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La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria

La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria

di Stefano Benni

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2007
  • EAN: 9788807017339
  • ISBN: 8807017334
  • Pagine: 182
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Un cane troppo fedele che torna sempre come un boomerang dal padrone che lo vuole abbandonare; un potentissimo manager pronto a tutto pur di riunire i Beatles per un concerto; un terzino fantasioso e romantico su uno spelacchiato campo di periferia; un arrogante e irredimibile uomo d'affari; un frate che sceglie il silenzio per sentirsi più vicino a Dio ma viene vinto dalla bellezza di una muta; una perfida vecchietta divorata dall'invidia e dal livore sono solo alcuni dei protagonisti di questa raccolta di racconti, nella quale Benni mostra il lato più curioso, imprevedibile e misterioso della vita.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 26 recensioni)

2.0La grammatica di dio, 08-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
"La grammatica di Dio" è un insieme di 25 racconti scritti in modo molto variegato dall'uno all'altro e mixati abbastanza bene...
La scrittura è abbastanza coinvolgente e il ritmo del testo non annoia e non stanca.
Io non amo molto i libri di Benni, ma questo non è malaccio, forse proprio grazie alla varietà dei racconti che lo compongono.
E finalmente questo libro è abbastanza credibile ed esce dallo stile troppo surreale tipico di molte storie di Benni...
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4.0Racconti ironici, 21-03-2012
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Un libro in cui Benni, attraverso i suoi proverbiali racconti intrisi di sarcasmo ed ironia, è in grado di far riflettere il proprio lettore. Gli argomenti trattati, infatti, sebbene colti con slancio leggero, riguardano la solitudine, la vecchiaia, la malattia: tematiche che un autore "comune" tratterebbe con serietà assoluta. Un plauso allo scrittore per cogliere con leggerezza ciò che appare triste e gravoso
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3.0La grammatica di Dio, 18-03-2012
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Mentre ai lettori affezionati di Stefano Benni non potrà che confermare in loro il piacere di leggere le sue pagine, per i neofiti può essere un ottimo testo per avvicinarsi e conoscere li scrittore. I racconti contenuti in "la grammatica di Dio" infatti spaziano dalla fantascienza, al "dramma" con sempre ampie punte di humor.
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4.0La grammatica di Benni, 26-02-2012
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Stefano Benni ci presenta l'ennesima raccolta di racconti con titolo "La grammatica di Dio". Chi ha conosciuto già le raccolte Il Bar dello Sport e Il Bar sotto il mare, non può perdersi questo libro.
Ogni racconto è leggero ma al contempo pieno di pensieri e un po' di filosofia. Troviamo temi importanti come l'invecchiare, il vivere da soli, la passione, la malattia, il dolore, etc. Ogni racconto un tema. Ogni racconto una riflessione.
Uno stile unico, simile per certi versi a Pennac, farà innamorare il lettore della sua scrittura e della sua capacità di raccontare e raccontarci.
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3.0La grammatica di Dio, 03-09-2011
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Attraverso numerose piccole e grandi storie Benni compie una vera e propria profonda riflessione sulla solitudine e su ogni sua possibile sfumatura. Da chi cerca conforto nei cellulari, che scappa dal proprio cane, quello che lo scrittore ci mostra è che nella società di oggi in cui tutto sembra essere vicino, molto spesso si è invece irrimediabilmente lontani.
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3.0Strane storie, 17-07-2011
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Credo che questo libro non possa fare altro che dividere i lettori in due schieramenti, chi si innamora di questo "sarcasmo irriverente" e chi invece (come me) non capisce del tutto il senso di questi racconti, racconti strani... Racconti di tristi solitudini, racconti anche di vita ma non fanno parte del mio genere letterario.
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4.0La grammatica di Dio., 13-07-2011
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Stupisce come questo libro abbia avuto giudizi così contrastanti: o il libro è amato alla follia, oppure viene considerato un'emerita schifezza. Secondo me la ragione è abbastanza semplice: questo non è il Benni a cui eravamo stati abituati. Anche se il sottotitolo dice "storie di solitudine e di allegria", di allegria ce n'è davvero poca, qui dentro, e soprattutto i primi racconti ("Boomerang", con un cane troppo fedele, e "Mai più solo", dove si vede come i telefonini possano fare male) sono stati davvero pesanti. Aggiungiamo che verso la metà i racconti mi sono sembrati un po' troppo triti (anche se scritti bene, Benni è sempre Benni) e ammetto che mi è venuta voglia di lasciarlo lì. Fortunatamente ho proseguito: la seconda parte è davvero scoppiettante, con i racconti "Una soluzione civile" su come preparare una guerra civile purificatrice e "La strega" sui problemi di una strega al giorno d'oggi. In definitiva è assolutamente leggibile, basta non partire dai preconcetti su cosa si vorrebbe trovare.
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4.0La grammatica di Dio, 19-05-2011
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Il migliore dei libri di Benni che ho letto, si tratta di una raccolta di racconti. Tecnicamente curatissimi, benniani fino all'ultimo rigo, sono dominati da un senso di tristezza e di solitudine che in certe pagine toglie il fiato (il racconto del cane Boomerang mi ha messa KO) . Speranza ce n'è poca, mentre regnano sovrane una feroce ironia e una sconsolata disillusione. Lo stile è sempre il suo, ma lo amo decisamente di più quando riesce a farsi prendere la mano dalla voglia di ridere e di vivere.
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4.0La grammatica di Dio, 09-04-2011
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La grammatica di Dio è una raccolta di brevi storie il cui filo conduttore sono le nevrosi tipiche dell'era moderna: la solitudine, il bisogno di essere alla moda per suscitare ammirazione, la nevrosi, le perversioni.
Benni ci catapulta in un mondo abitato da strani personaggi sempre estremizzati ma incredibilmente attuali che ci fanno capire meglio certe nostre piccole follie.
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3.0La grammatica di Dio, 29-03-2011
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Indubbiamente non una delle sue migliori prove, ma comunque godibile. Tecnicamente curatissimi, benniani fino all'ultimo rigo, sono dominati da un senso di tristezza e di solitudine che in certe pagine toglie il fiato (il racconto del cane Boomerang mi ha messa KO). Speranza ce n'è poca, mentre regnano sovrane una feroce ironia e una sconsolata disillusione. Lo stile è sempre il suo, ma lo amo decisamente di più quando riesce a farsi prendere la mano dalla voglia di ridere e di vivere.
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4.0Bello, ma non per tutti!, 22-02-2011
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Il titolo mi aveva incuriosito: ho iniziato a leggerlo, l'ho lasciato poi l'ho ripreso scoprendo una lettura coinvolgente, emozioni forti, a volte sono rimasta perfino turbata, triste a conclusione di un racconto. Poi altre storie, qualche sorriso, e una profonda verità.
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3.0Raccolta agrodolce, 16-11-2010
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Una serie di racconti, come dice il sottotitolo, che parlano di solitudine, con il tono tristemente ironico che spesso definisce Benni.
Non certo un capolavoro, anche se molti buoni spunti ci sono. Ogni racconto và a se, e si alternano belle storie a racconti banali.
Insomma, non un libro eccezionale, ma un'insieme di raccontini comunque godibile, specie per chi ama l'autore.
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