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Istruzioni per rendersi infelici

Istruzioni per rendersi infelici

di Paul Watzlawick

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 6
  • Traduttore: Fusaro F.
  • Data di Pubblicazione: luglio 2008
  • EAN: 9788807814525
  • ISBN: 8807814528
  • Pagine: 112
"È giunta l'ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi ingenuamente abbiamo creduto, che la ricerca della felicità conduca infine alla felicità". Watzlawick costruisce qui uno specchio ironico che, pur tenendo viva una costante tensione tra il divertimento e il disagio di riconoscersi, non priva il lettore del piacere di interpretare il messaggio: come rendersi felicemente infelici?

Note su Paul Watzlawick

Paul Watzlawick nacque a Villach il 25 luglio del 1921. Dopo aver conseguito il diploma di maturità a Villach, si trasferì a Venezia. Qui, nel 1949, presso l’Università Ca’ Foscari, ottenne due lauree, una in Filosofia e una in Lingue Moderne. Successivamente frequentò a Zurigo l’ l'Istituto di Psicologia analitica Carl Gustav Jung , conseguendo il diploma di analista nel 1954. Trascorse quindi un periodo viaggiando. Passò un anno in India, dove apprese delle idee che ispirarono alcune sue successive teorie, per poi dirigersi in America, dove a partire dal 1957 iniziò ad insegnare Psicoterapia all’Università di El Salvador e presso la Temple University di Philadelphia. Nel 1960 conobbe D. D. Jackson, fondatore del Mental Research Institute di Palo Alto e uno dei più illustri psichiatri americani, e si unì al gruppo della Scuola di Palo Alto. Qui si dedicò allo studio della Comunicazione Umana e iniziò a pubblicare alcuni scritti in materia, tra cui “A Review of the Double Bind Theory” (1963) e “An Anthology of Human Communication” (1964). Assieme a J.H. Beavin e D.D. Jackson, nel 1967 pubblicò "Pragmatica della comunicazione umana", un caposaldo della psicologia mondiale. A questo volume, seguirono molti altri saggi ed approfondimenti che lo resero uno dei più stimati teorici della teoria della comunicazione e del costruttivismo radicale. Nel 1976 divenne professore associato del Dipartimento di Psichiatria e Scienza del Comportamento all'Università di Stanford. Nel 1987, in seguito all’incontro con Giorgio Nardone, tornò in Italia dove fondò il Centro di Terapia Strategica di Arezzo. Da qui portò avanti i suoi studi e diffuse le sue teorie anche in Europa. Assieme a Giorgio Nardone pubblicò numerosi saggi, tra cui “L’arte del cambiamento”, del 1990. Morì a Palo Alto il 31 marzo del 2007.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (2.8 di 5 su 5 recensioni)

2.0Ironico ma poco utile, 30-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Simpatica e particolare l'idea di rovesciare la normalità: parlare (con ironia) dell'infelicità che ciascuno di noi (o quasi) si autoinfligge e proporre consigli su come diventare pratici in materia anziché su come oltepassare gli atteggiamenti dannosi, mostrando così l'irragionevolezza e la recidività degli atteggiamenti più autolesionisti.
Però la simpatia termina qui, perché per essere così breve, ho trovato questo saggio molto confuso e ingarbugliato, con problemi e citazioni a sproposito, e nel complesso scritto in modo rivedibile. E alla fine questi consigli si riducono veramente a un pugno di idee, che per quanto attraenti, sono un po' troppo poveri e lasciano un po' di delusione.
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3.0Istruzioni per rendersi infelici, 06-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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"L'uomo è infelice perché non sa di essere felice".
Insomma, i buoni propositi ci sono tutti in questo libro, che nonostante sia un libro psicologico è molto divertente e allegro, ma non fa proprio per me.
Ma comunque è un buon manuale per chi lo legge con attenzione e ne segue i consigli, che sono davvero d'oro!
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3.0Cinico e divertente, 28-01-2012
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Watzlawick assesta un "colpo basso" ai nostri luoghi comuni, alle nostre abituali mappe cognitive ed ai nostri usuali schemi comportamentali e con un pensiero critico, cinico e divertente ci invita a riflettere su di esse e sulle loro conseguenze. I racconti del testo forniscono alcuni interessanti spunti di riflessione.
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4.0Leggerezza nella Pragmatica , 30-05-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Temi ripresi da "Pragmatica della comunicazione umana" e da "Change", trattati con più agilità e leggerezza. Nello specifico questo libretto riguarda le 'ipersoluzioni' tutte quelle soluzioni più o meno nobli ma comunque di apparente buon senso, che vorrebbero scongiurare l'avverarsi di una catastrofe di cui esse stesse sono causa o quanto meno cospicuo contributo. Molto carino!
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2.0non spicca per brillantezza dei contenuti, 09-07-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Ammetto di aver trovato alcune scenette piuttosto divertenti e ci sono anche alcuni spunti interessanti, però potevano essere approfonditi meglio. Invece finita la lettura mi è sorta spontanea una sola domanda: è tutto qui?
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