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Giorno di silenzio a Tangeri

Giorno di silenzio a Tangeri

di Tahar Ben Jelloun

3.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi tascabili
  • Traduttore: Volterrani E.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788806135348
  • ISBN: 8806135341
  • Pagine: 95

Note su Tahar ben Jelloun

Tahar ben Jelloun è nato il 1° dicembre del 1944 a Fes, in Marocco, all’epoca sotto il governo francese. Dopo aver trascorso la sua adolescenza a Tangeri, si è formato scolasticamente a Rabat. Qui iniziò a manifestare la sua passione per la scrittura, che si concretizzò nel 1971, con la pubblicazione del suo primo libro, una raccolta di poesie intitolato “Hommes sous linceul de silence”. Per un periodo si è dedicato all’insegnamento della filosofia ma poi, in seguito all’arabizzazione dell’insegnamento, dovette rinunciare, non essendo abilitato all’attività pedagogica in lingua araba. Nel 1971 si trasferisce quindi a Parigi, dove studia psichiatria e, dopo tre anni, ottiene un dottorato il psichiatria sociale, consegnando una tesi sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati, successivamente pubblicata con il titolo “L’estrema solitudine. L’esperienza in qualità di psicoterapeuta, emerge anche in altre successive opere dell’autore, tra cui “La reclusione solitaria”, del 1976. Il suo primo romanzo, invece, è intitolato “Hoerrauda”, ed è stato pubblicato nel 1973. Le sue opere sono scritte in lingua francese e spesso trattano i problemi dell’immigrazione e dell’integrazione e del razzismo. E’ ad oggi uno degli autori stranieri più conosciuti in Francia. Vive tutt’ora a Parigi, collabora con il quotidiane Le Monde ed è padre di quattro figli.
 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 2 recensioni)

3.0breve ritratto di un perdente, 06-11-2009
di - leggi tutte le sue recensioni
Le ultime postille avvelenate di un vecchio arrivato alla fine dei suoi giorni destinate ai figli, agli amici, a sua moglie. Solo con il suo rancore e il suo orgoglio ferito, abbandonato da tutti, chiuso, immobile nel suo letto, grazie ad una consunta rubrica, cerca invano un contatto con l'altro. Nomi, indirizzi, numeri di telefono simboli di un mondo che non esiste più. Il rimpianto di aver lasciato Fes per Tangeri, i sentimenti mai espressi per paura di rovinarli, di renderli normali.

Tahar Ben Jelloun consegna a noi lettori il ritratto autobiografico di un padre autoritario, prevaricatore, che ha voluto non solo condizionare, ma plasmare il modo di vivere dei suoi famigliari sulla base del propria concezione esistenziale. L'elegìa della solitudine, la storia di un uomo esacerbato dalla vita trascorsa. "La storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte".
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3.0gli ultimi atti di una vita, 10-10-2009
di - leggi tutte le sue recensioni
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Tahar Ben Jelloun consegna a noi lettori il ritratto autobiografico di un padre autoritario, prevaricatore, che ha voluto non solo condizionare, ma plasmare il modo di vivere dei suoi famigliari sulla base della propria concezione esistenziale. L'elegìa della solitudine, la storia di un uomo esacerbato dalla vita trascorsa. "La storia di un uomo ingannato dal vento, dimenticato dal tempo e schernito dalla morte".
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