. Infine il pensiero di Sadi Mahran si aggruma intorno all'idea di un'entità superiore, di cui la morte personifica l'araldo...

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Strano e contorto, 14-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Un uomo - un furfante - esce di prigione, e da quel momento, fino al temrine, è reso pazzo dall'unico desiderio di uccidere le persone che lo hanno tradito: "il ladro che da la caccia ai cani". Degno di nota lo stile dell'autore; l'uso magistrale della terza persona per raccontare gli eventi, intermittente alla prima persona per trasmettere i pensieri, e alla seconda persona per rimembrare i ricordi. Ma cento e passa pagine incentrate solo sul totale desiderio di vendetta del protagonista sono veramente pleonastiche.
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